Serie A

Cagliari post Capena: “Basiti da situazioni di agitazione e frustrazione”

Cagliari

Il match valevole per il recupero della quinta giornata di Serie A, che ci ha viste affrontare il Città di Capena in casa nostra nel pomeriggio di ieri 3 marzo, si è concluso in favore delle biancorosse.
Questo il verdetto del campo.
Quello che il tabellino non racconta però è la condizione di frustrazione generata da una situazione pre gara legata alle maglie da gioco che ha del paradossale.
Siamo arrivati quasi alla fine del campionato e ci aspettavamo e continuiamo a farlo che tutti gli attori di questo sport siano preparati, onesti e pronti a redimere le situazioni di dubbio regolamento alla mano.

ANTEFATTO In settimana, durante le comunicazioni di rito alla vigilia di una partita di campionato, abbiamo contattato il Città di Capena informandolo sulla scelta delle maglie da gioco, specificando i colori che avremmo utilizzato per giocatori di movimento e portiere, con la disponibilità ad eventuali cambi nel caso in cui la suddetta scelta non fosse stata percorribile.
Ieri però, durante il consueto controllo delle uniformi da parte degli arbitri, ci siamo resi conto che la scelta da noi fatta e comunicata per tempo non era percorribile in quanto il colore scelto per il portiere avrebbe generato confusione vista la maglia a scacchi bianca e rossa sul fronte e completamente rossa sul retro, delle nostre avversarie.
Unica muta portata in trasferta dalle laziali.
Dal comunicato ufficiale numero 39 del 23/9/2020 si evince chiaramante che, in questo genere di occasioni, sia onere della squadra ospitata cambiare la divisa da gara. Dovrebbero non esserci dubbi.
Eppure abbiamo passato buona parte del pre gara cercando di capire cosa fare e come.
La squadra ospite aveva inizialmente espresso l’intenzione di non scendere in campo, forte della certezza, presunta, data loro dalla Divisione, nella persona del Vice Segretario Roberta Andini, in merito alla correttezza regolamentare.
Nel frangente, la terna arbitrale ci ha invitato a consultare il regolamento numero 1, pagina 52. Come già anticipato, il comunicato che riporta la regolamentazione per la casistica specifica, è il 39 del 23/9/2020 pagina 13 (eccezione alla regola generale prevista dal comunicato numero 1)
La nostra dirigenza ha così scelto di chiamare direttamente la Divisione Calcio a 5: prima il delegato al femminile Umberto Ferrini, al quale è stata comunicata la nostra intenzione di scendere in campo entro le 16, poi il Segretario Fabrizio Di Felice, il quale, per tutta risposta, ci ha detto che a quel punto la decisione se giocare la gara sarebbe stata a discrezione arbitrale. Questa procedura non è presente in nessun regolamento.
In questo esatto momento, clamoroso al Cibali, gli arbitri sono stati avvisati della reale procedura e il Città di Capena ha contestualmente deciso di disputare il match.

Avremmo potuto scegliere di non giocare, visto il momento che stiamo vivendo, sarebbe stata una facile vittoria a tavolino in una partita che per noi era fondamentale in chiave salvezza.
Ma non è questa la nostra filosofia, non è questo il modo in cui vediamo il calcio a 5.
Volevamo vincere o perdere giocandocela sul campo.
Come tutti hanno visto, il match si è disputato regolarmente, con le nostre avversarie scese in campo con le maglie utilizzate nel riscaldamento.
Rimaniamo basiti da come sia possibile che nel campionato nazionale della massima serie e a questo punto della stagione, si creino situazioni di agitazione e frustrazione in quello che dovrebbe essere il momento di concentrazione più intenso.
Ci complimentiamo con il Città di Capena per il risultato ottenuto, mai messo in discussione. Ci rammarichiamo però dell’atteggiamento avuto nei nostri riguardi da un movimento che troppo spesso gira lo sguardo dall’altra parte.

Ufficio Stampa

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