Serie A

Irpinia, capitan Braccia: “Anno di crescita, vogliamo mantenere la Serie A”

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Se c’è una persona che rappresenta e racchiude l’essenza della PSB Irpinia, questa è sicuramente Annalucia Braccia.
Nonostante sia giovanissima (23 anni), è proprio lei ad indossare la fascia da capitano delle lupacchiotte neopromosse in Serie A. Perchè? Perchè sono trascorsi nove anni e 10 stagioni e le strade dell’Irpinia e di Annalucia hanno visto dipanarsi lo stesso percorso, l’una al servizio e alla crescita dell’altra. “Posso dire di aver indossato questi colori in tutti i campionati a cui la società ha preso parte – dichiara con orgoglio Braccia – dall’interregionale alla Serie A”. Una scalata che parte da lontano per la numero 7. “Dal pancione di mia madre credo. Fin da piccolissima collezionavo palloni al posto delle bambole.

Ricordo l’insistenza di mia madre nel convincermi a comprare o cercare qualcosa di diverso da quella sfera, ma non ha mai vinto. Vengo da un piccolo paesino dell’Irpinia e, nonostante questo grande amore, giocare a calcio non è stato semplice. Nel mio paese esistevano solo squadre maschili, ed è lì che ho iniziato a otto anni. Poi finalmente, è nata una squadra di calcio a 11 femminile in un paese vicino e subito ho colto la palla al balzo”. Ovviamente. “A 14 anni sono stata tesserata per la prima volta con l’attuale PSB Irpinia, squadra appena nata, ed è qui che ho avuto il primo approccio con il calcio a 5. All’inizio non ero molto attratta da questo sport, ma grazie ad Ornella l’ho totalmente rivalutato e credo sia uno sport meraviglioso. Oramai l’Irpinia è come fosse casa mia”.

Grande parte di merito, per quel che riguarda la possibilità di indossare gli scarpini e giocare finalmente con un pallone tra i piedi, è nell’altra espressione del codice genetico di casa Braccia. “Mio fratello. E’ stata davvero la mia grande fortuna. Oltre ad essere sempre stato la mia spalla, ha fatto di tutto pur di riuscire a farmi portare avanti questa mia passione”.

Chissà quale orgoglio nel vederla passare dai campi dell’interregionale al grande palcoscenico della Serie A passando per l’anno perfetto della stagione 21/22. “Lo scorso anno Lo scorso anno è stato ricco di emozioni e vincere tutto in A2 ha ripagato il lavoro svolto negli anni. Giocare in serie A è sempre stato uno dei miei personali obiettivi e, poter finalmente prendere parte a questo campionato, mi dà una maggiore spinta a voler salire uno scalino più alto”.

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Il massimo campionato ha riservato molto più che uno scalino di difficoltà. Una bella salita ripida con Falconara, Tikitaka e Bitonto subito in apertura. Quasi fosse la prova del fuoco, quella che saggia le intenzioni e mette l’acceleratore sullo sviluppo delle competenze necessarie alla serie.
“Il calendario ci ha costretto a premere sull’acceleratore sin dall’inizio. Dopo una buona partita in casa del Falconara, ci siamo ripetute con il Tiki Taka. Il primo tempo siamo entrate bene in partita – analizza il capitano – abbiamo tenuto testa ad una squadra che parla da sé . Nel secondo tempo, invece, abbiamo abbassato un po’ la guardia e si sa che, queste squadre qui, al minimo errore ti puniscono. Nonostante la sconfitta, domenica si sono viste tante cose positive e dobbiamo continuare a lavorare nella stessa direzione, tutte insieme”.

Il gruppo guidato da mister Battistone va consolidandosi ogni turno sempre più, iniziando a trovare la giusta intesa e il giusto amalgama. A chi c’è da sempre il compito di tramandare la storia irpina, a chi è appena arrivato quello di portare ogni goccia della la propria esperienza di categoria. Tutto per un solo obiettivo: cercare di mantenere la Serie A. A partire da Annalucia.
“Il primo anno in serie A sarà per me un anno di crescita, cercherò di apprendere il più possibile da compagne ed avversarie e proverò ad esprimermi, partita dopo partita, sempre meglio. Migliorare sotto tutti i punti di vista e allo stesso tempo contribuire alla permanenza in categoria dell’Irpinia”.

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C’è da iniziare a preparare lo zaino, sempre allo stesso modo, indossare la maglia alla quale Braccia è particolarmente legata sotto la divisa, fasciare di bianco entrambi i polsi e posizionare la fascia al braccio sempre allo stesso modo. Riti, scaramanzie, tradizioni anche che mettono nella giusta luce la valenza di ogni gara.
“Anche se devo prepararmi sempre con abbastanza anticipo altrimenti perdo qualcosa per strada” sorride divertita. Non c’è tempo da perdere quindi. Sabato sarà il Bitonto ad attendere capitan Braccia &co, neroverdi in cerca di un pronto riscatto dopo la sconfitta al fotofinish contro il Falconara. “Per affrontare questa grandissima squadra nel migliore dei modi, bisogna ripartire dalle cose buone fatte domenica e andare a lavorare sugli dagli errori commessi. Un altro fattore su cui dobbiamo sempre lavorare – dichiara in chiusura – è sicuramente l’atteggiamento che deve essere lo stesso delle prime due partite”.

Intervista e presentazione gara disponibili sul sito della PSB Futsal Irpinia al seguente link

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