Storie

Se Fossi Un Mister – Comunicazione non verbale

comunicazione non verbale

La gente teme quello che ha dentro ma è l’unico posto in cui troverà tutto ciò che gli serve.

E’ il 5 minuto di gioco o giù di lì, la mano del nostro portiere si è infranta contro lo scarpino dell’avversario, almeno questo è quello che ha visto l’arbitro;
A dir la verità a me era sembrato piuttosto il contrario ma questo non è il fulcro della storia, è soltanto l’incipit.

La Sliding door si apre e si chiude in un secondo, se l’arbitro fosse d’accordo con me si riprenderebbe il gioco con palla a terra, invece no, per l’arbitro si gioca e questo fa innervosire il nostro portiere che nel giro di qualche secondo si ritrova sotto la doccia, espulso.
Il guerriero è seduto ad un paio di metri da me, ci siamo abbracciati e stretti la mano nello spogliatoio ma la maggior parte delle cose ce le siamo dette guardandoci dritti negli occhi, muti, si chiama comunicazione non verbale, o almeno così la chiamano quelli che devono trovare un nome a tutto.
Io so che lui sa e questo mi è sufficiente, dentro di me so anche che è la possibilità di scrivere una bella storia, un cerchio a lungo aperto che si chiude graziosamente proprio quando si toccano i due estremi.

Stavolta non lo guardo, abbasso il viso e cerco di capire cosa gli stia passando dentro e questo già mi emoziona.
Posso sentire il fruscio dei lacci degli scarpini mentre li annoda, l’attrito della casacca mentre se la sfila, tra qualche secondo sarà di nuovo in campo come quell’ultima volta di 6 anni fa.
Siamo uno in meno, coefficiente di difficoltà 10, per questo nuovo esordio, poche parole decise, difendiamo così, se mi calciano da fuori sto tranquillo.
Il guerriero che è in lui ancora sbuffa fumo dal naso ed ha maledettamente voglia di vincere.

comunicazione non verbale

E’ appena tornato ad allenarsi il ragazzo, una settimana per scartavetrare un po’ di ruggine, il fatto di essere stato uno dei migliori interpreti della regione nel suo ruolo ci aiuta tutti a star tranquilli.
Questa storia la racconterò con gli elementi che ho, io ed Emiliano non ci conosciamo in profondità ma per un’ empatia immediata ho sempre desiderato averlo dalla mia parte, so chi è, lo andavo a vedere quando questo sport per me significava solo la gita settimanale al campo per vedere una partita.
Poi io ho cominciato il mio mediocre percorso e lui è scomparso, ho pensato che fosse per le ferite dell’anima che lo avevano fermato prematuramente, quei muscoli che nonostante la sua vita da atleta, mangiare, bere, allenarsi, lo tormentavano come una goccia cinese.
Ad un certo punto ha chiuso la porta sul suo mondo, è rimasto un’ atleta ma raramente lo incontravo a vedere le partite, quando ci pensavo mi rispondevo da solo che non ne voleva sapere più nulla, quando invece provavo a chiederglielo, di rado, lui sorrideva e chiudeva la parentesi con il guizzo del labbro da cui non usciva una parola.

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Eccoci, siamo in mezzo al campo, 5 vs 4, il guerriero è l’ultimo baluardo, quello che ha le chiavi della nostra porta, urla lascia e segui, sali, chiudi, poi si lancia su una palla che vaga in area.
Per 2 lunghissimi minuti non c’è tempo neanche di respirare, bisogna respingere gli assalti dell’avversario poi rientra il quinto uomo, la palla è lontana ed io lo cerco con lo sguardo, lui cerca il mio, non ci diciamo nulla ma ci siamo detti tutto, comunicazione non verbale.
Sento un brivido e non è la febbre del sabato sera anche perché sono le 16 di pomeriggio, io in panchina con il mio sovrappeso, lui in campo a 38 primavere ancora da protagonista e penso alla poesia che c’è in tutto questo.

Pensa se vincessimo e vinciamo, pensa se ci fa un intervento decisivo e lo fa, pensa se riuscisse a trasmettere la sua voglia, caparbietà, serietà a tutti i ragazzi, e lo fa.

Mi capita a volte in panchina che le emozioni mi travolgano, mi succede di solito quando c’è un forte fattore umano che connota le vicende di chi sta giocando, a volte piango, è l’emozione ed è confortante che mi succeda, almeno per me è il segno tangibile che amo quel che faccio ed amo quelli che lo fanno con me.
Succede se segna chi magari è in crisi da qualche giornata, magari ha anche litigato con la moglie ed il proprio lavoro è l’ultima cosa che vorrebbe fare.
Allora penso riscattati dai, facci vincere la partita, segna una doppietta cosi tutti possiamo abbracciarti e dirti che per noi sei importante.
Il Guerriero è al centro della porta, dovrà resistere ancora per tutto il secondo tempo, stiamo vincendo di misura ma penso che non pareggeranno mai, ha aspettato questo momento per 6 anni, continuando a curare le ferite senza perdere mai se stesso, quella voglia di vincere, quella rabbia agonistica, oggi è il suo giorno.

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Prendo il cellulare che ho in tasca, penso che è poco professionale ma non me ne frega niente, la palla è lontana, gli scatto una foto, a fine partita la invio nel gruppo della squadra, so che non servono parole, comunicazione non verbale.
Non è finita mai finché non lo decidi tu, non è mai troppo tardi, se vuoi una cosa alzati e valla a prendere, puoi imparare a vincere oppure a perdere ma quando sei un’atleta vero, è come andare in bici, non bastano 6 anni per dimenticarselo.

L’arbitro fischia la fine, Emiliano raccoglie la sua roba, si fa la doccia e va a casa, la sera gli scrivo, lo immagino con la sua bimba tra le braccia, stanco ma felice, la solitudine dei numeri uno per questa sera può aspettare, il Guerriero ancora sputa fumo dalle narici ed è solo poesia per me che sono un vecchio amante delle storie di sport.

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Ho pagato sono uscito come al bar.
La penale coi risparmi di una vita al prezzo della libertà.

Avevo chiuso in pari e mi chiedevo ma che senso ha?
Allora perché non sei morto giovane vent’anni fa?

Ricominciare da meno di zero e finalmente sollevare il velo, raccontarvi veramente non l’immagine vincente che la gente prova a vendere di sé.

Non voglio vivere su un grattacielo, solo sputare indietro un po’ il veleno e  raccontarmi veramente lo spettacolo riprende
Benvenuti a tutti quelli come me

Non è mai finita fino a che non lo decidi tu.

 

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