Serie A

Desirè Russo, il Sassari, la Serie A e i pali come tradizione di famiglia

desirè russo

Io sono juventina. Decisamente lo sono.
Da ragazzina, preferivo le pagine della Gazzetta dello Sport (ero pur sempre ingenua) con gli articoli dedicati alla Juve ai poster dei vari gruppi musicali che spopolavano al tempo. Ho sempre seguito il calcio, seppure non mi sia mai venuto in mente di praticarlo. Ho sempre tifato Juventus, sebbene all’inizio non avrei potuto fare altrimenti.
E’ tutto merito o colpa di mio padre, appassionato da sempre della Vecchia Signora. Le partite le seguivo con lui e il suo entusiasmo mi ha letteralmente contagiata, contribuendo a diventare la persona che sono.
Nel tempo, essere bianconera è diventata una scelta consapevole, in fondo non ho mai subito imposizioni di sorta.
Mi piace però pensare che questa sia una tradizione “di padre in figlia”.

(Specifica necessaria. Desirè è interista. Probabilmente non ci troveremo mai su questo argomento. Mi confessa che se fosse juventina non potrebbe mai tornare a casa. Per fortuna di entrambe, ognuna è bene accetta in casa sua. Ridiamo un po’ rileggendo insieme questo testo. n.d.r.)

Di padre in figlia è anche la tradizione che porta Desirè Russo a ricoprire il ruolo di colui che i gol li deve evitare: il portiere. “Credo di essere nata per questo ruolo. Pratico il futsal, in modo organizzato da quando avevo dodici anni, ma ho sempre vissuto in un campo da calcio. Ricordo che quando ero piccolina, intorno ai cinque anni, giocavo con i miei cuginetti imitando ciò che faceva mio padre tra i pali. Mi piace dire di essere cresciuta a pane e calcio“. Non è stata mai sola nel suo cammino da calcettista Desirè. Sugli spalti, sempre presente, la famiglia.

La passione per lo sport e per questo ruolo è nata con mio padre è vero, ma è condivisa da tutta la famiglia. Ho avuto la fortuna che, fino a che ho giocato in Puglia, vicino casa, tutta la mia famiglia mi fosse sempre accanto. In casa o in trasferta non faceva differenza. Mi hanno sempre sostenuta e sono orgogliosi di me. Credo non ci sia sentimento più bello da sentire, capace di riempirti l’anima. Non tutte le ragazze che giocano a calcio hanno questa fortuna“.

Un’altra fortuna che sicuramente la numero 15 sassarese ha è quella di aver già calcato i campi della Serie A. Un contributo di esperienza quanto mai fondamentale per una società che si affaccia per la prima volta nel mondo della Serie A. “Conosco bene la realtà del futsal d’élite e tornare a giocare in palazzetti che vedono un così alto livello di gioco, per me è un sogno. E’ una categoria che non ha eguali, è affascinante ma bisogna saper gestire bene le emozioni perché non ti è concesso sbagliare assolutamente nulla. Gli errori equivalgono a gol presi e punti persi. Purtroppo noi lo sappiamo bene. Il livello, inoltre, si è alzato molto da quando vestivo la maglia della Salinis. Quest’anno ogni squadra può essere una sorpresa“.

desire russo

Anche l’Athena Sassari. “Siamo una nuova realtà, è vero. Ci stiamo scontrando con le difficoltà che questo anno porta con se. Trasferte, ritmi, grandi campionesse come avversarie, ma l’Athena non vuole essere solo una comparsa in questo grande film chiamato campionato. Vogliamo restarci, farci casa. Abbiamo tutto per poter combattere e non mancheremo di farlo. Dobbiamo solo prendere le giuste misure e non lasciare neanche una goccia di sudore non versata sul campo. A ricordarcelo, la gara contro il TikiTaka di domenica scorsa“.

Trasferta più che amara per le sarde quella in terra d’Abruzzo. Vanin & co. hanno portato a casa i tre punti imponendo un passivo che non lascia adito ad alibi. “La partita di domenica deve solo farci capire che dobbiamo crederci ancora di più, in ogni istante, senza mollare il colpo al primo ostacolo. Non saprei dirti cosa sia successo. Arrivavamo da una bella vittoria contro il Bisceglie, il morale era alto e c’erano tutti i presupposti per fare bene. Ma, si sa, può accadere di sbagliare l’approccio mentale ad una gara e purtroppo il risultato non ci fa onore. Ma è proprio da qui che bisogna ripartire. Quando sei a terra puoi solo rialzarti no? Ed è proprio quello che abbiamo intenzione di fare“.

L’occasione è oramai a portata di mano con la quinta giornata di campionato in cui il Sassari ospiterà la Kick Off di mister Russo. “Abbiamo preparato la partita in modo da non lasciare nulla al caso, sia tecnicamente e soprattutto mentalmente. Con la Kick Off, è scontato dirlo, sarà una finale.  Incontreremo una squadra ancora a secco di vittorie, questo significa che scenderà in campo ancora più agguerrita. Dovremmo essere brave a non lasciarci andare, a non mollare neanche un centimetro. Bisogna lasciare in campo l’anima fino alla fine. Solo così potremo portare a casa i tre punti“.

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