Serie A

Ludovica Coppari, 22 anni e 4 Scudetti: “Tutti per la mia famiglia”

22 anni e 4 Scudetti messi in bacheca, tutti vinti rigorosamente dopo lo spartiacque del 2011/2012, anno della nascita della Serie A. Ludovica Coppari è la più giovane calcettista ad aver calato il poker più importante, con partecipazione attiva durante il campionato e attivissima durante i playoff. Quei titoli, insomma, non li ha guardati vincere, come spesso accade alle giovani, ma se li è cuciti sul petto (due volte con la Ternana, una con la Salinis e una col Montesilvano, neanche una settimana fa) con gol pesanti e voti altissimi in pagella.

“Il più bello? Ognuno è stata bello a modo suo, ma ti direi lo Scudetto vinto nelle Marche perché è più fresco e ho addosso ancora tanta emozione, soprattutto per come è andata gara -3. Sotto di due gol, vai a vincere poi in casa loro… è stato fantastico. Si è vista la squadra, si è vista una voglia capace di sopperire anche alle assenze: quella di Manieri, che non ha giocato neanche una gara della finale, e quella di Amparo, che si è infortunata poco prima della bella. Sono due giocatrici che in campo si sentono, ma proprio per questo, forse, siamo state ancora più concentrate. Abbiamo pensato a vincere anche per loro”.

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Il primo abbraccio tricolore è stato a mamma e papà.
“Non mi hanno mai lasciata sola. Non gli dedico solo questo successo, ma ogni partita vinta da quando ho iniziato a giocare. Mamma è una grande tifosa eppure riesce sempre a mantenere la calma. Papà, invece – sorride Ludovica – è una corda di violino. Quando giocavo con la Ternana, se l’appuntamento era alle 15:30, alle 14 voleva già che uscissimo di casa. Sente tantissimo la tensione, ma c’è sempre. La mia famiglia per me è fondamentale e mi ha sempre appoggiata”.
Anche quando il futsal sembrava un mondo lontanissimo e il calcio era ancora uno sport per “maschi”.

“Da piccola mi allenavo con papà. Volevo fare il portiere perché il mio idolo era Dida, portiere del Milan, squadra della quale è tifoso il nonno. I pali del gazebo in giardino erano quelli di una porta da difendere a tutti i costi. Poi è iniziata la scuola e i miei amici correvano tutti dietro al pallone, così ho cambiato ruolo e ho iniziato anche io. Si sono iscritti in una squadra, il Campo Maggio, e li ho seguiti: allora il calcio era visto come una disciplina poco adatta alle donne.

I miei pensavano che questo mi avrebbe condizionata e invece non ho più smesso. Di fronte alle scuole medie che frequentavo, c’era il campo sportivo e alle sue spalle la chiesa: per tanti anni ho fatto davvero solo scuola, casa e chiesa. Uscivo dalla classe già col borsone in spalla. A 14 anni sono stata costretta a cambiare squadra, ma fosse stato per me non l’avrei mai lasciata”.

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Un talento made in Terni, la Città dell’Acciaio. La stessa lega della quale è fatto il temperamento che le permette da anni di collezionare coppe e medaglie. C’è qualcuno che ha fatto come lei (mi viene in mente miss Scudetto Gimena Blanco), ma non in così poco tempo.
“Ho la fortuna di saper scegliere dove andare, non dipende da me – minimizza lei -. A livello di gruppo abbiamo lavorato tanto e questo spesso ripaga, ma ci sono anche tante altre realtà che hanno lavorato bene senza centrare l’obiettivo. Per questo ti dico che, oltre a tanto impegno e alla costanza, serve anche un pizzico di buona sorte.

Mi dispiace un po’ per la Coppa Italia – continua – perché eravamo partite con due traguardi in testa e uno è andato perso per mano di una signora squadra che è il Falconara, il bilancio però rimane comunque molto positivo sia per quanto mi riguarda che per tutto il collettivo”.

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E dalla gioia del 19 giugno alla convocazione Nazionale per il raduno del 21, il primo post-Covid, il passo è stato brevissimo per Coppari.
“Con la maglia azzurra mi trovo benissimo. C’era la mancanza di questi giorni insieme, a breve affronteremo le qualificazioni per gli Europei perciò la voglia di riviverci è ancora più grande. Peccato solo per l’infortunio di Bruna, che proprio non ci voleva: le faccio un grande in bocca al lupo sperando che possa recuperare in fretta perché tutto il calcio a 5 l’aspetta. Tornerà più forte di prima, lei non molla mai”.

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