Final Eight

Bari-Pescara, arrivederci Final Eight

Final Eight

Trani, più su Poggio Imperiale Lesina e poi Termoli. Ancora 12’ di Molise (anche meno, se non siete a metano) e vedrò il cartello che per me è casa: Abruzzo. Per la prima volta la Coppa Italia sta facendo un percorso che io conosco a memoria: ha viaggiato adagiata su un sedile vicino a Serena, che l’ha alzata per la prima volta, e Susy, che l’ha abbracciata per la quinta. Pare invece che Esposito l’abbia sequestrata a insieme a tutte le medaglie, seguendo una specie di rito scaramantico – uno dei mille sentiti in questi giorni – iniziato con la vittoria dello Scudetto a Firenze. Nelle stesse ore il Cagliari ha visto la Puglia farsi piccola piccola da un aereo. “Abbiamo capito di cosa siamo capaci, adesso la voglia di giocare un’altra Final Eight e vincerla è tantissima”, mi scrive Marta. Dalle foto di Federica ho visto il suo sguardo a fine partita, la fierezza che non l’ha abbandonata neanche quando quel pallone è finito alto. “I ricci rivelano il mio carattere”, aggiunge. E da riccia, annuisco convinta dall’altra parte del telefono.

Marta

Gli occhi rossi di Gaby li ho incrociati solo un attimo, non lo so prendere di petto il dolore. Anche le lacrime di Peque le intravedo in uno scatto che faccio scorrere rapidamente. Clic. E cambia registro: abbracci, grida immortalate nelle espressioni più strane, gavettoni con l’acqua. Ecco la gioia dei vincitori. Fosse per me le finali dovrebbero durare in eterno: giochiamo un tempo oggi, uno domani. Vinciamo una volta a testa. Ma la Final Eight è una lotta serrata, che – per chi non suda in campo – corre ancora più in fretta: a mezzanotte spegniamo i computer e la serata inizia proprio lì, dove per tutti gli altri finisce. “Buonanotte”, si dicono le giocatrici. “La cucina sta per chiudere”, invece, è la frase che accoglie la nostra ora d’aria fuori dal palazzetto. La desideriamo per fame, ma con la testa rimaniamo al PalaFlorio. “Avete visto il gol di Vanin? Anche Cely ha tirato da casa. Ragà, Marta e stop: voglio la maglia”.
“Ma non si beve?”, spezza la conversazione Mauro e poi il silenzio che segue l’arrivo della cena: 5’ per svuotare i piatti, ancora un paio d’ore per svuotare i bicchieri. Tra qualche ora si torna in tribuna.

Così per tre giorni di fila che iniziano ogni mattina con “La colazione del campione”: ci cibiamo di chiacchiere a caso, chi non ha padroni può dire ciò che vuole senza paura di scontentare l’uno o l’altro. Un pezzo di focaccia e poi vi ridiamo appuntamento su Facebook. Anche qui usciamo fuori dalle righe e voi state al gioco: trascorro i primi tempi di ogni gara a rispondere ai sondaggi. C’è Di Leo che sfida Siorini e vince una birra che berranno alla nostra, magari nella tazza personalizzata AGS; troviamo innamorati come noi che sposano gli hashtag #tuttiinfilaperMarta e #unanessuno100MAmpi, lanciamo anche #unapanchinaperPellegrini e siamo profetici: Shindler si dimette con tutto lo staff tecnico, ritorno di fiamma in vista? Nel caso, Mauro, stai pure a casa: vado io a fare foto con Federica. Durante l’intervallo della finale di A2, proprio Fede guadagna il centro del campo per ritirare un premio che ci riempie di orgoglio: 1° classificato al concorso Futsal Maker Players, grazie ad un cortometraggio su Ersilia. E’ il primo riconoscimento pubblico, ma tornando a casa – nel privato della nostra casella messaggi – arrivano frasi bellissime che terremo solo per noi, di cui vi ringraziamo di cuore. Tutti, in un modo o nell’altro, avete usato la parola passione e pensiamo che niente possa identificarci meglio.
“Sto ancora tutta scema”, mi scrive Lia della premiata ditta Lia&RobyTorti, riferendosi all’ultima serata andata (molto) per le lunghe in giro per Bari vecchia. Poi manda una foto di noi due stese a terra, confuse e felicissime proprio come nella magica notte dello Scudetto biancazzurro. “Con te finisce sempre così”. La storia sa essere così bella quando ripete momenti che avrei creduto unici.

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