Serie A

Nilo Azzolin, parole dalla “Zona Rossa”

Nilo Azzolin

Grisignano di Zocco, Vicenza, Veneto, zona rossa.
Dal porto sicuro delle sue mura domestiche, incontriamo telefonicamente Nilo Azzolin, presidente del Real Grisignano per avere una “voce dal fronte del fuoco” dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19: “Viviamo tutti la stessa condizione di confinamento casalingo che mai ci saremmo aspettati di vivere. Questo mi fa sentire accomunato ad ogni concittadino di questo Paese. Le mie giornate trascorrono tranquille, mi dedico al giardinaggio, alla cura del mio piccolo orto e in cucina con mia moglie, tutte cose – sottolinea con un sorriso – che prima, nella frenesia della vita di tutti i giorni, non riuscivo a fare“. Situata nel centro nevralgico della pandemia, la comunità di Grisignano di Zocco ha ben compreso il ruolo chiave del confinamento sociale nella lotta al contagio dilagante: “In questa comunità abbiamo tutti accettato di buon grado le regole imposte, siamo tutti molto attenti e rigorosi. In questo momento non sono gli interessi personali a prevalere, è la salvaguardia della salute pubblica e muovere le nostre azioni. Certo, come per tutti, ci manca incontrarci e vivere la città ma fortunatamente, grazie a tutti gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, riusciamo a comunicare e a sentirci meno soli“.
Nonostante la veste casalinga, il presidente Azzolin non smette di guardare alla sua creatura sportiva, il Real Grisignano: “Con le ragazze c’è una comunicazione costante durante la settimana. Come società non manchiamo di far sentire il nostro sostegno sia morale che pratico: la preparatrice atletica invia per questo un programma settimanale di allenamenti studiato in base alle esigenze sportive e alla contingenza di un allenamento casalingo. Cerchiamo di farci trovare pronti nel caso si dovesse tornare in campo ma, francamente, credo che sia una prospettiva irrealizzabile“.
Con la piena consapevolezza della difficoltà della situazione sanitaria mondiale e, di riflesso, di quella sportiva, il numero uno balugrana analizza con lucidità la realtà per come è oggi: “Sarà molto difficile riprendere le attività: da un lato le aziende che sostengono molte squadre con le loro sponsorizzazioni si trovano ad affrontare un momento di grande difficoltà, dall’altro far rientrare in Italia tutte le giocatrici che sono tornate nei rispettivi Paesi di origine sarà impresa ardua e poco praticabile soprattutto per il rischio di un contagio di rientro che, francamente non possiamo permettere accada. Ma se anche questo fosse possibile, tornare in campo prevede un ulteriore slittamento in avanti a causa della quarantena alla quale verranno sottoposte le giocatrici di rientro e a ulteriori due settimane di preparazione per non incorrere in infortuni e riprendere la confidenza con il campo. A mio avviso la soluzione migliore sarebbe quella di chiudere il campionato, dando modo alle società di riorganizzarsi in vista del prossimo anno. Non mi aspetto un futuro “rose e fiori”, la realtà economica che ci si prospetta una volta usciti dall’emergenza metterà in difficoltà numerose realtà sportive e questo  mi fa pensare che saranno diverse le squadre a rinunciare all’iscrizione nei vari campionati“.

In attesa di un qualsiasi pronunciamento da parte della LND e della Divisione Calcio a 5, proviamo ad immaginare con il presidente quali potrebbero essere le modalità per far fronte alle esigenze che ogni società si troverà a vivere in vista del prossimo anno: “Andando con l’immaginazione al prossimo campionato, personalmente darei la facoltà alle squadre che in questo momento militano nella massima serie di rimanere in Serie A, lasciando la libertà a quanti si troveranno in maggiore difficoltà di iscriversi in Serie A2. Sarà un tempo di sacrifici per tutti, società e giocatrici, con la probabile se non certa riduzione degli ingaggi“.
La riflessione si sposta poi sulla tanto spinosa questione italiane-straniere: “Mi chiedo quante giocatrici straniere saranno disposte a scegliere il campionato italiano per la loro carriera sportiva anche sulla base di quanto vissuto in questi anni, tra ricorrenti difficoltà nei pagamenti, un’organizzazione a volte non all’altezza delle grandi aspettative e le conseguenze che la pandemia avrà negli spostamenti internazionali. In quest’ottica, le giocatrici italiane avranno l’occasione di rappresentare il vero punto di svolta del movimento“.

Se finora abbiamo cercato di vedere oltre la crisi, ora vogliamo rivolgere lo sguardo in un passato ancora molto fresco nei ricordi, tornando ad accarezzare le emozioni dei bei momenti della stagione: “Inizierei nel ricordare il periodo di preparazione per-campionato trascorso in Trentino. Li ricordo con gioia quei giorni, carichi di speranza e spensieratezza. Ma senza ombra di dubbio il momento più bello che abbiamo vissuto quest’anno è stata la Coppa della Divisione: essere arrivati tra le prime quattro squadre e aver avuto l’opportunità di disputare la final four per noi è stato motivo di grande orgoglio. La due giorni di Taranto ci ha regalato un sogno e istanti indimenticabili e ha dimostrato, a noi stessi in primis e al movimento intero, che con impegno costante, dedizione e serietà anche una squadra meno blasonata delle grandi del futsal può raggiungere grandi traguardi. Il primo tempo disputato con il Montesilvano ne è la prova ed è da quella prestazione che dobbiamo ripartire“.
Nell’attesa di tornare a parlare di futsal giocato quanto prima, ci congediamo da Nilo Azzolin che, in ultima battuta ci ricorda che “Questo tempo non possiamo sprecarlo. Godiamoci il momento,  dedichiamo cura e attenzione alle piccole cose e riscopriamo la famiglia, con la speranza di poterci riabbracciare tutti quanto prima, soprattutto con la mia nipotina che al momento posso solo vedere via telefono“.

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