Serie A

Jessica Ciferni a cuore aperto: “E’ il momento di fare squadra”

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Era un Agosto assolato come tanti, mentre mi godevo gli ultimi spiccioli d’estate, ho deciso di proseguire per un altro anno il mio percorso sportivo a Falconara.
Allora non avrei mai immaginato di assistere inerme all’interruzione del campionato a causa di una pandemia globale.
Mentre il campionato proseguiva senza intoppi, scorreva inesorabile verso la sua parte finale, la più importante, è successo.
È accaduto tutto in modo così silenzioso ma con una velocità inaudita: un giorno ero al Palabadiali ad allenarmi, come se niente fosse, quello successivo mi sono trovata catapultata in quarantena nella mia casa di Montesilvano assieme alla mia famiglia.

A fine febbraio, quando ancora l’orizzonte dell’emergenza da coronavirus era lontano e la portata della pandemia inimmaginabile, con le mie compagne avevamo intuito che stesse accadendo qualcosa di più grande di noi: le prime notizie iniziavano a trapelare, le prime preoccupazioni si facevano strada tra noi, le partite del campionato venivano rimandate in continuazione e, scalpitanti nel voler giocare visto il lungo stop forzato di un mese, la tranquillità cominciava a venir meno.
E’ arrivato poi il virus a cambiare tutto, a metterci davanti ad una realtà alla quale eravamo impreparati: confinati in casa, nessuno può uscire se non per stretta necessità indossando dispositivi di protezione come mascherine e guanti, qualcuno viene controllato dalle forze dell’ordine.
Sono cambiate prospettive e priorità.
Quelle persone che fino a due  mesi fa affollavano gli spalti del PalaBadiali per tifare per noi, ora sono confinate nelle proprie abitazioni, esattamente come noi.
Ora il coro di incitamento lo lanciamo all’unisono dai nostri luoghi sicuri verso tutte quelle persone impegnate in prima linea per combattere un avversario potente ma non invincibile.
Ero abituata a vivere la mia vita con il futsal al centro.
Tutto ruotava intorno alla palla dal rimbalzo controllato: la sveglia, la scelta degli alimenti, i tempi dedicati alla preparazione fisica e tattica, gli orari da rispettare, le passioni da coltivare nei momenti lasciati liberi dal futsal.
Con le mie compagne condividevo allenamenti e piccoli momenti di quotidianità. Ora invece cerchiamo di impiegare nel migliore dei modi tutto il tempo che lo stare insieme ci occupava.

Sarò sincera: sono contenta di essere a casa, con tutta la mia famiglia. Il campionato porta via gran parte dell’anno ed è un privilegio poter passare così tanti giorni insieme alle persone che amo.
E’ anche vero che tutto il resto mi manca in egual modo: mi mancano il sudore e la fatica degli allenamenti, mi mancano le risate con le mie compagne, mi mancano le trasferte, i viaggi, i pranzi, mi manca l’adrenalina prima della partita e tutto il calore del pubblico del palazzetto.
Sono sicura che tutto questo tornerà presto.
Adesso però, purtroppo, è il momento di mettere momentaneamente da parte i sentimenti per compiere un piccolo sacrificio e attendere, cogliere l’opportunità di questa situazione per volgerla al meglio per il futuro di tutti noi, senza lasciarci andare all’angoscia che la gravità del virus genera.
Ogni giorno che passa, le notizie sui contagi, i morti, l’economia in calo e altri mille effetti determinati dal virus distruggono un pezzettino di noi. Veniamo messi alla prova quotidianamente,  costretti a fronteggiare convivenze prolungate e talvolta forzate, equilibri instabili come i nostri equilibri emotivi, vite sociali ridotte ai minimi termini, attività ricreative e di sfogo annullate.
Ci stiamo perdendo di vista, rinunciando ai saluti, agli abbracci, ai baci, ai gesti d’affetto. Tutti i giorni rinchiusi tra quattro mura, aggrappati con occhi e orecchie ai bollettini d’informazione, augurandoci di far fruttare quelle briciole di speranza che ognuno di noi nutre, per una guarigione che non è solo fisica.
Dobbiamo restare lucidi, uniti e coscienti del nostro potenziale.
E’ una partita che possiamo vincere solo se ognuno di noi fa la sua parte, rispettando le regole e coltivando la pazienza.
Per noi. Per gli altri. Per il mondo intero, mai così concreto e reale come in questo momento, in cui ogni differenza viene annullata dalla necessità di fare squadra contro un avversario comune.
Grazie all’amore verso il prossimo, alla fiducia e al rispetto che riponiamo negli altri, renderemo il mondo un posto un po’ migliore.
Affronteremo insieme questo momento complicato per l’umanità.

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