Serie A

Caterina Biasiolo, prima volta in A: “A mio padre devo tanto”

Caterina Biasiolo

Compleanno speciale in vista per Caterina Biasiolo, che – ad un passo dalle 25 candeline – avrà la possibilità di festeggiare anche il suo esordio in Serie A con la maglia dell’Audace Calcio a 5. Lo avrebbe mai immaginato quella ragazzina di 15 anni che ha iniziato giocando in un cortile, senza neanche sapere cosa fosse un tiro libero?
“Probabilmente no – sorride – perché vengo da una squadra, il Duomo Chieri, formata da un gruppo di ragazze che sono state brave ad arrivare in A2, ma hanno avuto alle spalle un percorso atipico rispetto ad altre società. Ti spiego: la nostra era una realtà parrocchiale, con tanto di quota annuale da versare per ciascuna tesserata, e due soli allenamenti a settimana. All’inizio volevamo partecipare ad un campionato di calcio a 11, ma eravamo troppo poche per iscriverci e allora abbiamo ripiegato sul calcio a 5: eravamo sempre le solite 10-12, pensa che le nostre straniere erano le giocatrici provenienti dai paesi limitrofi”.

Caterina Biasiolo

Anche il mister è stato sempre lo stesso, papà Dario, dal quale Caterina ha preso tanto.
“All’interno della squadra ricopriva tantissimi ruoli, e in più quello dell’allenatore. Da ragazzo giocava, ma a 18 anni si è rotto il ginocchio, l’operazione non è andata bene e non è più riuscito a recuperare del tutto. Si è laureato in Scienze Motorie, è stato preparatore atletico al Torino e alla Pro Vercelli, poi allenatore di calcio a 11 ed infine anche di calcio a 5, abilitandosi proprio mentre seguiva noi. L’anno scorso siamo arrivate terze nel girone (lei è stata il capocannoniere, anche se non lo dice, n.d.c.), ma per me tutto quello che abbiamo fatto in queste stagioni è stato un piccolo miracolo sportivo, costruito partita dopo partita”.
C’è un unico rimpianto.
“Quello di non aver iniziato prima. Sono una sportiva nata: mio padre aveva una palestra a Chieri e io ero lì tutti i giorni, ho praticato ginnastica acrobatica, pallavolo, arrampicata. Ma se fossi partita prima col futsal, ora avrei avuto migliori capacità tecniche. Con l’Audace voglio essere una spugna e apprendere il più possibile”.

Unico elemento della famiglia Biasiolo ad aver lasciato casa, Caterina ha raggiungo il Veneto col doppio obiettivo di alimentare il sogno del calcio a 5 e di continuare a costruire il suo futuro.
“Avendo avuto sempre giornate pienissime, mi spaventava l’idea di trasferirmi solo per giocare, ma successivamente – grazie alla tesi sperimentale di Scienze motorie scritta in collaborazione con l’Università di Verona – sono riuscita ad entrare in un progetto di ricerca sugli sport paralimpici. Ricordo che una volta – durante l’ora di educazione fisica alle superiori su una pista atletica – ho visto un ragazzo cambiare gamba, sostituendo le protesi prima di un allenamento, e questo mi ha colpita. Non mi piace che un atleta paralimpico sia considerato diverso, ma neanche che sia visto come un supereroe: è una persona normalissima, che ha vissuto un trauma gigantesco e si è rimboccato le maniche. Su cosa ho scritto la mia tesi? Sulla Levante C Pegliese, una società per normodotati che ha allestito anche una squadra paralimpica, e sul Vicenza Calcio Amputati di Alejandra Argento, vincitore di due Scudetti consecutivi. Infine – aggiunge Caterina – inizierò ad allenare presso l’Academy degli Insuperabili, una scuola calcio per ragazzi e ragazze con disabilità ad alto/ medio o basso funzionamento: tutto questo mi rende molto felice, sono davvero in un bel periodo”.

E pensare che il meglio deve ancora venire e ha ormai le ore contate: sabato alle 18,00 sarà il momento della “prima” in terra sarda contro l’Athena Sassari.
“Riprendo le parole del capitano, perché credo anche io che sia una sfida alla nostra portata. Sono sicura che faremo bene e a livello personale cercherò di dare il meglio. A chi penserò quando finalmente avrò calcato il parquet della Serie A? A mio papà Dario in primis, perché la mini-calcettista che sono la devo a lui”.
Ma il commento telefonico post-gara sarà sempre con la nonna Agnese, tifosa numero che ha già affidato il suo dolcissimo in bocca al lupo a Facebook.
“Auguri con tutto il cuore, baci da nonna”. Tutto già bellissimo così.

Foto: Audace Wave (Federica Arca)

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

To Top