Tanto lavoro atletico, qualche buon test, i soliti sorrisi a rendere tutto più leggero. Il tempo delle “prove generali” è volato via veloce per il Levante Caprarica, ma Amanda De Souza e socie l’hanno sfruttato al meglio sotto la guida di coach Lucy Campanile più staff.
“Fortunatamente continuiamo con un gruppo che già l’anno scorso ha dimostrato il suo valore e con l’aggiunta di volti nuovi che stanno dando tanto, in campo e fuori. La preparazione è stata stancante, ma siamo certe che ci porterà presto a raccogliere buoni frutti. L’ambiente? Sano, motivato e positivo: proprio il fattore che già dal primo anno mi ha convinta a scegliere questo progetto”, conferma con convinzione.
E i risultati, anche a livello personale come seconda miglior marcatrice della squadra, ne sono stati diretta conseguenza. “Non sono una giocatrice da tante reti – sorride – in un certo senso è stata una stagione atipica, ma sono stata molto contenta di aver aiutato la squadra anche da quel punto di vista. In fondo, è solo questo che voglio: contribuire, che sia sotto forma di gol, assist (numerosissimi quelli forniti nel suo primo anno in giallonero, n.d.c.) o chiusure difensive. Meglio ancora se con tutti e tre insieme”, ride Amanda.
Sarà in Coppa Italia, il 5 ottobre in trasferta contro un Veglie tutto da scoprire, la “prima” ufficiale per il 2025/26.
“Il nuovo format ci vede in un triangolare durissimo che comprende anche Virtus Cap San Michele, ma io mi aspetto esattamente ciò di cui siamo capaci e quindi gare di alto livello. Pur conoscendo le potenzialità delle nostre avversarie, stiamo facendo il massimo per poter esordire con un risultato positivo. Un po’ alla volta, poi, penseremo a tutti gli altri passi necessari per la tanto sognata qualificazione alla Final Eight”.
E cambiando la competizione, la determinazione rimane la stessa. “In campionato ci aspetta un girone diverso rispetto allo scorso anno e le novità renderanno il percorso ancora più duro, ma puntiamo in alto: vogliamo un Levante che sia sempre tra le prime… se non il primo”.
Foto: Giulia Maniglia/Marinella Pandolfi




