Storie

“Mettersi contro un uomo del genere io non lo auguro a nessuno” – Sini

sini

Quando sei nell’unica casa in tutta Montesilvano a non possedere una connessione internet è dura informarsi, soprattutto ora che i social hanno praticamente sostituito la televisione.
Non sono appassionato di giornali, li ho sempre detestati per la difficoltà con la quale bisogna tenerli per poterli leggere, tuttavia conosco a grandi linee come sono impostati; ad esempio so che la prima pagina riporta le notizie più importanti e che lo sport è collocato tra le ultime pagine.
Questa volta però è diverso.
Sono costretto a guardare la televisione e quando il giornalista del tg di turno, incravattato e laccato, inizia a leggere i titoli delle prime pagine dei vari giornali, figura sempre una notizia sportiva. Perfino quel giornale, quello dai, quello che si chiama Diversamente Prigioniero, tratta questa notizia. Una notizia che è poco più piccola di quella di qualche ministro, ma abbastanza grande da saltare all’occhio.
Siniša Mihajlović: “ho la leucemia”.

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Straluno gli occhi e faccio difficoltà a crederci.
Prendo il telefono con l’intento di cercare più informazioni su internet, utilizzando quei pochi dati da me risparmiati ma la regia mi batte sul tempo.
Parte il video della conferenza stampa.
Inizia a parlare senza scomporsi, da uomo duro quale è o quale vuol far creder di essere. Parla di come ha scoperto di esser malato e di come ha reagito, poi si ferma.
Fissa il vuoto.
In sala cala un silenzio assordante.
Un silenzio che è come un pugno sulle costole, ma più doloroso.
Un silenzio interrotto solo da qualche giornalista coraggioso che fa partire un applauso, facendo cadere nella commozione lo stesso Mihajlović, che però ci tiene a riprendere in mano il proprio personaggio, e ci tiene anche a specificare che “non sono lacrime di paura” e che “io la malattia la rispetto, ma so che la vincerò”. Lo farà per i suoi familiari, per chi gli vuole bene, ma soprattutto per se stesso.

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Foto LaPresse/Filippo Rubin

Lui rispetta la sua malattia. Lui vincerà anche questa perché vincere è ciò che gli riesce meglio.
Prendere una squadra di scappati di casa e portarla in alto è sempre stata la sua specialità e prendersi gli applausi da chi lo ha sempre criticato non è molto, ma è già qualcosa. Da Del Piero a Totti, da Ancelotti ad Inzaghi, quello che viene sempre esonerato, non quello che vince solo le coppe Italia, tutti si mostrano solidali con il tecnico. Anche i tifosi che si sono radunati intorno all’allenatore serbo, con le belle parole che in questi momenti scorrono nello stesso fiume delle lacrime.
Tutti lo piangono, tutti lo rispettano, alcuni lo amano ed altri lo odiano ma tutti ne riconoscono le qualità tecniche ed umane. Ed anche questa malattia, probabilmente non ha la più pallida idea di chi si sia messo contro, e a tal proposito le consiglio di cercare su internet qualche risposta data a qualche giornalista che forse lo criticava un po’ troppo.
Perché sì, va vene tutto, ma mettersi contro un uomo del genere io non lo auguro a nessuno, poiché qualsiasi cosa gli capiti, lui se la caverà sempre.
Insomma, è riuscito a salvare il Bologna dalla retrocessione, per lui nulla è impossibile.

Marco Ciampaglia

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