Futsal

Katalin Uveges e la Coppa d’Ungheria

Katalin Uveges

Ungheria, il grande ritorno
Gli ultimi (e vittoriosi oltretutto) segnali di vita risalgono al lontano dicembre 2015, quando le magiare guidate da Zsolt Fehér si aggiudicarono il tradizionale torneo Visegrad in quel di Ostrava grazie alla miglior differenza reti nei confronti delle padrone di casa della Repubblica Ceca. Bissarono così il titolo del 2014 conquistato sempre sul parquet della Sportovní centrum Dubina, una sorta di talismano ungherese su suolo ceco. Una vittoria significativa, di quelle in stile “against all odds” vista e considerata la cecità della MLSZ che non aveva ritenuto opportuno fermare (!) la prima divisione locale, creando non pochi ostacoli nella composizione della rosa definitiva.
Poi una lenta eutanasia, culminata nella paradossale assenza delle ragazze ungheresi nell’edizione 2017 del medesimo evento organizzata proprio in terra magiara alla presenza di Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca: incredibile ma (tristemente) vero. Una sorta di imperdonabile ed incomprensibile “smacco” per le rivali dello storico debutto azzurro nella notte magica del Foro Italico.
Il 28 febbraio 2018 è la data da segnare sul calendario per le atlete ungheresi, alla voce “giorno della rinascita”. Si annuncia il nuovo allenatore della selezione maschile ma non solo: l’ultimo trafiletto del comunicato ufficiale della Federcalcio ungherese conferma la tanto attesa novella. Le ragazze tornano in campo, “galeotto” fu l’impulso della UEFA trasmesso con l’introduzione del primo, storico ed agognato, UEFA Women’s Futsal EURO. A guidare la seconda “release” magiara sarà un nome noto nel panorama femminile: parliamo di János Dombó, coach di una delle storiche compagini del massimo campionato “in rosa” quale l’Astra HFC (in questa stagione denominata Astra-4IG-Kkfhazi Bulls). Bentornata, Ungheria!

Janos Dombo

Janos Dombo, nuovo allenatore della nazionale ungherese (Foto MLSZ)

Il “miracolo” Brandmission-Artifex Tolna-Mözs ed una vecchia conoscenza nostrana
Venerdì 2 marzo, vigilia di Final Four: pensare che le nerazzurre di Tolna possano alzare la coppa d’Ungheria suona come pura utopia. Una sorta di armata Brancaleone è ciò che resta del Brandmission-Artifex, che si presenta con i cerotti, ed usiamo un eufemismo, alla tanto agognata fase finale. Tutto sommato, classifica alla mano, il sorteggio della semifinale è più che benevolo: avversarie di turno le ragazze del Ricsilla Futsal, otto lunghezze di distanza eppure… dei quattordici punti finora conquistati quattro arrivano proprio dai tre scontri diretti (sconfitta, vittoria e pari a metà febbraio) con la formazione di Tolna. In altri termini, un leggero sentore di “bestia nera” all’orizzonte e la “questione ucraina” appena messa alle spalle. Già, perché la formazione ora allenata sulla carta e per la burocrazia da Ferenc Toth ma sul parquet e all’atto pratico da una “certa” Katalin Üveges (“ma ogni decisione viene condivisa ed approvata insieme al nostro capitano Adél Varga”, specifica l’ex Lanciano, Ternana, Fondi e Bellator) fino a poche settimane presenta ben altro volto. A cominciare dalla panchina, su cui siede Volodymyr Kolok, per anni il deus ex machina della celebre Belichanka nonché della nazionale gialloblù ucraina. Tra i pali finisce (non molto spesso ad onor del vero perché inspiegabilmente il club magiaro tessera 4 straniere potendo schierarne solo tre per gara, a farne le spese è spesso e volentieri proprio l’estremo difensore) niente meno che Iryna Melnichuk mentre a sfrecciare sul 40×20 ci pensano Maria Vaskovets, Viktoría Solomakha ed Iryna Marchenko. Una squadra potenzialmente da sogno, considerando l’età media molto elevata delle altre formazioni maggiormente accreditate, che va invece incontro ad una realtà ben diversa fatta di risultati altalenanti e culminata con la diaspora ucraina nelle settimane antecedenti la final four (come si conviene in questi casi, sulle motivazioni le versioni sono differenti su sponda ungherese ed ucraina, sorvoliamo perché non è la storia che desideriamo raccontarvi): resta il solo Kolok il quale si occuperà della formazione giovanile da qui a fine stagione.
Torniamo al campo, ciò che conta realmente. Il primo ostacolo (Ricsilla Futsal) viene superato non senza difficoltà. Primo tempo a reti inviolate, avanti e poi raggiunte a metà ripresa: per le ragazze di Tolna l’affondo vincente arriva nei due minuti finali, firmato da Hanna Horvath e Kitti Szalkai per il definitivo 3-1, è finale.
Ora però arriva il bello, o meglio… il difficile. L’ultimo scoglio si chiama Hajdúböszörményi TE, arduo da pronunciare quanto da affrontare sul parquet della Continental Arena di Nyíregyháza. In termini più abbordabili si traduce in 21 punti in più in stagione regolare e presenza della miglior marcatrice del campionato Anita Padar, nonché di altre leggendarie colonne del movimento femminile quali Renata Vigh ed Anita Szeker.

Anita Szeker

Visegrad 2014_Capitan Anita Szeker in primo piano. Sullo sfondo in parte coperta dalla coppa Katalin Uveges e l’ex Lupe C5 Krisztina Újvári ora impegnata nel calcio a 11 con il DVTK club di prima divisione (Foto Futsal Hungary)

L’indiscussa capolista ha appena regolato l’Astra in semifinale ed in campionato ha collezionato la bellezza di 43 punti sui 48 disponibili, ma mai fermarsi ai grandi numeri. Dobbiamo invece analizzare quei “miseri” 5 punti lasciati per strada per presagire quanto stia per accadere. Una sconfitta (3-1) ed un pareggio (1-1) arrivati proprio per mano delle “nostre” ragazze di Tolna, poi cadute nel terzo scontro diretto del (3-0) del 25 febbraio.
A questo punto bisogna scegliere: rassegnarsi alla “mannaia” del pronostico ed impreziosire la bacheca dell’Hajdúböszörményi o combattere per riscrivere la storia del futsal femminile magiaro. Le otto “reduci” hanno idee chiare in merito, cadranno in campo piuttosto che “consegnarsi”. Come in semifinale non si registrano reti nel primo tempo, poi Anita Padar ad inizio ripresa allontana la coppa da Tolna. A metà della seconda frazione l’autorete di Monika Benko rimette le cose a posto: supplementari. Minuto 43’, stavolta sembra finita: Adrienn Bokor riporta avanti Hajdúböszörményi. La donna della provvidenza è ancora Kitti Szalkai, la sua rete ad un minuto e mezzo dal cinquantesimo spedisce Brandmission-Artifex Tolna-Mözs e Hajdúböszörményi ai calci di rigore. Chi ricorda il pronostico ora? Non certo Katalin Uveges, non Hanna Horvath né capitan Adel Varga: Tolna è infallibile dal dischetto, la grande capolista vacilla e cade. Brandmission-Artifex Tolna-Mözs, la coppa d’Ungheria è realtà.

Brandmission-Artifex Tolna-Mözs

Brandmission-Artifex Tolna-Mözs vincitrice della coppa ungara (Foto MLSZ)

La predestinata: Katalin Uveges
Quasi tre anni fa apriva le marcature a Fiano Romano, gara 3 della finale scudetto tra Lazio e Ternana che avrebbe portato al trionfo umbro dal dischetto. Domenica l’abbiamo ritrovata ad aprire la serie dai 6 metri, dando il via all’impresa del Brandimission-Artifex in coppa. Katalin Uveges non è forse giocatrice da titoli di giornale o luci di riflettori puntati addosso, ma risponde presente nei momenti che contano ed il titolo di coppa magiara ne è prova evidente.
“Il nostro campionato con il tempo sta migliorando e diventando più forte. Hajduboszormeny ( HTE ) ha tante giocatrici di grande esperienza, non sono giovani ma senza dubbio ancora molti forti e gli scontri diretti si traducono in gare sempre molto emozionanti. Noi abbiamo una formazione più giovane, ma altrettanto forte perché il gruppo storico gioca insieme da anni e si conosce molto bene: siamo una vera squadra, direi una famiglia! Questo credo ci abbia permesso di vincere la coppa ieri. Senza dubbio da quando le giocatrici ucraine hanno lasciato il club la rosa è limitata e l’alto minutaggio è stancante, eppure giocando con il cuore non abbiamo avversari”.
Il nuovo corso della nazionale visto da Uveges.
“Sette anni fa ho vissuto per due stagioni nel calcio a 11 con János Dombó alla guida tecnica, devo dire di aver apprezzato il suo modo di allenare a livello fisico e mentale. Ha costruito una grande società (Astra, impegnata in prima divisione tanto nel calcio a 11 quanto nel futsal ndr) da zero, “esportandola” poi anche nel futsal in buona parte con le stesse giocatrici (in Ungheria le atlete possono disputare entrambi i campionati ndr). La sua nomina in parte è sorprendente perché l’Astra non si allena “indoor” e Dombo non ha il tesserino come allenatore specifico di futsal, ma in realtà questo significa poco perché ritengo sia comunque un grande tecnico e la sua formazione lo dimostra in campo. Non so se avrò ancora modo di vestire la maglia della nazionale, ogni allenatore ha il proprio punto di vista e sceglie di conseguenza. Sicuramente lo spero, è e sarà sempre un onore rappresentare la mia Ungheria!”.

Articolo di Luca Ranocchiari

 

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