Serie A

Laura Esposito, forever young: “I sacrifici pagano sempre”

Laura Esposito

Indossa la divisa numero 73, 73 come il suo anno di nascita. Al PalaRigopiano, domenica, è la giocatrice più esperta in campo e probabilmente lo è anche in tutta la Serie A. Ma Laura Esposito è tra i pali come portiere titolare del big match tra Montesilvano-Statte e adesso non ha proprio tempo per pensare alla sua carta d’identità. Emozione, curiosità e sì, anche un pizzico di paura. Esordire in una gara che vale la vetta: a chi non sarebbero tremate le gambe? Laura non fa eccezione, nella sua testa – però – ha deciso che è una giornata troppo bella per farsi sopraffare da qualsiasi sensazione che non sia quella della felicità di esserci e di poter dimostrare di aver meritato di esserci.
“Da persona autocritica quale sono, cercavo da me delle risposte. Mi sono sempre detta che qualora mi fossi resa conto di non poter più giocare a determinati livelli, avrei detto basta al futsal, per iniziare poi qualcos’altro – ride. – Ma ora mi sono tolta ogni dubbio e penso di potermi vivere questa carriera ancora per un po’”.
Il fisico c’è e risponde presente come se fosse ancora quello di quando ha iniziato come ala nel basket, ma è la testa il vero punto di forza: la capacità di dominare le emozioni e di incanalarle, immagazzinando solo quelle positive.
“Ho cercato di non pensare che fosse proprio la partita per il primo posto, ma una delle tante altre del campionato. Ho cercato di ricordare tutto ciò che il mio preparatore mi ha detto e a come fare per dare il meglio di me. Se avessi affrontato la gara immobilizzata dall’ansia, mi sarei delusa. Mi sono ripromessa di uscire dal campo senza potermi dire: “avresti potuto fare di più”. E poi ho pensato a mio padre, Giovanni: ho guardato lassù e gli ho chiesto di farmi fare una bella partita”.

“Ho fiducia in te”. Le prime parole di incoraggiamento sono arrivate da Lucilèia. E quando la giocatrice che per tre volte ha vinto il Pallone d’Oro viene a dirti che crede nelle tue capacità, da quel momento si entra in campo per far capire che a quelle parole hai dato il peso della riconoscenza.
“Forse sul secondo gol subito avrei potuto chiudere diversamente, ma sono contenta della mia prestazione così come lo sono di quella delle mie compagne, perché sapevo che avremmo potuto strappare questi punti solo un gioco di squadra. Di errori ce ne sono stati, ma c’era sempre qualcuno pronto a limitarli. E anche quando siamo andate sotto, abbiamo rimesso la palla a centrocampo e abbiamo ricominciato a giocare. Ecco – sottolinea Esposito – questa è un gruppo che non perde la bussola, ma cerca sempre di risolvere in qualche modo, aspetto che sopperisce al fatto che i nostri approcci non sono ancora a pieno ritmo”.
Vetta e palma di miglior difesa (proprio in coabitazione con lo Statte) tutto nello stesso giorno. A rendere davvero felice il portiere di Francavilla, però, è stato aver capito che il futsal è ancora la sua strada e che la passione con cui lo vice ha fatto le scarpe al tempo che passa.
“Credo che da qualche parte nel mio DNA ci sia scritto sport. Mia sorella dice sempre che se in tv passa il campionato provinciale di bocce, io mi fermo e lo seguo. Ho avuto la fortuna di poter praticare più attività e ad alti livelli: Serie A2 di pallacanestro e calcio a 11, e – da 6 anni a questa parte – sono in Serie A nel calcio a 5 con il Montesilvano. Fortuna sì, ma mi sono sempre fatta trovare pronta mentalmente grazie alla mia predisposizione al sacrificio”.
Una disciplina ferrea che le viene dalla famiglia: dai il massimo e i risultati arriveranno, è il consiglio dei genitori. Tanto nello sport, quanto nella vita. Ed è così che ancora oggi Laura regge ritmi impensabili.
“Ho molto rispetto per il mio corpo. Mi alzo tutti i giorni alle 6, vado in palestra 4 volte a settimana prima di andare a lavorare, a volte integro anche con il Padel, e poi mi alleno con il Montesilvano. Non sono sacrifici da poco, ma ora ripenso a quando mi davano della pazza – sorride – e mi dico che dare anche l’impossibile è un pregio, non un difetto. Tutte quelle ore passate ad allenarmi con Nicoletti e tutto il lavoro che ho continuato a fare in seguito… la ricompensa è questa e ne è valsa assolutamente la pena. La mia determinazione mi ha premiata”.
E per la serie gli esami non finiscono mai, domenica un’altra prova di forza – probabilmente di nuovo da titolare – contro la Salinis.
“Daremo tutte il massimo sperando che sia sufficiente a fermare le campionesse d’Italia. Ma se il massimo non dovesse bastare, allora utilizzeremo gli errori commessi per capire come perfezionarci. Con il mio preparatore non ho parlato delle mie parate, ma di quello che non ha funzionato e di quello che si può migliorare”.
E possiamo star certi che terrà tutto a mente, mentre intorno a lei l’ambiente si scalderà per un’altra domenica da capogiro. “Cercherò altre risposte. Lo farò con tutte le mie forze”.

 

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