Serie A2

Altra anticipazione giusta: Neka è il colpaccio del Città di Capena

Neka Ternana

Altra anticipazione giusta. Neka è una giocatrice del Città di Capena: la numero 8 ex Ternana sposa il progetto di mister Chiesa.

Una di quelle giocatrici che basta il nome a far capire non solo la propria di storia, ma anche quella dell’intero panorama nazionale. Due scudetti, una supercoppa e otto finali in Serie A, due presenza e un gol in nazionale italiana, da quando la massima serie nazionale è stata istituita ha sempre visto la numero otto calcare i suoi campi. Bandiera dell’ormai squadra delle Ferelle che fu, ha deciso di scendere di categoria dopo la corte di Mister Chiesa che da anni ne è un estimatore. Una vera e propria top player per i colori bianco rossi, il pivot Italo-brasiliano di Dois Vizinhos vestirà la maglia numero 8.

– Dopo sette anni di Ternana Femminile e tanti trionfi cosa ti ha convinto a scegliere la società Capena in A2?

“Ho deciso di abbracciare una idea di società differente anche per le opportunità che questa proponeva per il futuro fatta di persone per bene. Mister Chiesa mi ha sempre voluto con lui fin dai tempi del Torrino, anche lo scorso anno provò a portarmi con lui. È una persona di quelle che in Serie A si contano sulle dita di una mano. Scendere in A2 è una nuova sfida, per me intrigante e voglio dare tutta me stessa per raggiungere gli obiettivi.”

– Dopo i primi giorni come ti è sembrato l’ambiente e il gruppo?

“Un bell’ambiente, persone umili che si danno da fare con tanta voglia di fare bene.”

– Hai ritrovato Paca e alcune compagne dell’ultimo anno, ti ha fatto piacere?

“Certo! Mi sono trovata benissimo sia con Menichelli che con Mercuri, Paca è garanzia di professionalità e competenza. Mi ha aiutato tantissimo lo scorso anno, poi quando si conoscono le persone è più facile ambientarsi.”

– Domanda d’obbligo: Neka in A2 è un lusso, ma secondo te quanti gol farai questo anno?

“Quelli che bastano per andare in A… (risata nda) l’importante è vincere con quali gol poi è indifferente.”

– In questi anni la cosa più bella e la più brutta che hai vissuto quale sono state?

“La cosa più bella in assoluto, senza neanche pensarci, ti rispondo che è stato il primo scudetto. I momenti dalla semifinale in poi sono stati i più belli non tanto per me personalmente, ma per l’ambiente e l’aria che c’era. La cosa più brutta invece, lasciando da parte gli infortuni che nel calcio ci sono ma che per fortuna ho superato sempre con tanta forza di volontà, è stato non andare a giocare la Champions per una scorrettezza di alcune società.”

Ufficio Stampa

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