Serie A

Massimo Giagnorio e la Femminile Molfetta: “Avventura appassionante”

giagnorio

Domenica la sua “prima” da presidente a capo della Femminile Molfetta in Serie A femminile. Un’altra importantissima tappa di un cammino che, per Massimo Giagnorio, è stato sempre legatissimo allo sport, sia per quanto riguarda l’impresa che dal 1986 porta avanti insieme al fratello – la Sport Impianti di San Nicandro al Garganico, fondata da papà Gennaro – sia per quanto riguarda il suo passato da calciatore, tanto brillante quanto sfortunato a causa dei numerosi infortuni, anche di grave entità, che ne hanno condizionato il salto nella categoria dei professionisti.
“Amo il calcio e l’ho praticato sin da bambino nelle giovanili del Foggia, prima di iniziare a girare tutta Italia: Voghera, Vercelli, Perugia e poi San Salvo in Abruzzo, tra le altre esperienze. Ero un trequartista di buona prospettiva, ma ben presto – a soli 25 anni – ho deciso di smettere. Tra lesioni ai menischi, rottura di crociato e tendine d’Achille e cartilagini completamente consumate, era più il tempo che trascorrevo in ospedale che sul campo. Era diventato un sacrificio, non riuscivo più a divertirmi”.

Ma l’attività agonistica, seppur in altre forme, è rimasto sempre parte integrante della sua vita grazie alla Sport Impianti. Parliamo di un’azienda leader in Italia, che ha realizzato interventi Out Stadio Marcantonio Bentegodi Verona, Out Mapei Stadium Reggio Emilia, Centro Sportivo Giacinto Facchetti e, in collaborazione con la Flex Grass Costruction, si è occupata dei lavori di realizzazione dei campi Appiano Gentile F.C. Internazionale Milano.
“Partendo dall’azienda edile creata da mio padre, io e mio fratello – rispettivamente responsabili commerciale e tecnico – abbiamo preso la strada dell’impiantisca sportiva e operiamo su tutto il territorio nazionale. I nostri sono lavori chiavi in mano, non ci appoggiamo a terzi. Ci muoviamo con professionisti del posto e ci occupiamo di tutte le fasi di consulenza, progettazione, realizzazione e manutenzione. Copriamo diverse attività, dal padel alle piste di atletica, senza dimenticare tennis, calcio e naturalmente calcio a 5”.

Eccolo qui, l’argomento caldissimo della stagione 2022/23. Non solo impiantistica: da quest’estate, Giagnorio è ufficialmente diventato il massimo dirigente delle biancorosse in Serie A.
“Ho conosciuto mister Iessi col quale è nato subito un bel feeling e, a seguire, Foti, Martino, Ragno, Anicchiarico, lo staff al completo e la squadra. Oltre ad essere professionisti seri, sono persone per bene e questo mi ha fatto avvicinare tanto, insieme alla condivisione degli stessi valori e della stessa filosofia. Il femminile mi è sempre piaciuto: è un ambiente pulito e con tanto fairplay. Ora che ci penso – sorride – avevo già avuto una squadra femminile di calcio nel lontano ’92, ma il campionato non partì mai a causa di alcune defezioni”.
Il destino ha fatto un giro lunghissimo, durato esattamente 30 anni, ma – lo scorso 18 settembre – Giagnorio ha esordito in Serie A rosa nel derby pugliese con lo Statte.
“Tanta emozione e un bel po’ di gente sugli spalti per una partita che avrebbe potuto avere anche esito diverso. L’unica pecca, a mio avviso, è stata quella di non essere riusciti a chiuderla dopo aver recuperato, anche grazie alla bravura di Margarito che ha sfoderato 3 parate fondamentali. Ci sono state due autoreti che possono capitare, ma sono contento perché la squadra ha giocato: perdere senza giocare sarebbe stato preoccupante, invece – continua il presidente – ho visto un gruppo che ha lottato e che ha solo margini di miglioramento. Iessi si è calmato solo lunedì sera – sorride -, ma io sono rimasto sereno: contando che De Souza e Tais Alves avevano appena 3 allenamenti sulle gambe e considerando le occasioni non finalizzate, sono fiducioso di poter raggiungere senza affanni l’obiettivo della salvezza. Se questa volta abbiamo perso tre punti, vuol dire che andremo a cercarli da un’altra parte”.

Dove? Esattamente a Salsomaggiore Terme, nell’E-R-Arena, sede della seconda giornata di campionato contro la Vip, in diretta su Sky.
“È una vetrina importantissima che certifica il boom che ha avuto questo sport. La società, la città di Molfetta e la Puglia in generale ne trarranno solo beneficio. Il livello è ormai altissimo, ma io ho scommesso su questa squadra e sono pronta a vivere questa avventura appassionante, impegnativa e molto stimolante allo stesso tempo. Quando ci sono delle sfide, mi carico e non potrebbe essere altrimenti visto il mio lavoro: per fare impresa oggi in Italia, credimi, ci vuole anche un pizzico di incoscienza”.
E la sfida di quest’anno si chiama, per l’appunto, Femminile Molfetta.
“Credo che si possa fare un campionato dignitoso, cercando di portare a casa più punti possibili grazie alla buona rosa allestita. Se poi gli avversari avranno dimostrato di essere più bravi noi, allora gli stringeremo la mano e gli faremo i complimenti. Alla fine, nel calcio, chi vince ha sempre ragione. Il mio compito come presidente? Mi sono posto due obiettivi: sbagliare il meno possibile e aiutare la squadra a crescere nel tempo. Non mi riferisco solo ad un’Under 19, ma alla creazione di un vero e proprio settore giovanile, che avvicini quante più atlete sia possibile e che costituisca una fonte importante di auto-sostenibilità. Il serbatoio deve essere alla base di qualsiasi club che abbia voglia di esserci da qui a molti anni”.

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