E’ il momento di pensare al futuro del Bitonto. Il futuro del futsal e al femminile. Lavoriamo insieme per la sua crescita.
Francesco Paolo Cambione, ti dobbiamo chiamare direttore adesso?
E mi devi dare anche del Lei! (ride, ndr). In realtà non cambia niente rispetto ai mesi passati. Con gli impegni di lavoro del Presidente e l’impegno nella Amministrazione comunale di Dalila, molte delle questioni alla fine passano da me e anche per dare una veste “burocratica” al processo è stata presa questa decisione. Ma la “catena di comando” del Bitonto resta inalterata così come è da quando siamo in Serie A. Ci sono scelte che spettano solo a Silvano Intini, scelte che posso fare io e scelte che restano collegiali come è sempre stato finora. Il Bitonto non è cambiato, temo sia cambiato il modo di vederlo da fuori…
A proposito come sta il Bitonto?
In realtà non sta male. Ne ho sentite e ne sto sentendo di ogni tipo. Noi però abbiamo le idee chiare su quello che vogliamo e dobbiamo fare come società. Considera che secondo il piano iniziale, la stagione che sta per iniziare avrebbe dovuto essere quella della consacrazione; invece ci troviamo ad essere dopo 4 anni la società più vincente degli ultimi 15 anni nel futsal femminile. Significa che siamo cresciuti più in fretta rispetto ai piani; troppo in fretta probabilmente e questo ci obbliga a fare delle riflessioni e delle correzioni se vogliamo dare un futuro a questo progetto. Quest’anno poi è stato un anno particolare in cui ce ne sono capitate di tutti i colori e in alcuni momenti è stata veramente dura ma abbiamo degli obiettivi di medio e lungo termine che ci siamo posti e a cui vorremmo arrivare.
Le voci di un Bitonto nella scorsa stagione poco vincente?
Questa è una leggenda metropolitana che vorrei finalmente sfatare. In un anno funesto, abbiamo vinto 3 competizioni su 4 e la finale scudetto ci è sfuggita ai rigori dopo essere stati in vantaggio, a pochi minuti dalla fine, di due gol in trasferta, in gara 3. Abbiamo allestito, praticamente da soli, una competizione internazionale per la quale abbiamo avuto complimenti unanimi da tutta Europa per la qualità della organizzazione e della quale siamo particolarmente orgogliosi. Non si può vincere tutto ogni anno. Non è nella natura delle competizioni sportive. Se in una disciplina c’è una squadra o una società che per più anni di seguito vince tutto, significa che c’è qualcosa che non funziona. I nostri tifosi devono essere orgogliosi di noi, ogni qual volta facciamo di tutto per vincere. Poi si può vincere o perdere. Ma proprio questo è lo sport. L’importante è esserci.
Ci sono stati tanti cambiamenti.
Già da Gennaio abbiamo definito le linee strategiche per i prossimi tre anni. Silvano a Marzo aveva detto pubblicamente che avremmo portato delle modifiche e che, a parte alcuni casi già definiti, sarebbe rimasto solo chi credeva profondamente nel nostro percorso. In certe situazioni ognuno fa delle valutazioni e, legittimamente fa le proprie scelte che bisogna rispettare. Ci sono stati cambi che avevamo già messo in preventivo, altri che per come sono arrivati ci hanno colto un po’ di sorpresa, ma avevamo per ogni situazione, una alternativa pronta.
Dopo tanto tempo, non siete i favoriti…
In realtà non lo siamo mai stati veramente. Il primo double è arrivato al secondo anno di serie A, sfido chiunque a mettere tra i favoriti una società che è appena sbarcata nella massima serie. E spesso nelle singole manifestazioni ci hanno sempre messo davanti qualcun altro. Anche quando abbiamo dominato la regular season restando in testa dalla prima all’ultima giornata. Certamente non abbiamo l’ansia di vincere o di dover dimostrare qualcosa. Però nessuno di noi ha mai detto che non vogliamo vincere. La composizione della squadra di quest’anno è fatta apposta perché chi ha vinto tanto aiuti chi ha vinto meno a trasferire la mentalità vincente del Bitonto. E’ un passaggio non scontato e su cui bisogna lavorare giorno per giorno.
Dopo tre anni avete una nuova guida tecnica, Cataldo Guarino guiderà la prima squadra.
L’arrivo di Dino è stato quasi casuale, ma una di quelle casualità su cui riflettendoci pensi che non sarebbe potuta andare diversamente. Guarino è un ottimo tecnico, che per motivi di lavoro non ha potuto provarsi in grandissime piazze nel futsal maschile. Quest’anno è all’esordio nel femminile e in Serie A. Se vogliamo dirla tutta, il Bitonto presenta la vera novità tecnica di questa stagione e questo senso della sfida ci piace molto. Le sfide difficili ci esaltano e credo che, esattamente come auspicava Silvano, quest’anno ci divertiremo.
La squadra ha un mix di esperienza e di gioventù.
Qualcuno ha parlato di ridimensionamento della squadra solo prendendo la “awarness” dei nomi che sono andati via. Con i cambi nel roster abbiamo abbassato l’età media di oltre due anni portandola al di sotto dei 25. E’ il momento di pensare al futuro del Bitonto C5 e credo che la strada intrapresa sia quella corretta.
A proposito di futuro, a che punto è la realizzazione del Palazzetto?
Purtroppo ancora per alcuni mesi saremo costretti ad emigrare e a cercare in giro un palazzetto dove allenarci e giocare sia per la Serie A che per l’Under 19. Però il Palazzetto sta crescendo, periodicamente vado a seguire i lavori e vederlo crescere un pezzo per volta un po’ mi emoziona. Inutile nasconderci, senza di noi e le nostre vittorie, Bitonto avrebbe continuato a non avere un palazzetto dello sport. Regalare questa struttura alla nostra città è uno degli obiettivi che potremo dire di aver raggiunto e all’interno del quale ci piacerebbe aprire un museo con le foto più belle, tutti i nostri trofei e una sala multimediale dove mostrare i video delle nostre partite più belle. Ma è troppo prematuro. Avremo modo di parlarne e soprattutto bisogna fare in modo che il palazzetto continui a essere una priorità nella agenda della politica locale altrimenti quei pilastri resteranno una cartolina della mediocrità.
Vanno di moda i pronostici in questo periodo.
Non ci becco mai io. E infatti non gioco. In questo periodo si va per nomi e i nomi sono quelli che si leggono in giro. Come ho detto qualche tempo fa, scherzando, abbiamo promosso il rimescolamento delle squadre per consentire agli altri di vincere. Alla fine non è arrivata nessuna novità clamorosa dall’estero, per ora. Giocatrici che già conoscevamo hanno solo cambiato squadra. Vedremo chi la spunterà. Non dimentichiamo che sarà una stagione strana con tanti stop & go e con tante atlete importanti che non potranno, praticamente, mai riposare
Un tuo grande tema è sempre stata la crescita del futsal femminile.
Lo è ancora e leggere sul sito FIFA che le partite ufficiali del femminile hanno superato quelle del maschile è la dimostrazione che non possiamo perdere il treno di questo trend mondiale. E’ chiaro che è tutto nella volontà politica: nulla può crescere se non lo si vuole far crescere e non lo si aiuta a crescere, ponendo le condizioni. Per questo, nonostante qualche perplessità, apprezzo molto il lavoro che sta facendo la Divisione. Certo c’è bisogno di condivisione, di confronto, di mettere a fattore comune conoscenze e progettualità ma è una strada che richiede impegno e volontà. Io continuo a pensare che ci siano le persone giuste a guidare questa crescita. Noi dobbiamo credere in loro e loro devono credere nel lavoro di chi investe per crescere. Ognuno nel proprio ruolo e nella propria posizione rispettando le opinioni e il lavoro di tutti. Il futuro del femminile può essere luminoso. Ma dipenda da noi.




