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Se Fossi un Mister – Il torneo delle regioni

torneo delle regioni

L’incanto sarà godersi un po’ la strada amore mio comunque vada fai le valigie e chiudi le luci di casa, coraggio lasciare tutto indietro e andare, partire per ricominciare che non c’è niente di più vero di un miraggio, per quanta strada c’è da fare amerai il finale.

E’ questo il periodo dell’anno in cui a livello dilettantistico i trofei son quasi tutti assegnati, qualche campionato è già terminato e qualche borsone giace già dietro gli sportelli di un armadio.
Per molti ma non per tutti.
C’è un esercito che sta per iniziare, dopo aver passato mesi a combattere ed incastrare il proprio lavoro con quello delle società, con quello di alcuni mister poco consoni a sorridere al lavoro degli altri, in molti stanno partendo per il Torneo delle Regioni 2019.

Staff e giocatrici mischiano le maglie, mischiano le compagne di squadra, i sogni e le abitudini e diventano una nuova squadra, tutto molto velocemente, tutto molto poetico, con un viaggio più o meno lungo a seconda del luogo di partenza e del risultato finale.

La bandiera di una regione in mano, mai unita, perché qualcuno da fuori soffia forte alle spalle per spingerti più lontano possibile ma i più lastricano il cammino di chiodi e trappole sperando di vederti cadere presto, così potranno cucirsi una medaglia dicendo io lo avevo detto, questo è uno dei motivi per cui più in la del nostro naso non andremo mai. Siamo troppo convinti che il pallone è il nostro e gioca solo chi ci piace a noi, che poi tutta questa prosopopea nel giudicare il lavoro degli altri, neanche fossimo Mourinho mentre indica Il triplete a 100mila persone.

torneo delle regioni

Rispetto e silenzio sarebbero nelle dosi giuste una di quelle lezioni che andrebbero svolte tra i banchi di Coverciano, sempre che anche li conoscano il rispetto per chi lavora gratis, ci mette la propria faccia ed alla fine si ritrova a fare il mister, lo psicologo, il dietologo, il magazziniere, l’addetto alla logistica ed il dottore.

Comunque si parte, nonostante tutto e tutti che si sa a cambiare idea strada facendo si fa sempre in tempo.

Il motore che sta prendendo i giri giusti da qualche mese, le camere da sistemare, le parole giuste da trovare in ogni momento perché la vittoria la costruisci passo dopo passo e se vittoria non sarà passerai a pensare a quante volte avresti potuto fare di più, una lacrima per chi hai lasciato a casa che è uno dei compiti più ingrati di un selezionatore e poi si chiudono le porte dell’autobus per aprirti quelle verso un’intensa, indimenticabile settimana dove nulla è reale, dove nonostante la tua età ed il pelo sullo stomaco riesci a riscoprire cosa significa l’amicizia, la complicità, la speranza in qualcosa di migliore, poi quando ritorni ti chiedi come farai a riprovare queste sensazioni di nuovo.

Devi bere un frullato da 5 litri di emozioni in 15 secondi e ad ogni sorso senti che più ne bevi e più sei pieno e più ne vuoi. Eccolo il TDR, fantastico show per allenatori, giocatori, dirigenti ed a volte genitori al seguito.

Tutto è amplificato, ogni giorno che passa ne hai uno in meno da divorare ed hai sempre la sensazione che ti sta scivolando troppo velocemente da sotto le mani.
Sveglia, seduta tattica, poi 4 chiacchiere nella hall, una carezza in viso, un bacio al sole e poi il pranzo che non ti va ne su ne giù perché tra poco devi giocare.

torneo delle regioni

I telefoni muti in un angolo, gli sguardi da un tavolo all’altro con cui ti dici tutto e niente, il mister fuori a fumarsi una sigaretta, la fila al bagno prima di partire verso il campo.

5 minuti in camera con 570 notifiche whatsapp, in bocca al lupo, auguri, io ci credo, dedicami un gol, ti voglio bene, a che ora giocate? se non vincete domani torni!?

Nella borsa hai le tue certezze, nella tua mente senti le tempie pulsare e ad ogni battere in testa ce ne sono 2 in levare con cui il tuo cuore risponde nascosto dentro allo sterno.
Hai sentito che botta?
L’ho sentita si, ora iniziano quei 50 minuti di tachicardia continua.

Magari è notte fonda ma tu non puoi fare a meno di pensare alla partita di domani.
Provi a respirare, a non pensarci e poi alla fine svegli la compagna di stanza e cominci a parlare di tutto, la stagione che non è andata come desideravi, la voglia di realizzarti nel tuo sport, la paura che questa sia la tua ultima volta al torneo delle regioni, poi bussano alla porta ed arrivano altre 3-4 insonni con i loro dilemmi.

Shhh, fate piano che se si accorge il mister ci butta giù dalla finestra.

torneo delle regioni

Anni fa feci due esperienze bellissime in rappresentativa, a volte ancora oggi mentre guido o ascolto una canzone all’improvviso qualcosa mi riporta li, tra ansie, sorrisi, abbracci eterni e voglia di fare l’impresa.

Una sera, il giorno prima di giocare la finale mi svegliai di soprassalto alle 2 di notte con i crampi ai polpacci, un dolore assurdo anche in virtù del fatto che io ero l’allenatore di questa squadra e non avevo giocato nemmeno un minuto. La mattina guardai con attenzione le ragazze che arrivavano nella sala colazioni, qualcuna distrutta nello sguardo, altre zoppicanti, chi mi dava il buongiorno con l’aulin in mano e capii davvero quanto e cosa mi stavano dando quelle ragazze, semplicemente tutto ciò che avevano.

Ecco Mister questi sono i risparmi di una vita, tutte le mie fatiche, emozioni e lacrime fanne quel che credi, di te mi fido.

Ecco, è cosi che ti innamori, quando pensi che sia tachicardia ed invece è proprio sentimento, quando credi che stia piovendo ed invece è una lacrima che scende sul tuo viso, quando pensi che il calore del sole ti stia bruciando una guancia ed invece è solo l’imbarazzo di piangere davanti alla tua squadra, quando pensi di essere sul punto di soffocare ed invece è soltanto la tua compagna che nel cuore della notte ti sta abbracciando per dirti che non sei sola.

Una settimana l’anno in un turbinio di colori, suoni, fatiche, notte insonni, nuove amicizie e persone che avevi sottovalutato puoi sognare di portare la tua regione sul gradino più alto d’Italia, puoi sognare di essere un professionista e fare del calcio a 5 tutta la tua vita ma soprattutto puoi sognare di non esser solo.

Il Torneo Delle Regioni per me è tutto questo e sono sicuro che è quel che sentono tutti quelli che stanno per partire.

Buon viaggio a : Virginia, Giulia, Chiara, Federica#9, Martina, Veronica, Federica M., Melina, Elisa, Maria Giulia, Sofia, Federica C.

In culo alla balena a Francesco, Daniele e Roberto

…E riprenderci le mani
Con la voglia di tenerle il più possibile
Se riuscissimo a trovare ancora quell’ingenuità
Che ti fa sentire a casa anche non avendola
E senza sforzo fingere di non sapere già
Com’è che andrà, va

Se sapessimo guardarci con un po’ di gelosia

Quella sana, quella semplice
La paura che si possa facilmente andare via
E cercare di stupirsi e poi arrabbiarsi e poi lasciarsi
Senza mai riuscirci e farsi dei discorsi giuro assurdi
Per poi…

Quella sana, quella semplice
La paura che si possa facilmente andare via
E cercare di stupirsi e poi arrabbiarsi e poi lasciarsi
Senza mai riuscirci e farsi dei discorsi giuro assurdi
Per poi ritrovarsi stretti che non ti lascerò mai…

 

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