Caffè Corretto

Caffè Corretto – Quello che non vediamo

Alla generosità si dovrebbe rispondere con la generosità.
Mićo Martić ottiene il rinnovo del contratto come commissario tecnico della nazionale di futsal finlandese. Immagino ci saranno almeno due cesti pieni kalakucco, joulukinkku e leipajuusto in viaggio verso l’Italia, indirizzati verso due ex.

In questo campionato che avanza come può e quando può, accade che nella massima serie maschile, il Pesaro ottenga otto punti nelle prime cinque partite come Matera e Eboli. Quest’ultimi addirittura con una partita in meno. Probabilmente entrambe le compagini sono costate una frazione della corazzata marchigiana. La Champions incombe sulla squadra di Fulvio Colini, andrà fatta qualche riflessione perché l’Europa del futsal, quella vera non ti perdona facilmente.
Spiccano le tredici reti subite da chi sta difendendo il titolo, con solo venti reti segnate.
L’Acqua e Sapone con solo tre partite è già a quindici punti, solo sei i gol subiti.
Prima non prenderle.

Il canale Twitch del Burela trasmette l’incontro della massima divisione femminile contro l’Alicante, in realtà poi ha un sacco di nomi tipo università. L’incontro finisce due a zero per le galiziane e in campo da protagonista c’è Leti. La spagnola è arrivata in Italia come un pacco, uno dei tanti che attraversano quel pezzo di Mediterraneo. Import qualunque che qui è diventata Leticia Martin Cortes, ha conquistato anche la maglia della Roja ed è tornata nella penisola iberica per mostrare anche quanto s’erano sbagliati.
Dagli spalti la segue con sguardo attento Araceli Gayardo. A stare seduta in tribuna soffre, lo si legge nei suoi occhi quando l’inquadrano.

Chiara Bassi e il suo Granzette.
Se le partite durassero sono 20 minuti avrebbe quattro punti ma per sua sfortuna le partite durano il doppio e allora ne ha zero.
C’è chi i piedi buoni li ha sempre avuti.
La vita poi ha permesso che si smarrissero da qualche parte tra la testa e il cuore.
In questa partita la vedono tutti come la vedo io sempre.
La guardo giocare ed è come se dormendo qualcuno mi tenesse stretto in pugno il lembo della maglia. Per farmi sentire che è reale, perché non vada più via.
Non l’ho sognata, ora l’avete vista anche voi. Anche solo per quaranta minuti.

Domenica ora 16.00, c’è qualche problema e io vi farei pagare per scrivere commenti inutili sulla chat.
Eva Ortega ha completato la sua trasformazione in Pablo Aimar, camminano ora anche allo stesso modo. Con il dito inquisitore indica le compagne e con ampi gesti della mano accompagna i movimenti di chi gioca intorno a lei.
Numero 11.
Jessica Manieri.
Somiglia ad un personaggio di una serie tv sudcoreana (disponibile su Netflix). La protagonista e il laterale mancino del Montesilvano hanno qualcosa in comune. Non nell’aspetto, altrimenti Jessika sarebbe l’Alex Morgan del calcio a 5. Talento. Quell’espressione nello sguardo, severo e si fatica a comprendere cosa ci sia oltre. Ad osservarla giocare ho l’impressione ci sia molto altro, nascosto lì in bella vista.
Suggestioni si mescolano in un calderone di pensieri.
Seo Ye-ji ha studiato a Madrid, Spagna, Futsal. Il suo personaggio, Ko Moon-Young e quella capacità di vedere oltre l’ovvio, il banale. Jessika ha appena sfornato due assist, messo una intensità velenosa in partita. Quasi dimenticavo, la ragazza che riesce ancora a saltare l’uomo e tirare forte in porta. Se riuscissi a farlo sempre, che giocatore potresti essere.
Sirena.

Classifica di Serie A Femminile, la terzultima ai playoff. S’è incrinato quel concetto di competizione che adoro nello sport. Sussulti pochi, troppe facce sempre uguali e da troppo tempo.
Arrivano le partite, quelle vere e in campo ruotano in sei.
Tutti dietro alla lavagna o alla lavagnetta.

Tutto torna a tacere, niente messaggi in chat, nemmeno quelli in ritardo. Niente note vocali, pausa.
I silenzi non raccontano, nascondono. Non ti puoi nascondere però per sempre, nemmeno se guidi solo per ore. “Vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx.”
I tuoi demoni t’inseguono e talvolta li trovi già a destinazione.
Quando torneranno le partite, saranno “alternate in casa” e potrò preoccuparmi meno di cosa accade all’audio dell’altra diretta o di come Marco ha collegato i cavi.
Forse mi mancheranno queste domeniche con otto chilogrammi di gatto bianco al mio fianco, appoggiato sulla mano per controllare cosa scrivo.

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