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Azzurre: the youth of the nation. Bovo è del 2000, Troiano la senatrice

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Un’Italia giovane e rinnovata si riunirà il prossimo 2 dicembre a Prato. Una settimana di lavoro e confronto – rimane ancora da capire quale sia la rivale, dopo la rinuncia dell’Iran – che riprende il cammino interrotto in Spagna, con quella doppia amichevole in stile “dottor Jekill e mister Hyde”: una Nazionale bellissima nella prima e brutta copia di se stessa nella seconda. 18 le convocate del CT Francesca Salvatore, che non ha rinunciato ad alcune sperimentazioni che hanno avuto un doppio merito: aver abbassato l’età media del gruppo e aver dato respiro davvero nazionale alle chiamate, senza paura di pescare nelle categorie inferiori.

BOVO, UNA AZZURRA IN A2 – Anche Menichelli, in passato, aveva fatto una scelta simile convocando nell’estate del 2016 – quando per intenderci c’era ancora l’Elitè – la piemontese Pamela Gueli, che aveva da pochi giorni conquistato la promozione in A dopo il campionato regionale disputato con la Juve Femminile. Viene dall’A2 (e sta facendo benissimo) – invece – Arianna Bovo, la più giovane della lista azzurra della quale invidiamo piedi e carta d’identità: 3 ottobre 2000 sulla data di nascita della giocatrice della ASD Union Fenice, che ha già vestito la maglia azzurrina nella vittoria del torneo di sviluppo UEFA a Campobasso e durante il raduno pre-Caminha (al quale non ha poi partecipato in extremis a causa di un infortunio). Ed eccola, ora, la sua seconda possibilità, stavolta tra le big. Ma non in senso anagrafico.

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ALTRE 3 NEWS: FERRARA, FAMA’, MARCHESE – Valigie pronte, infatti, anche per la mancina Erika Ferrara – 16 luglio 1999 – enfant prodige del Città di Falconara, che ha creduto in lei per il secondo anno consecutivo. Quello della consacrazione: prima un minutaggio più ampio, poi il primo gol in A contro le campionesse ed Italia e, a seguire, la prima meritata convocazione. Debutto assoluto anche per Adelaide Famà e Sabrina Marchese, che – parafrasando la sigla di un noto cartone animato – “son portiere ed attaccante” di un’Italia che ha voglia di mettersi in mostra e di cui loro sono simbolo: la prima ha appena compiuto 22 anni  e sta vivendo la sua prima stagione da protagonista nel Real Grisignano, dopo essersi fatta le ossa nel Thiene; la seconda – che con i suoi 27 anni potrebbe già essere considerata una veterana –  è al suo primo anno nella massima categoria di futsal, ma – oltre ad essersi cucita addosso l’etichetta di rivelazione del Futsal Femminile Cagliari – è anche una delle poche giocatrici a poter vantare la doppia convocazione, avendo già fatto parte della Nazionale di calcio a 11 Under 17 e 19 (con quest’ultima ha addirittura raggiunto a qualificazione agli Europei).

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EXANA, COMPLEANNO IN AZZURRO – E le altre giocatrici? 9 su 18 hanno sotto i 25 anni, tra queste  anche Jessica Exana che festeggerà il quarto di secolo proprio durante il raduno toscano e non avrebbe potuto chiedere regalo più bello di un ritorno in azzurro, dopo la lunga assenza dovuta alla rottura del legamento crociato. E’ del ’97 la confermatissima Nicoletta Mansueto, del ’98 Ludovica Coppari (tra le più amate dai tifosi dopo aver segnato il primo gol della storia azzurra alla Spagna), mentre è addirittura del ’99 Alessia Grieco, bomber della S.S. Lazio e già colonna portante anche della Nazionale Under 17. Anche Aida Xhaxho (’93) rientra nella fascia “young”, mentre le confermatissime Bruna Borges, Benedetta De Angelis e Federica Belli sono del ’92. 26 anni e non sentirli neanche un po’. Stesso discorso per Arianna Pomposelli, miglior realizzatrice della Nazionale made in Roma nel 1991.

LA CLASSE DI FERRO DELL’89 – Ma se il vivaio è fondamentale, non sottovalutate la classe di ferro del 1989: è l’anno del nostro capitano Ersilia D’Incecco, ma anche del duo Statte Valentina MargaritoRoberta Giuliano, che in campionato sta andando fortissimo. Prestazioni super anche per Marika Mascia che ha da poco festeggiato i 31 anni ma ha ancora i riflessi del primo scudetto con l’Isef, chiude la carrellata Jessica Troiano, che con il suo Grisignano sta dimostrando di essere come il vino. In questo caso un DOC dell’’86.

 

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