Calcio

On the Sidelines 17

Hai il solo Zigoni in avanti, hai bisogno di un portiere, devi rinforzare la difesa. La tua prima chiamata è a Cesena, incontri il loro direttore sportivo e per un milione di euro, Marco Parolo è un giocatore del Pescara. Lo chiami al telefono, hai mantenuto la tua promessa.  Arrivano Volta dalla Sampdoria, Bianchi dal Piacenza…la casella della punta però rimane desolatamente vuota.
Finali del campionato primavera. Vai a Milano con Mirko a guardare qualche giovane di prospettiva. La sera scorre via in uno di quei locali alla moda della “Milano da bere”. Tra fumi, alcool e veline, stai conversando con uno dei dirigenti del settore giovanile dell’Inter. Calcio, sempre calcio. Scopri però che tre giocatori nerazzurri della primavera non hanno ancora firmato un contratto da professionista e che la società è decisa a non trattenerli. Non riesci a credere alla tue orecchie. Sorridi al tuo interlocutore come se non te ne fregasse niente, segni i loro nomi su un sottobicchiere. La mattina dopo, impieghi solo quattro telefonate per far mettere sotto contratto i talenti che ti interessano. La notizia fa subito il giro delle redazioni, dai principali quotidiani sportivi nazionali arrivano richieste d’interviste. Una neo promossa che strappa talenti all’Inter di Moratti. Mattia Destro, ripeti ai giornalisti che ti tempestano di domande, segnatevi questo nome. Rientri nella tua suite all’Astoria, ti stendi sul letto con un bicchiere di rum e ti rilassi, soddisfatto per un lavoro ben fatto. Ti chiedi dov’è Mirko, probabilmente a letto con qualche attricetta in cerca di notorietà. Bussi alla sua porta. Nessuno risponde. Lo cerchi al cellulare per due ore, chiami il concierge dell’albergo che ti comunica che l’ospite che stai cercando è partito in taxi in direzione dell’aeroporto.
Lo rintracci solo a tarda notte, ti chiama da un bordello alle porte di Amsterdam. “Vieni qui, domani e porta il libretto degli assegni del presidente”, sai che ha trovato qualcuno, l’assegno non è certo per pagare le mignotte. Passi la notte insonne, parti con il primo volo. Ti preleva appena fuori terminal. “Marko Arnautovic”, fa cadere il nome così, quasi con noncuranza, mentre sistema il tuo borsone nel bagagliaio. Lo guardi negli occhi, sta uno schifo, puzza di alcool da due soldi e di donne. “Cos’è sei ancora ubriaco?”, rispondi mandandolo al diavolo. “No, cazzo…l’Inter non lo riscatta e vuole mandarlo a fare esperienza, qui il Twente lo riprenderebbe indietro ma…”. “Quindi?”, lo incalzi. “Quindi Arnautovic viene a Pescara, 2 milioni subito e il resto fino a 6 in quattro anni”. Allarga le braccia soddisfatto e sorridente, “non sono stato bravo?”. Il taxi si ferma davanti ad una palazzina nel centro storico, la targa recita qualcosa in olandese, ma la scritta “Twente FC” non lascia dubbi. Cazzo, non sta scherzando.
Il ragazzo è pieno di se, non ci sta a venire a giocare in Serie B, tantomeno in un posto che non ha nemmeno mai sentito nominare, anche se la società è disposta a cederlo. Tutti hanno un prezzo anche lui, sai che non andrai via di qui senza il tuo nuovo attaccante. Gli racconti di una città piena di passione, una città sospesa tra le montagne ed il mare, di una squadra alla quale serve qualcuno capace di trascinarla oltre l’ostacolo. Gli prometti che l’anno prossimo di questi giorni festeggerete la promozione nella massima serie e che saranno i suoi gol a portare il Pescara direttamente in Serie A.

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