Quattro anni trascorsi nel nutrito panorama del calcio a 5 laziale. Una pandemia di mezzo ma due promozioni che portano la Best a raggiungere la massima serie, un un lasso di tempo davvero breve. “Non era il nostro obiettivo” rivela Paolo De Lucia, mister biancoazzurro. “Siamo partiti ad inizio anno con l’obiettivo di raggiungere i play off, così da ripetere il buon campionato disputato nella scorsa stagione, interrotto a causa del Covid. Partita dopo partita però, abbiamo iniziato ad inanellare successi ed eccoci qui, alla vigilia della Coppa Italia, a festeggiare la promozione diretta. Inutile sottolineare che sono più che soddisfatto“.
Si potrebbe pensare che sia stato tutto facile per le ragazze di mister De Lucia. Il campionato, ha riservato al contrario, una serie di difficoltà. “Sembrerebbe un paradosso, eppure l’aspetto più arduo da affrontare è stato gestire l’entusiasmo creato dalle prestazioni e dai risultati. Tra rinvii, cambi di calendario, covid è stato un anno difficile. In alcuni momenti mantenere alto l’entusiasmo poteva risultare complicato. Basti pensare che nell’ultimo mese abbiamo giocato solo due partite. Quando giochi ogni domenica è facile continuare ad alimentarlo, con questa situazione è stato invece tutt’altro che semplice, ma ce l’abbiamo fatta. La nostra forza, risiede tutta in questa abilità“.

Le ali dell’entusiasmo porteranno la Best a volare fino a Porto San Giorgio, atterrando sul parquet del Pala Savelli per i quarti di finale di Coppa Italia. “Arriviamo con tanta voglia, forti anche di quanto fatto fino ad ora. Alla competizione inoltre, parteciperanno tutte le nostre possibili avversarie del prossimo anno e sarà bello confrontarsi anche su questo palcoscenico. Noi vogliamo e dobbiamo fare bene. Vogliamo provarci, come tutte le squadre, perché in Coppa tutto è possibile. Saranno partite dure, da curare in ogni dettaglio e da affrontare una alla volta. Finora tutte le energie sono state finalizzate al campionato perché, quando sei sempre in testa al girone e poi magari arrivi alla Final Eight senza aver vinto, rischi di non essere concentrata a dovere. Ora possiamo focalizzarci totalmente per la competizione. Giocheremo a viso aperto, senza paura, provando a vincere. A partire dai quarti di finale“.
Il primo ostacolo da affrontare nel cammino che partirà nei prossimi giorni, il TikiTaka Francavilla, anche lei, forte di una promozione raggiunta nell’ultima di campionato. “Il Francavilla è una squadra con tantissima esperienza. Molte delle sue giocatrici vivono e giocano il calcio a 5 ad alto livello ormai da parecchio tempo. Noi, al contrario, siamo una squadra molto giovane, che sta costruendo ora la sua esperienza. A partire da me. E’ tutto nuovo, per tutti“.
Di esperienza nel calcio a 5 mister De Lucia ne ha da vendere, come giocatore. Però, quando si scavalca la linea laterale per vivere il futsal, quel un passo fuori dal rettangolo di gioco, modifica molti aspetti. “Nella mia carriera ho giocato molto, tra serie a, a2, serie b. Non sono nuove queste competizioni per me. Lo sono da allenatore però, perché cambia totalmente il tipo di approccio. Ora, ciò che accade in campo, non dipende più da me. E’ vero che non si gioca soli, che in campo si scende in 5, ma davanti alla porta la scelta rimane sempre personale. Un tiro, un passaggio, una soluzione di gioco. Ero io a scegliere. Ora invece non posso fare nessuna scelta se non dare direttive e mettere la squadra nelle migliori condizioni possibili per affrontare la gara“.

Proprio a questo lavorerà mister de Lucia. Permettere alle sue ragazze di affrontare, al meglio, la Coppa Italia. Dettagli e programmazione saranno importanti, ma il cuore della Best, fatto da un gruppo compatto e coeso, è già pronto. “L’unione di intenti tra tutti i membri di questa squadra è il nostro vero motore. E’ proprio questa coesione ci ha fatto affrontare e superare tutte le difficoltà. Sarà questa, a spingerci ancora più in alto. Parlo delle giocatrici che scendono in campo ogni domenica ma, anche e soprattutto, di quanti svolgono il loro lavoro dietro le quinte. Nessuno è meno importante di altri. Tutti lavoriamo, insieme, con l’unico obiettivo di crescere come squadra. Per raggiungere, tutti insieme, sostenendoci a vicenda, gli obiettivi. Sono fortunato ad avere un gruppo di questo spessore, ragazze che mi hanno seguito in tutto e per tutto“.
Non manca nulla allora per Final Eight, solo qualche ora e qualche chilometro di distanza. Sarà poi spettacolo. “Come George Best” afferma con orgoglio. “Molti pensano che il nostro nome sia dovuto ad una volontà di dichiararsi i migliori, “best” appunto. Tutto nasce dall’ala del Manchester United, il fenomeno nordirlandese. Il nostro stemma è “genio e sregolatezza” perché a noi interessa ciò che il campo dice. Lasciamo che sia lui a parlare“.


