Serie A

Sara Sinigaglia: “Non guardiamo più indietro, testa solo a domenica”

Sinigaglia

Quasi un mese senza giocare e quando il Granzette tornerà in campo sarà per cercare di tenersi stretta questa Serie A con un doppio risultato utile nei playout. Contro il Pelletterie il verdetto che metterà il punto – definitivo – sulla stagione, ma Sara Sinigaglia aspetta il 9 maggio con la massima fiducia.
“Sappiamo tutte che questa è l’ultima chance, nonostante ciò vedo la squadra tranquilla: stiamo lavorando bene, ci concentriamo sugli allenamenti e teniamo lontana la tensione. Se c’è stato qualche rammarico – commenta Sara –  ormai lo abbiamo smaltito perché ripensarci o stare lì a recriminare non ci porterebbe a nulla: probabilmente doveva andare così ed era scritto che dovessimo giocarci la salvezza in questo modo. Testa, allora, solo a domenica. C’è il 9 maggio e basta, neanche il 16. Al 16 penseremo poi, intanto affronteremo l’andata come se fosse questa l’ultima gara a nostra disposizione”.



Non sarà una vigilia molto diversa, probabilmente, per le avversarie del Pelletterie.
“Già – conferma la neroarancio –, anche per loro si tratta dell’ultima possibilità e avranno le nostre stesse motivazioni. Abbiamo dovuto lottare parecchio per far aggiudicarci le due gare in campionato, ma rispetto ad allora troveremo una squadra che è cresciuta tanto nella seconda parte e che ha partecipato ad una Final Eight, traguardo che dà sicuramente quel pizzico di convinzioni e certezze in più. Non arrivarci è stato un dispiacere per noi, allo stesso tempo – però – ci siamo concentrare subito sull’obiettivo principale”.
40’ in cui riporre speranze e sogni, in qualche modo simili a quando tutto è iniziato. Tanti anni e tre categorie fa.
“Vogliamo salvarci con tutte le forze, soprattutto per la società che ha investito così tanto, ma anche per il percorso fatto dalla D alla A, per le giocatrici che ci sono da sempre e per chi è arrivato da poco. E’ stato un anno difficile per tanti versi, ma quanto mi sarebbe mancato se non l’avessi vissuto anche in questo modo? Sono contenta di esserci stata, pur senza un grande nome, e di averlo portato a termine, pur con meno potenzialità. Non è una cosa scontata. La Serie A è il “giocare vero”. Questo è il calcio a 5. Tra la A2 e la A c’è un doppio salto, l’impegno mentale e fisico è stato enorme, ma guardo indietro e sono felice di aver condiviso tutto questo con le mie compagne”.

Non fatico ad immaginarla con lo stesso sorriso del settore giovanile che segue con Iturriaga e che ieri ha finalmente riaperto i battenti.
“Vedere bambini, ragazzi e ragazze tornare a correre dietro un pallone mi ha dato un senso di ritorno alla normalità. E poi la festa è stata doppia, perché è stato anche il compleanno di mio nipote, Edoardo: ha compiuto 6 anni e da due gioca a calcio a 5. Aveva finalmente trovato un vero gruppo, poi è arrivato il Covid. Ma è stato bello vedere tutti di nuovo qui, ci sono mancati tanto e noi siamo mancati a loro. A 5’ dalla fine dell’allenamento abbiamo interrotto per lo stretching e si è quasi alzato un coro: è già finito?”.
No, ragazzi. È tutto appena (r)iniziato.

Foto copertina: Valentina Zanaga

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