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Lorenzo Daretti – Intervista a trastevere73

Primo MotoGp eSport Championship. Tredicimila iscritti, un solo vincitore: Lorenzo Daretti a.k.a trastevere 73.

Classe 1999, questo ragazzo nato e cresciuto a Roma, si trova all’ultimo anno di liceo, non ha ancora la patente e gioca ai videogames sulla sua Ps4. Potrebbe essere il ritratto di un qualsiasi adolescente del Bel Paese ma Lorenzo è un campione. E non (solo) per i suoi genitori, perché tutti siamo i campioni per mamma e papà, ma per tutti gli appassionati di Moto Gp eSport: Lorenzo è Campione del Mondo.

Non è andato a Berlino per diventarlo, né ha indossato una maglia azzurra. Ha “semplicemente” partecipato alla prima competizione ufficiale online per quel che riguarda la MotoGp. Un campionato, con tanto di gare, qualificazioni e Challenge, “nei quali si sono registrati tempi pazzeschi” fino ad arrivare a disputare la finale svoltasi a Valencia che lo ha portato sul tetto del mondo. Ma di questo vi abbiamo già parlato qui ricordate?

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Abbiamo avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con Lorenzo che, rimasto senza telefono, abbiamo raggiunto attraverso papà Roberto, fan numero uno e il primo a curare gli affari di trastevere73. In fondo, trastevere73 è proprio papà Roberto, almeno quello è il suo di nick, che Lorenzo ha deciso di mantenere e al quale è molto legato.

Voce sicura e ferma, dall’alto dei suoi 18 anni, Lorenzo si trova ora a dover recuperare una settimana di assenza scolastica per via della piccola gita fuori porta valenciana ma questo non lo preoccupa più di tanto, nonostante gli impegni che, grazie alla sua vittoria, sono indubbiamente aumentati. Ha ancora bisogno di riambientarsi ma dai compagni ai professori, sono tutti partecipi della sua gioia.
Sempre per la sua gioia, sarà necessario un corso intensivo di inglese per far fronte a questo mondo delle competizioni internazionali che cambia. Prima tappa: la pronuncia del nome. Di fatto trastevere è diventato trastivieri, pronunciato american style, cosa che ha destabilizzato lui e anche noi.

Il rientro. Tornato nella città eterna con tremila bagagli extra, che non poche noie gli hanno creato in aeroporto, una volta sistemati alla meno peggio tutti i bagagli “come prima cosa ho pulito la coppa, l’ho sistemata sul comodino accanto alle altre coppe” quelle delle classiche competizioni sportive, “ho spento tutte le luci della stanza e acceso il led del trofeo pensando “mamma mia che cosa ho combinato, bellissimo!”. Forse questo tradisce i suoi anni o forse è semplicemente la presa di coscienza dell’impresa compiuta.

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Nell’albo dei vincitori del campionato mondiale di MotoGp eSport, il primo nome porta il tricolore e rimarrà nella storia per essere stato il primo campione del mondo. Eppure Lorenzo è un novello praticante di eSport, è nel circuito delle gare competitive da meno di un anno “sapevo di essere forte ma mettersi a livello con statistiche che mi avrebbero fatto confrontare con tutto il mondo dei videogiocatori era inizialmente impensabile”, così come inizialmente, da brava mamma, la signora Daretti ha cercato di convincere il figlio a dedicare meno tempo al gioco virtuale, secondo l’antico adagio “cosa stai a fare in casa chiuso a giocare!”. Anche se Lorenzo è un giocatore atipico da questo punto di vista: il suo tempo di gioco si aggira intorno alle 2 ore giornaliere. Gli bastano infatti solo 10 minuti per capire la sua condizione, se è in giornata oppure no, se può farcela oppure no. E solitamente ce la fa. Una dote senza prezzo per chi, come Lorenzo, vuole competere ai massimi livelli. Oltre a questa dote naturale, fondamentale è la concentrazione in gara. Questa è stata la chiave della sua vittoria. Analisi della situazione, conoscenza dell’avversario nei suoi pregi e nei suoi difetti, coscienza delle proprie capacità e concentrazione massima. La vittoria di Lorenzo è arrivata così. Il suo avversario, il favorito per il titolo, mmandukic17, spagnolo, ne ha pagato le conseguenze.

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Un ruolo importante nella costruzione di questa meravigliosa vittoria lo ricopre papà Roberto, uno che di moto se ne intende. Oltre al sostegno morale, tanti sono stati i consigli pratici e tecnici che hanno aiutato Lorenzo a migliorare. Con il suo papà vanno in moto non solo nel mondo virtuale, ma anche in quello reale e questa esperienza virtuale, al contrario di quello che si potrebbe pensare, ha aiutato Lorenzo a migliorare anche sotto l’aspetto della guida reale di una due ruote.

Mondo virtuale. Non solo MotoGp però. Per quanto questo titolo sia preminente, nel suo parco giochi sono presenti anche titoli di avventura, avvincenti e dalla bella grafica come Uncharted e l’immancabile Formula 1 anche se, non avendo una postazione per volante e pedaliera, è giocato solo con il controller, penalizzando l’esperienza di gioco, cosa che, specifica, “non accade per titoli come MotoGp perché non esistendo un supporto che permette di rendere ancora più reale l’esperienza virtuale, si è costretti a giocare esclusivamente con il gamepad. Qui, il segreto è la fluidità dei movimenti: devono essere lenti, accompagnando la moto nei movimenti per evitare quella che è la classica “guida a scatti”.

La gara. Con la seconda posizione in griglia, era necessaria una partenza perfetta evitando il pericolo della grande bolgia in prima curva. Staccata da manuale e subito dietro mmandukic17. Dopo il primo paio di giri trastevere73 capisce di poter tenere il ritmo del suo avversario. Può farlo. Ora tocca studiare chi lo precede: “ho visto che nella prima parte del circuito era più veloce di me mentre nell’ultimo settore, nell’ultima curva riuscivo ad avvicinarmi molto”. La strategia da adottare era quindi ormai chiara: “uscire dal rettilineo e sorpassarlo in curva”.
Nel quarto giro Lorenzo si accorge di averne più dell’avversario. Riesce a sorpassarlo una prima volta ma viene ripreso. Un altro giro dietro e poi di nuovo il sorpasso. “qui devo girare il meglio possibile, poi se mi rimane attaccato magari ce la vediamo all’ultimo giro” questo il pensiero di Lorenzo al 5° giro di gara. “Ho cercato di incanalare tutte le energie per aumentare la concentrazione per affrontare i giri successivi” e, affilando due giri veloci mmandukic17 ha subito il colpo subendo un piccolissimo ma fatale calo di concentrazione. “Affrontare curva dopo curva, non pensare a nulla, concentrazione” questa è stata la ricetta per la vittoria.

Sic 58 Academy. Lorenzo, oltre ad aver partecipato a questo primo campionato ufficiale di MotoGp, gareggia anche in un campionato italiano, il Sic 58 Academy, riservato ai soli piloti italiani che “dopo la vittoria del MotoGp Championship si sono un po’ ringalluzziti e nelle ultime gare che abbiamo fatto ce le siamo date di santa ragione” In fondo Lorenzo ha fissato l’asticella: chi riesce a far meglio vuol dire che è veramente forte. Nota decisamente rilevante di questo torneo: si guida pulito, senza infrazioni, senza sportellate, per rendere la gara virtuale in più possibile aderente a quella reale. “Noi ci alleniamo tanto per fare una gara bella, pulita, mentre magari nelle gare online, dove ci sono 12 persone sconosciute è facile che ci siano comportamenti non troppo corretti”. Pensare che nel Championship c’era proprio la Race Direction vera, quella delle corse reali, a controllare il corretto svolgimento della gara virtuale con tanto di penalità.

Guido Meda. Sky ha dedicato grande spazio e risalto a questa finale tanto da far commentare la gara dal miglior telecronista che il mondo della MotoGp italiana ha conosciuto negli ultimi decenni. “Non vedevo l’ora di tornare a casa per rivedermi la gara commentata da Guido Meda”. Ma non solo la gara. Lorenzo ha infatti avuto l’opportunità di commentare le prove del Motogp di Valencia proprio con Guido Meda.

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Il premio. Il vincitore del primo MotoGp Championship si è aggiudicato, oltre al titolo, una Bmw M240i. Lorenzo ha 18 e non ha ancora la patente. Di certo questa Bmw non è il classico pandino di seconda mano che si mette in mano ad un neo patentato. “Questa auto ha 370 cavalli, è una bestia e quindi ora dobbiamo anche decidere cosa farne quando arriverà –tra circa 4 mesi-. Intanto abbiamo scelto il modello con tutti gli optional che ho scelto con mamma e papà, è davvero la mia auto dei sogni”

Le ragazze. Quando vediamo le gare di moto non possiamo fare a meno di notare tutte quelle belle donne che girano attorno ai piloti, così come non possiamo fare a meno di notare le compagne meravigliose di questi sportivi. Ora, non sarà la moto reale ma anche quella virtuale riesce a creare un certo appeal “si, per quanto riguarda le ragazze, si è creato un certo movimento”, ci dice Lorenzo tra il divertito e l’imbarazzato ma non poi così dispiaciuto.

Fifa. Lorenzo, come abbiamo detto, non gioca a molti titoli ed è entrato nel mondo degli eSport da circa un anno. Ci siamo sentiti così in dovere di introdurlo in quello che, in Italia, è il campionato eSport di riferimento e attivo ormai da anni: Fifa. Chi non conosce il videogioco del calcio per eccellenza? Ma chi sa che il campionato competitivo si gioca disputando 40 partite ogni week end? La sorpresa del diciannovenne romano è stata davvero tanta “ma avranno bisogno di goccine per gli occhi, come si fa?”

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Le challenge. Ma a questo punto siamo stati noi quelli curiosi di sapere come funziona invece per la MotoGp “Ogni challenge valeva come turno di qualifiche. La qualifica durava 10 giorni totali e in questi 10 giorni si doveva registrare il miglior tempo del mondo. Per le prime due gare passavano i primi tre, in quelle successive i primi due. 5 giorni di pausa e di nuovo qualifica, in concomitanza delle gare vere. Questo vuol dire che si girava sullo stesso circuito sia per il campionato virtuale che per quello reale. A Silverstone, la challenge prima di Misano nella quale mi sono qualificato alla finale con il secondo tempo, ero terzo e su dieci giorni totali, ad un’ora dalla fine mi hanno fatto scalare in quarta posizione e non sono passato” Commento? “Ho rosicato parecchio”. E come dargli torto?

Sogni. Dopo un’esperienza di questo tipo è facile tornare a casa avendo realizzato i propri sogni, se non tutti almeno qualcuno. Purtroppo Lorenzo non è riuscito a realizzare il suo sogno della vita: parlare con Valentino Rossi “non l’ho potuto fare perché purtroppo ha sempre una valanga di gente che sta lì ad aspettarlo, anche un po’ irrispettosi.” In compenso Lorenzo, assieme agli altri concorrenti italiani, hanno avuto la possibilità di vivere l’esperienza del Box Ducati “abbiamo avuto la possibilità di vedere come funziona il paddock; quando è rientrato Jorge Lorenzo; il rumore assordante delle moto”. Ma non solo. Gli otto finalisti hanno avuto la possibilità di andare in griglia di partenza nei minuti precedenti la gara “tensione al massimo e li ho potuto vedere Valentino che faceva il suo briefing amoroso con la moto prima di andare in pista. Ho controllato bene: la bocca la muoveva quindi gli parla davvero alla moto.Sono riuscito anche a fare un cenno a Dovizioso come per dirgli “dai, forza” e lui mi ha rifatto l’occhiolino. Ecco in quel momento mi stavo squagliando”. E mi verrebbe da dire che con gli amori funziona tutto allo stesso modo, ovunque.

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Ma il grande sogno di questo 18 romano è uno: diventare pilota, non –solo- virtuale, ma reale “e ora posso comprarmi una moto e, perché no, andare a girare in pista sfruttando le possibilità che questa vittoria mi sta portando. Non è facile perché è tardi, ma non troppo.”

E noi auguriamo a Lorenzo di riuscire a realizzare tutti i suoi sogni.

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