SI NARRA CHE LA POESIA SIA NATA CON LO SPORT
Futsal

La Torre Milad e 600 donne sugli spalti

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Il Paiambare Azam è una struttura moderna all’interno dell’Università del Paese. Per arrivarci le azzurre percorrono in autobus un breve tratto, che il traffico non lascia percorrere in meno di 20/30’. Da quando Teheran è diventata capitale, la sua popolazione è cresciuta in modo molto rapido e si muove tutti i giorni verso Karaj, la zona industriale sorta lungo la prima autostrada costruita. Dai finestrini, il punto di riferimento è la Torre Milad, la struttura più alta dell’Iran (e la sesta al mondo).

Teheran

Traffico a Teheran

UN MINUTO DI SILENZIO – Il pubblico entra alla spicciolata, ma alla fine riempie tutto l’impianto sportivo: sono circa 600 persone e sono tutte donne, agli uomini non è permessa l’entrata. All’ingresso viene chiesto loro di lasciare cellulari in deposito, come averete capito non sono gradite fotografie e riprese. Sugli spalti ci sono anche Cecilia Barca e Arianna Tirelli, che oggi probabilmente troveranno spazio per effetto del turnover. Alle 13,30 l’Italia – che decide di non indossare il velo – entra in campo per il fischio d’inizio. Capitan D’Incecco porta il lutto al braccio per la scomparsa della madre del preparatore dei portieri Alessandro Arpinelli, cui porgiamo le nostre condoglianze. Un minuto di silenzio. Uno di quelli che il traffico di pensieri rende lunghissimo, poi si parte.

L’Italia schierata prima del fischio d’inizio

LA GARA – Il c.t. Menichelli schiera Mascia tra i pali (non ci saranno avvicendamenti nella ripresa), Borges arretrata, Xhaxho e la giovanissima Coppari sulle fasce, Giuliano in avanti. Pochi minuti al massimo dell’intensità prima di accomodarsi in panchina. Sarebbe questa la migliore gestione delle forze nel futsal, ma di fatto è una buona abitudine che si segue solo in Nazionale. Dopo tre giri di lancette, infatti, il c.t. ha già cambiato il blocco delle giocatrici di movimento: entrano Lisi, De Angelis, Pomposelli e Mansueto; a seguire D’Incecco, Violi, Belli ed Exana.
L’Italia tiene testa al più esperto Iran, ma la beffa è dietro l’angolo, in tutti i sensi. Corner azzurro che si trasforma in contropiede avversario, con la palla che carambola su Xhaxho: 0-1. Anche il raddoppio arriva su contropiede: su rimessa laterale, Sarah intercetta la palla e si invola verso Mascia. La difesa pecca di ingenuità e si risparmia il fallo che avrebbe evitato il peggio. Forse è questo l’unico momento in cui le 90 amichevoli in più che le nostre avversarie hanno sul groppone, si fanno sentire davvero. Si va a riposo con due reti da recuperare, un po’di timore e due grosse occasioni non concretizzate da capitan D’Incecco. Pazienza, avrà tempo per rifarsi.

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I due capitani

D’INCECCO, POI ANCORA UN’AUTORETE – Nella ripresa l’Iran sceglie di aspettare, sfruttando la sua nota velocità in ripartenza. Ma ha davanti un’altra Italia, determinata a rimontare il risultato, se non fosse per i legni: uno lo centra Xhaxho su schema di calcio d’angolo, il tiro di Coppari colpisce invece il montante. Ed è a quel punto che D’Incecco mette dentro la rete che accorcia le distanze: Borges imposta la manovra, Pomposelli taglia liberando il corridoio, Ersilia rientra sul destro e lascia partire un rasoterra imprendibile sul secondo palo. Non lo avevo immaginato così, ma va benissimo lo stesso. L’Iran suda freddo in un altro paio di circostanze abbastanza nitide, poi però trova il gol del definitivo 1-3 in modo  fortuito: tiro dal limite deviato involontariamente da Exana, la palla cambia traiettoria e sorprende l’incolpevole Mascia. Nessun rimpianto in un post-partita che immortala un bel momento di sport: Iran e Italia, in composizione mista, sorridono per un scatto che sfugge ai rigidi controlli. Sulla strada di ritorno, la Torre Milad illuminata indica la direzione. Si torna in albergo, quando le Azzurre vanno a dormire da noi è già scattato il 24. E’ già tempo di bis.

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Time out dell’Italia

Momenti di Italia- Iran vissuti dagli spalti. Fonte @Fut5al canale Telegram

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