Softball

Diamante e Sogni

Non c’è nulla di più sorprendente nella vita che scoprire un tesoro d’emozioni distante solo due sospiri dal cuore.
Non immaginavo ci fosse un tempio del baseball e del softball dietro allo Stadio Angelini di Chieti. Bellissima struttura che sembra incastrare un pezzo di Stati Uniti tra la montagna e il mare abruzzese. Come spesso avviene a quei luoghi dove accadono piccoli miracoli sportivi, questo è noto solo a chi né è protagonista diretto.
Ci sono arrivato quasi per caso. Vagabondando con i pensieri e con i sogni, mi hanno raccontato di Chiara, questa ragazza con il braccio esplosivo ed il sogno un giorno di rappresentare il Softball Italiano alle Olimpiadi.
Come si fa a non seguire storie così? Sospese tra Pescara e Caserta, piene di talento e sudore, di fatica e sorrisi.
Eccomi qui, sotto un sole devastante e una insopportabile canicola a cercare il filo di un racconto che si dipana dentro ad un diamante di terra rossa incorniciato da erba così verde da splendere accecante.
C’è qualcosa di sorprendente comune nelle piccole comunità animate da una passione, sono incredibilmente attive, spinte da un fervore che brucia i cuori e nutre lo spirito.
In questi mondi così piccoli, stupisce la dedizione assoluta alla causa della propria passione.
All’interno di questi gruppi si trovano personaggi straordinari. Scopro così che quell’uomo corpulento con quella inusuale inflessione che spunta dal dugout è il “Josè Mourinho” del Softball.
Quinto con la Nazionale italiana alle Olimpiadi di Sidney nel 2000 che rappresenta il miglior piazzamento di sempre per i colori azzurri, 4 Coppe Campioni vinte alla guida del Macerata, ben 8 scudetti all’attivo tra Macerata e Caserta. I piazzamenti non ve li segnalo, difficilmente ci ricordiamo di chi arriva secondo o terzo.
Il punteggio è visibile su un tabellone luminoso, comandato a distanza e lo indico a Federica “Raksha”, le sue compagne delle Lobsters fanno fatica a trovare uno sponsor dignitoso e un centro sportivo.
Per me è un tuffo nel passato e vedere quei campi nella Base Nato di Geilenkirchen pieni di gente che si lancia questa palla un po’ troppo grande per essere quella da baseball. C’è la timidezza di mia sorella che si scopre incredibilmente adatta a questo sport.
I ricordi scompaiono e torno a guardare queste ragazze, straordinarie nel loro impegno e nella loro abilità.
Si battono, in una doppia partita e noi che siamo già stati qui, veniamo accolti come amici, si congratulano con noi per le foto e ci ringraziano.
Le avversarie delle Atoms Chieti arrivano da lontano, dalla Toscana, ore e ore in autostrada, per giocare questo doppio incontro sotto l’abbraccio estivo di questo Luglio torrido.
La magia di questo sport praticato per passione, per diventare campioni d’Italia, i migliori fra i pochi fortunati a realizzare il proprio sogno.
Vorrei che mi accompagnassero altre atlete delle Lobsters, per scoprire che ci sono meravigliose somiglianze tra avventure sportive solo all’apparenza così diverse, perché vorrei facessero il tifo per queste ragazze con le quali dividono più di quello che credono.
Ciao Marzia, con le tue treccine e la solitudine sul monte di lancio.
Ciao Chiara e il tuo smalto che esplode quando la palla vola lontano e brilla sotto il guanto che protegge il tuo infield.
Ciao Sara accucciata dietro a casa base, gli occhi fissi sul tuo lanciatore, le tue scarpe bellissime con nome e numero ricamato.
Ci si vede presto … spero …

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