SI NARRA CHE LA POESIA SIA NATA CON LO SPORT
Calcio

Scusa Ameri…

Quante volte ci è capitato di sintonizzarci per caso su Rai Radio Uno, una domenica qualsiasi e ascoltare questa frase…
Magari a quelli come me, troppo giovani per ricordarsi della voce di Enrico Ameri, questa frase non racconta nulla.
Mentre…
Racchiude dentro di se la storia di ogni appassionato del calcio made in Italy.
Le gioie e i dolori di migliaia di tifosi sparsi in tutta Italia.
Perché, prima ancora della tv, era in quel fantastico universo chiuso dentro alla radio che nascevano e si alimentavano le speranze e i sogni di un Paese.
Si, perché in Italia il calcio non è solo un gioco.
Se dico “Tutto il Calcio Minuto per Minuto” non sentite subito la sigla della trasmissione?

Fortunatamente mai cambiata, eccetto per qualche progetto sperimentale felicemente presto abbandonato.
Oppure non vi tornano alla mente i vecchietti che allo stadio non si staccavano mai dalla loro radiolina, interessatissimi ai risultati in tempo reale e impegnatissimi a controllare la schedina?
Sono convinta che il calcio sia uno sport romantico e che il suo canale di narrazione per eccellenza sia la radio. Dalla radio la partita non si vede con gli occhi, si segue col cuore, ascoltando le parole di chi, più appassionato di noi, presta la sua voce alla narrazione di un evento che per noi è come un sogno. Immaginiamo le azioni e i volti dei giocatori.
Se solo non guidassi mentre ascolto le partite alla radio, terrei gli occhi chiusi per partecipare meglio a quella simbiosi tra campo, calciatore, radiocronista e ascoltatore, il cerchio magico che, se chiuso, è in grado di regalare emozioni ed esperienze uniche.

ameri

Personalmente il calcio alla radio mi ricorda le domeniche passate in campagna, assieme a tutta le famiglia, immersi nel verde delle colline pescaresi. Niente televisione. Solo una piccola casetta dal tetto rosso, il blu del cielo, i campi coltivati e l’altalena fatta dal nonno appesa al ramo di un grande albero.
Poi c’era lei, la radio. Se il pranzo domenicale era sacrosanto, più importante ancora era sentire la radiocronaca delle partite, anche durante la passeggiata che ci separava dal bar del paese e dal gelato.
Adesso che sono “grande” mi accompagna mentre guido, infatti spesso mi capita spesso di spostarmi in concomitanza con qualche partita di calcio. Negli anni voci di cronisti si sono susseguite, regalando al nostro Bel Paese più di 50 anni di racconti e magia. Mi piace questo sport, mi piace vederlo in televisione, soffrire e gioire, ma ascoltarlo alla radio mi dona una gioia difficile da spiegare.
Gentili ascoltatori buon pomeriggio dagli studi di Saxa Rubra di Radio Uno RAI…

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