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Linda Rossi: sogno l’Olimpiade!

Ciao Linda e benvenuta su anygivensunday.it. Siamo rimasti colpiti dal fatto che tu sia una campionessa sia sui pattini a rotelle sia su ghiaccio. Com’è nata la tua passione per queste discipline?
Il pattinaggio inline su ruote lo pratico da quando ero bambina. Avevo scelto questo sport perché sono sempre stata un po’ spericolata. Il pattinaggio era ideale per me ed è uno sport che subito mi ha affascinata, anche perché era un po’ da maschi, e senza troppe regole. Del ghiaccio invece posso dire che la passione è arrivata gradualmente. Ho iniziato per un motivo molto semplice e concreto, in quanto come ogni atleta, io credo che la massima ambizione sia partecipare alle Olimpiadi. E questo il pattinaggio inline su ruote non me lo permette. Per questo motivo, da circa tre anni, in accordo con il mio allenatore e preparatore Michele Ravagli, ho deciso di impegnarmi sulla doppia periodizzazione agonistica: in primavera-estate nel pattinaggio su ruote, in autunno-inverno nel pattinaggio su ghiaccio. E poi, diciamocelo chiaramente… il body da Power Rangers che si utilizza su ghiaccio, non piace anche a voi?

Senigallia è, nell’immaginario collettivo, il sinonimo di mare ed attività all’aria aperta. Come hai vissuto il trasferimento In Trentino, per allenarti invece al chiuso e sul ghiaccio?
Devo dire la verità? Beh, l’approccio è stato davvero traumatico! Io amo il caldo, e diciamo che pattinare su ghiaccio non mi porta nell’ambiente ideale per me. Ma la passione che ho per il pattinaggio, oggi posso dire anche su ghiaccio, piano piano mi ha fatto apprezzare anche il freddo. Di norma, mi alleno all’aperto con temperature anche molto basse. A Helsinki, per esempio, lo scorso anno in Coppa del Mondo Neo-Senior abbiamo corso con le nostre tutine a -16°C… era un po’ freddino in effetti, ma sopportabile. Ho chiaro il mio obiettivo, so cosa voglio!

Da due mesi siamo oramai tutti bloccati a causa del famigerato Coronavirus. Quanto potrà incidere negativamente questo stop forzato per te?

MINSK, BELARUS – FEBRUARY 16: Linda Rossi of Italy performs in the Ladies 1500 Neo Senior meter race during the ISU Junior World Cup Speed Skating Final at Minsk Arena on February 16, 2020 in Minsk, Belarus. (Photo by Oliver Hardt – International Skating Union/International Skating Union via Getty Images)

Non è certo un bel periodo questo. Io però cerco comunque di coglierne il lato positivo, rigenerandomi e dedicandomi a cose che di solito non riesco a fare. Sicuramente non sarà facile riprendere gli allenamenti e tornare subito ai ritmi agonistici, ma non c’è altra via, e comunque mi ritengo fortunata per l’attività che faccio.

Il nuovo DPCM prevede la possibilità di allenamento per gli atleti a interesse nazionale per gli sport individuali. Tu, immagino, rientri in questa casistica. Come proseguirà ora il tuo allenamento?
Sì, il pattinaggio rientra fortunatamente in questa casistica. Non vedo l’ora di rimettere i pattini ai piedi, anche perché da quando è terminata la stagione su ghiaccio, ad inizio marzo, mi sono solo allenata a secco, e per lo più a casa con pesi e bici su rullo. Ricomincerò presto gli allenamenti, seguendo comunque le regole che ci verranno date.

Lo sport è uno dei settori duramente colpiti da questa pandemia. Soprattutto lo sport di base e le ha ASD rischiano di non sopravvivere. Che ne pensi?
Penso che la passione con la quale atleti e dirigenti delle società sportive, anche le più piccole, ancora una volta permetterà allo sport italiano di rialzarsi. Lo sport ti insegna a non mollare mai, a tutti i livelli. Ci sarà sicuramente da tenere duro ed anche, forse, da percorrere un piano B. Penso anche che gli sport più conosciuti e più ricchi dovranno aiutare, anche loro, le società minori e gli sport meno diffusi. Del resto, noi atleti ci possiamo considerare tutti “fratelli”, in questa particolare vicenda e nella vita in genere.

Sei un’atleta giovane. Hai qualche donna nel mondo dello sport che hai preso un po’ come tuo modello di riferimento?
Non ho un riferimento in particolare. I miei modelli sono soprattutto i valori di lealtà e di semplicità con la quale anche l’atleta più forte deve porsi. In ogni atleta, ho sempre voluto vedere e prendere il meglio, per costruire quello che sono ora.

Cosa vedi nel tuo futuro?
Ho tanti progetti per il mio futuro, come per esempio aiutare e spronare i giovani a praticare lo sport in maniera sana. Ora però ho in testa il mio obiettivo primario, che è partecipare alle Olimpiadi. È da quando sono piccola che sogno ad occhi aperti su come potrà essere, e al solo pensiero ho i brividi. Quando sarà il momento dirò il perché, ora lo tengo come mio piccolo segreto.

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