Caffè Corretto

Caffè Corretto – Dirigenti Sportivi

“Santa Claus is coming to town”
Arriva il Natale e s’avvicinano le elezioni sportive. Come Babbo Natale fa la sua lista dei buoni e cattivi, si compongono le liste dei candidati.
Brulicano, questi elenchi, di “dirigenti” sportivi. Il virgolettato è voluto.
Elementi che vantano in molti casi, una militanza sportiva pluriennale nella disciplina.
Se il calcio a 5 italiano versa in una situazione sportiva quantomeno comatosa, non sarà anche responsabilità vostra, di voi che siete lì da “dodici anni”?
Dirigenti. Di cosa, esattamente?
In un movimento nel quale dominano ancora i presidenti-allenatori o i padri & padroni, voi esattamente che responsabilità avete. Intendo a parte la connivenza.

Quella dei contratti non firmati oppure totalmente aggirati? Quella delle deroghe per campi indecenti? Quella per le naturalizzazioni nelle quali poi indaga la Guardia di Finanza?
Il calcio a 5 è nell’epoca calcistica dei Romeo Anconetani, dei Costantino Rozzi e di troppi Edmeo Lugaresi.
Verrebbe voglia d’accontentarsi anche di uno Zamparini evasore seriale.
Sebbene molti dirigenti sportivi, in un eccesso lisergico di autostima, pensino a se stessi come a dei novelli Adriano Galliani, probabilmente assomigliano più a un Ramaccioni qualsiasi. Adatti più a spegnere le luci del Velodrome a Marsiglia.
Basterebbe un Sabatini a farci tutti sentire meglio, non è chiedere troppo vero?
Lo sguardo però cade su una diffusa pletora di venditori d’usato sicuro, scopritori di stelle cadenti e di nuovi talenti quarantaseienni.
Li vedete agitarsi spesso sugli spalti, gonfiare il petto con i soldi di altri e con le stesse conoscenze sportive dello spettatore occasionale che gli siede accanto.

Mi angustia ancora il pensiero di come possano tanti presidenti, imprenditori di successo, avallare una malversazione del loro denaro da parte della loro dirigenza.
Per amicizia? Per carità d’animo o semplice e comprensibile indolenza?
Davvero questa è l’immagine alla quale si vuole dare visibilità? Ogni volta che leggo questo sostantivo usato a caso mi sanguinano gli occhi.
Forse il problema non è mostrare qualcosa, ma cosa si mostra.
Un carrozzone di ex, aggrappati ai pali di tensostrutture ai limiti della praticabilità, in attesa che qualcuno lanci loro delle noccioline. Personaggi dal passato così imbarazzante da non accorgersi di essere una caricatura. Pronti a strillare ai quattro venti le loro ragioni, esempi lampanti d’un fallimento minore della legge Basaglia.
Tutti rivendicano soluzioni per il futuro, senza nemmeno prestare attenzione al presente che rappresenta semplicemente il loro fallimento.
Per una volta, provate ad immaginare un futuro senza salvatori della patria, senza messia e soprattutto senza i soliti mendicanti nel tempio.
M’accontenterei personalmente di un po’ di sano pragmatismo, quello che ha fatto vincere al Verona lo scudetto. Un Osvaldo Bagnoli andrebbe benissimo, sono sicuro che almeno lui è a conoscenza del fatto che “Cristo si è fermato ad Eboli”.

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