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Guti vittima di truffa, svuotato il conto corrente: “Attenti ai raggiri”

Guti

Il conto prosciugato da un truffatore al telefono e dopo l’amarezza la voglia di denunciare pubblicamente quanto successo per mettere in guardia quante più persone possibile. Una disavventura capitata a Carmen Gutierrez ma tutti, soprattutto i tifosi del Città di Falconara, la conoscono come Guti. La forte laterale spagnola è stata vittima di un raggiro che ha permesso un ignoto truffatore di svuotarle il conto corrente postale. Quasi 6mila euro svaniti. “Provo tanta amarezza per quei risparmi fatti con sacrifici che si sono volatilizzati in un lampo. Avevo appena prelevato – racconta Guti – quando mi è arrivato un messaggio al cellulare che mi informava di un’anomalia sul conto BancoPosta e mi indicava un link per verificare la mia posizione. Sono stata tratta in inganno proprio dal fatto che poco prima avevo effettuato un’operazione. Ho cliccato sul link e mi sono ritrovata all’interno di un sito identico a quello che utilizzo di solito”. Una volta inserite le credenziali, la giocatrice è stata contattata da un numero fisso con un prefisso telefonico di Milano. “Chi ha risposto – prosegue il racconto – si è presentato come un consulente e, avvertendomi del possibile rischio di blocco del conto, mi ha invitata a recarmi al bancomat per effettuare un’operazione”. Quando Guti è stata di fronte allo sportello Atm Bancoposta il “consulente” le ha impartito indicazioni per ricevere codici conto poi condivisi con lo stesso. Morale della storia: conto bloccato e soldi spariti. I fatti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica in un esposto presentato dall’avvocato Lorenzo Mondini, il general manager del Città di Falconara. “Truffe di questo genere – spiega l’avvocato Mondini – in gergo si chiamano “phishing”, furti di identità attraverso mezzi telematici come mail o sms. Nel caso di Guti abbiamo anche fatto domanda di rimborso alle Poste perché, come più volte ribadito dalla Cassazione, gli operatori finanziari devono proteggere i propri clienti adottando le tecnologie migliori e più avanzate per prevenire questi reati. Laddove queste misure non sono presenti è stato riconosciuto il diritto al rimborso”. “Resta tanto amaro in bocca e, all’inizio, anche un po’ di vergogna per essere caduta nel tranello ma poi ho pensato che rendere pubblica questa storia poteva essere un modo per aiutare gli altri – conclude Guti – e spero che questa mia denuncia possa sventare altre truffe. Fate attenzione a questi messaggi”.

Ufficio Stampa

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