Calcio

On the Sidelines 16

C’è il sole che splende sull’Adriatico, il pubblico delle grandi occasioni, l’odore del mare, il battito ritmato dei tamburi, la coreografia della Nord. Il cielo è azzurro e qualche piccola nuvola bianca lo punteggia, il cielo e biancoazzurro, come lo stadio, come i colori sulle vostre maglie. Ultima giornata, da ventiquattro siete imbattuti. Una vittoria, per ottenere la matematica certezza della promozione, per essere campioni di prima divisione. Entri nello spogliatoio, c’è una tensione insolita. Hai preparato un discorsetto, stringi in mano le tue annotazioni sugli avversari. Scuoti la testa, non oggi, non tra queste pareti, non sotto i raggi del sole che penetrano dalle alte vetrate. “Andate li fuori e divertitevi”, sorridi compiaciuto quando li vedi sollevati che s’incoraggiano a vicenda. Andate subito in vantaggio, una penetrazione da sinistra di Ciotola,  salta il difensore avversario e appena due passi nell’area sono sufficienti per indirizzare la palla nel sette. In vantaggio amministrate l’incontro fino a quando dopo un solo quarto d’ora del secondo tempo la Spal trova il gol. Una dormita collettiva e Pinna manca clamorosamente il rinvio e lascia campo libero all’attaccante avversario. 1-1. Il Ravenna vince e balza solitario al primo posto. Urli dalla panchina, cerchi di scrollare la paura di dosso ai tuoi ragazzi. Passi gli ultimi 5 minuti del secondo tempo in piedi sulla linea del fallo laterale, quasi in campo. Tutto ti sembra rallentato come se un dio malvagio si fosse divertito a prolungare la tua attesa. Continui a fissare il tuo orologio e quindi non vedi quando al novantatreesimo Zigoni si avventa su un cross disperato, colpisce di testa, all’indietro, senza guardare e la palla s’infila sotto la traversa nell’angolo lontano.  Fischio finale, 2-1 esplode la festa. Decine di sms sul tuo cellulare, il primo in assoluto è di tua sorella, “sono in curva nord”. Corri verso la tifoseria più calda, verso la tua famiglia. Tutti sono impazziti di gioia, la cerchi con lo sguardo, la indichi e applaudi a lei, è qui, nonostante tutto.
Interviste, spumante, cerchi di non essere banale, questo è il momento della festa, va bene così. In cuor tuo sai che questo non è nulla, che il calcio che conta, quello vero è ancora lontano. Siete in serie B ora, solo in serie B, ti ripeti fino alla nausea. Subito al lavoro, la vittoria dietro le spalle, i prossimi successi davanti a te.
L’estate afosa vi trova al lavoro, in rosa il Delfino Pescara ha quasi quaranta atleti, molti dei quali in prestito o in comproprietà con le numerose società satellite, vi ci vorranno settimane e un monumentale mal di testa solo per sistemare i giocatori che non ti servono. Metti fuori squadra  e ad allenarsi a parte tutti quelli che non accettano il trasferimento  o il prestito ad altra società, sistemi i giovani migliori della primavera  in prestito nei campionati minori e poi ti concentri sulla prima squadra.

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