Serie A

La dedizione di Renatinha al servizio del CMB: “Vincere unico obiettivo”

La radice del termine dedizione racconta storie di resa al nemico, di capitolazione volontaria. Nel tempo, questa sottomissione ha perso la sua accezione negativa, vestendosi di sentimenti nobili ed attaccamento emotivo. Ecco che quindi la resa avviene verso un’attività spesso o un ideale. Alla base rimane la scelta volontaria. Ecco che, applicato allo sport, con il suddetto termine, intendiamo coloro che impiegano anima, cuore, corpo e anche di più per il conseguimento dell’eccellenza nella disciplina prescelta. Ronaldo ad esempio, o Nadal, sono esponenti eccelsi e non a caso sono stati scelti da Renata Adamatti come fonte di ispirazione per il suo percorso da calcettista.

Le grandezze della giocatrice di certo non è necessario elencarle o specificarle. Per noi che di futsal viviamo (o avremmo voluto, ma la nostra dedizione si scontra spesso con meccanismi e personaggi beceri n.d.r.) dire Renata Adamatti, o Renatinha come la conoscono tutti, significa parlare di una campionessa di classe e talento. E dedizione al calcio a 5. Tanta, costante, infinita, per avvalorare la massima che “il duro lavoro batte il talento quando il talento non lavora duro”. In questo caso davvero non si corre pericolo. “Secondo me vincere non basta mai” così come non si smentisce Renata che, in estate e dopo tanti trofei vinti con il Bitonto ha selto di indossare la casacca biancazzurra del CMB. “Non è che ti abitui e ti basta” continua. Dal momento in cui scegli di fare questo lavoro, sai che hai solo un obiettivo in mente. Noi che siamo atlete e vogliamo essere professioniste vogliamo vincere ogni sfida, in ogni allenamento, ogni partitella, ogni gara”. Aristotele dice che l’eccellenza non è un atto ma un’abitudine. “E’ facile capire che la meta di questa stagione è vincere tutto con questi colori. Farò di tutto, darò tutto e sono molto fiduciosa che la squadra arriverà lontano”.



La scelta di arrampicarsi per le salite lucane e percorrere le curve che portano a Salandra è maturata conoscendo le persone che animano la società. “Sono una persona ambiziosa come detto, che gioca per vincere e vuole farlo in un contesto sano.
Ho scelto il CMB perché quando mi hanno illustrato il progetto, ho capito subito l’idea vincente alla base. Sono persone serie che vogliono davvero vincere ed è per questo che ho abbracciato corpo e anima l’idea del presidente Auletta”.

Il primo squillo in campionato è arrivato con la vittoria all’esordio contro il Cagliari, abbracciati da tutto il calore di un PalaSaponara vestito a festa. Tra cori, sciarpe e coinvolgimento del pubblico diventato tutto tifo. “La partenza è stata bella – commenta l’asso italobrasiliano- Abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare: abbiamo vinto giocando. E’ semplice capire cosa bisogna fare da ora in avanti: continuare così, ogni partita un pallone alla volta. Per questo è fondamentale vivere anche il momento dell’allenamento con questo spirito. Con gioia certo, ma con impegno massimo, sapendo che solo in questo modo, solo dando tutto sempre, si possono raggiungere grandi traguardi. E’ un gioco ma è il NOSTRO gioco, il nostro lavoro”.



Giocare il gioco direbbero quelli con un fazzolettone al collo e il cappellone in testa. La voglia di giocare di Renata ha però dovuto fare i conti con una squalifica da scontare vivendo così la sua prima in casa dagli spalti. Sostenendo e incitando le sue, dando comunque il meglio possibile, anche senza scendere in campo. “Vivere la gara da fuori è stata la parte meno bella per me” ammette. Ma ora arriva finalmente il bello . “Non vedo l’ora di scendere finalmente in campo. Domenica saremo tutte a disposizione e finalmente potremo fare tutte il nostro meglio in gara”.

Sono tanti i chilometri che separano Salandra da Verona ma la volgia di giocare li azzera tutti. L’esordio delle venete non è stato dei più felici e sicuramente avranno voglia di rivalsa, nonstante un avversario del calibro di Renata e compagne.
“Nessuna partita è facile, niente è scontato – commenta la numero 9 – Pare un’ovvietà ma è così. Si gioca sempre 5 contro 5 e si parte sempre da 0-0. Mi aspetto che domenica ognuna di noi faccia esattamente quanto fatto in allenamento per prepararci ad affrontare il Verona, seguendo tutte le indicazioni che il mister ci ha fornito e mettendo in pratica quello su cui stiamo lavorando. Il risultato sarà quindi una conseguenza. Conoscendo le mie compagne – conclude – mi fido molto della mia squadra. So con certezza che faremo tutto il necessario per tornare a casa con i tre punti”.

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