Serie A2

Gigia Capalbo, sogni nel cassetto: “Vincere come giocatrice, poi un futuro come mister”

Capalbo

Fiocco azzurro in casa Dorica Torrette. Ieri pomeriggio, per la gioia di Mirco Massa e di tutto il club, è venuto al mondo Mathias, primo nipotino del patron marchigiano.
“Siamo tutti felicissimi per questa notizia, anche se – scherza Gigia Capalbo – abbiamo paura che, com’è giusto che sia, ora si dedicherà più a lui che a tutto il resto”.
Allenamenti, squadra, campionato: in ambito sportivo è rimasto tutto congelato a febbraio.
“Non c’è uno stop ufficiale, ma per me è come se fosse già effettivamente finito: siamo a metà maggio e riprendere mi sembra impossibile, sia a livello fisico che di tempistiche. Non c’è neanche l’ok alla riapertura degli impianti sportivi e quindi a poterci allenare tutte insieme, si slitterà alla fine del mese e a quel punto sarà già ora di pensare al futuro”.
La soluzione Marche rimane prioritaria per Capalbo.
“Mi piacerebbe restare qui perché si sta bene, ma sul domani – al momento – c’è un punto interrogativo. Avendo giocato nella Dorica, è chiaro che questo club avrà la precedenza sulle prossime scelte e che è da qui che partirò nel fare le mie valutazioni”.
Sempre più vicino, intanto, il rientro nella sua Corigliano.
“Un po’ di cucina, qualche passeggiata e qualche lezione di spagnolo. I giorni adesso passano così, ma quando finisce la stagione c’è sempre tanta voglia di tornare a casa dalla mia famiglia”.
Sarà l’abbraccio dei suoi cari il miglior regalo di compleanno di sempre, visto che il 16 maggio spegnerà le candeline.
“Nonostante l’età – sorride – io mi sento una ragazzina di 20 anni. Mi manca tantissimo il futsal e non vedo l’ora di poter ricominciare a giocare perché ho ancora tanto da dare. Una volta che mi sarò tolta le mie soddisfazioni come calcettista, inizierò a dedicarmi anche ad altro, sempre legato allo sport. Un futuro come allenatrice sarebbe bellissimo, ma – ribadisce Capalbo – prima il campo, poi la panchina: vincere con il numero 10 sulle spalle, quello con cui ho iniziato la mia carriera, sarebbe il massimo. Quel che più conta, però, rimane realizzarmi come giocatrice. Non riuscirei a guardare oltre, senza aver prima raggiunto quello step fondamentale”.

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