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Anche in Serie C fa freddo

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Nella provincia di Pescara registro un inquietante fenomeno: i gestori dei palazzetti ritengono che il calcio a 5 femminile abbia più successo sportivo e di pubblico se giocato a temperature glaciali.
Una condizione che mi riporta alla mente una consuetudine nella NHL (National Hockey League) il Winter Game, una partita all’aperto nella città più fredda degli Stati Uniti, parliamo però di hockey su ghiaccio.
Questa tradizione sembra però essersi insinuata in due degli impianti più importanti della provincia pescarese.
Al PalaRoma il gestore decide che le partite vanno disputate in un simpatico clima artico, così freddo che i pinguini aspettano fuori al caldo.
Giova ricordare che è responsabilità dei soggetti a cui è affidato l’impianto e NON delle squadre la manutenzione e l’attivazione degli impianti interni alla struttura, in funzione di un contratto DI GESTIONE in essere con l’amministrazione locale, chi sostiene il contrario è semplicemente in malafede.
Destino similare sembra aver colpito anche il più recente Pala Giovanni Paolo II. In questa prima settimana di gennaio la struttura pescarese ospita una parte della Final Eight di Coppa Italia di serie c femminile.
All’interno si registrano temperature più simili a quelle del campo base dell’Everest che a quelle di una città di mare del sud d’Italia in inverno. Come faccio a saperlo? C’ero e il mio smartphone indica anche la temperatura ambientale.
Sul quel campo sono scese poi le protagoniste che animano l’ultima categoria del calcio a 5 femminile abruzzese.

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La Serie C ad osservarla bene è un affare personale, un confronto sportivo tra realtà che cambiano nome ma si conoscono bene, tra un gruppo di giocatrici molto omogeneo che calca lo stesso palcoscenico da anni. Un misto di giocatori di prospettiva e giocatori di categoria, tra giocate funamboliche e calcioni all’avversaria, semplicemente perché si è in ritardo.
In questa fase regionale della Coppa Italia di Serie C certo non m’aspettavo di vedere scaldarsi vecchie conoscenze del futsal di serie A e A2 come ad esempio Jessica Marques (un recentissimo passato da ex nel Pescara pre-Iannascoli) giunta direttamente dal Brasile per rinforzare, senza particolare successo, la compagine del Colonnella.

Molte squadre presenti a questa Final Eight femminile sono infarcite di giocatrici con un recentissimo passato nella massima divisione di futsal, le guardo giocare e continua a sfuggirmi l’utilità di giocare in serie c regionale invece di partecipare ad esempio al campionato di A2 nazionale. Se l’unico parametro di aggregazione sportiva è “giocare con le amiche”, la differenza con quelli che giocano la sera all’aperto in uno dei campionati del centro sportivo (scegliete voi il nome ne esistono milioni) non esiste. Ripeto non c’è nessuna differenza e nessuna crescita agonistica nel giocare con le amiche nel cortile sotto casa della serie c regionale.

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Ammiro le giocatrici di categoria, quelle che per età e impegni di lavoro si ritrovano a dare vita all’ennesima stagione tra campi scoperti e campi coperti solo all’apparenza. Mantengono viva la passione per uno sport che ha dato loro troppo poco e spesso troppo tardi. Tutto più verace, più abruzzese nel senso nobile dell’appartenenza territoriale, tutto profondamente e meravigliosamente agricolo, nell’accezione di lavoro manuale e fatica autentica.
Plauso alle maglie di molte delle squadre presenti alla prima giornata, ultimo posto nella categoria “sport fashion” al River Chieti. Ragazze vi voglio bene, fatevelo bastare.
Sono sempre incuriosito da quei giocatori che sebbene non abbiamo una velocità eccelsa hanno grande senso della propria posizione in campo e piedi davvero educati al calcio a 5, menzione nella mia personale categoria “cosa ci fa in serie c” dopo Michela Spagnoli c’è posto anche per Valeria Russo. Per entrambe ho dovuto chiedere ovviamente il nome ma per la prima sono stato guardato in tralice da metà delle persone presenti e per la seconda ho ricevuto se possibile una reprimenda peggiore.
Oggi finale al PalaRigopiano, finalmente davvero a due passi da casa, praticamente dentro casa.
Scopriremo lì se la precedente gestione ha lasciato oltre a debiti e striscioni anche il riscaldamento, che spero qualcuno accenda.

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