Più che un saluto, una lettera d’amore. Silvia Praticò saluta il Città di Falconara sui social e ribadisce che “non sarà mai un addio”. Con la maglia delle citizens Silvia ha raggiunto il tetto d’Italia e poi d’Europa, da bimba è diventata grande. Ora, molto probabilmente, l’attende una nuova avventura nella Capitale con la Roma, ma un pezzo di cuore rimarrà sempre a Falconara.
“Caro Città di Falconara, scriverti queste parole è davvero difficile, non so da dove iniziare.
Quando sono arrivata ero bimba ed un po’ impaurita del mondo dei grandi che tanto avevo agognato negli anni precendeti. Che poi, se dobbiamo dirla tutta, non era il mondo dei grandi ma il mondo dei giganti quello lì. Eppure, in quel mondo dei giganti tanto attenzionato e famelico di risultati, abbiamo iniziato a ricavati il nostro piccolo spazietto. Quello spazietto in cui inizi a sentirti sicura in un posto che si basa sull’incertezza sistematica e che fa di quella, il senso “”del svegliarsi la mattina per vedere che cosa ci aspetta, perché falconara muore ogni notte e risorge ogni mattina”.
Quando sono arrivata qui, avevo poche certezze. Alcune si sono infrante, e molte di quelle che pensavo di avere sono state distrutte. Altre, invece, sono nate lentamente, le abbiamo costruite, le abbiamo viste ricadere, e solo dopo averci riso un po’ su, siamo andati a ricostruir(l)e.
Quando sono arrivata qui mamma e papà forse un po’ di paura per questi 1001 km di distanza ce l’avevano e forse in fondo un po’ pure io… vallo ad immaginare che in questa città c’è chi ti invita a cena quando non c’hai voglia di cucinare, c’è chi viene a prendere all’aeroporto all’una perché sei rimasta a piedi.
Quando sono arrivata qui Isa ed Erika non le conoscevo. Non sapevo che il bene più profondo, direi fraterno, fosse in grado di celarsi sotto gesti che sanno di tutto fuorché di bontà; poi ho iniziato a conoscere anche loro, ed ho iniziato a capire che chi ti fa del bene non sempre te lo fa vedere e viceversa. Lo capisci solo dopo, quando stai nel letto e pensi a quella roba che tanto ti aveva fatto arrabbiare, ma che ora ha un colore diverso, un colore più lieve e più caldo. Capisci che, anche se non te l’hanno detto, quella volta lì che avevi paura prima di una partita, loro lo sapevano e magari il cinque te lo hanno dato più forte.
Quando sono arrivata qui pensavo che ci fossero gli appassionati di questo sport, si, ma poi ma poi ho capito che l’amore per due colori sconfina dalla passione e raggiunge vette impensabili.
Ora le robe sono un po’ diverse, l’applauso lo faccio in un modo diverso, ho una nuova concezione di casa, una nuova concezione di di emozione e una nuova concezione di amore. In realtà anche una nuoa concezione del tempo, visto che con te 10 secondi durano una vita ma che, 5,6 minuti di felicità sono quasi impercettibili. È così ho imparato che è tanto importante fare miei questi momenti. È importante nasconderli, custodirli e rispolverarli quando la vita è un po’ più dura
Così il cuore torna a batterti un po’ più veloce, e pensi che lottare per qualcosa forse ha un senso.
Sì, forse qui ho imparato, e non me ne vogliano gli altri, soprattutto grazie a un signore di nome fa marco Marco e di cognome fa Bramucci, che vale sempre la pena lottare per qualcosa, anche se i momenti difficili non mancheranno a palesarsi, e lì ti ritroverai puntualmente solo. Perché la libidine della sconfitta è per pochi.
Quindi grazie Falconara per aver dato una impronta, decisamente positiva, alla mia vita, negli anni che probabilmente da grande ricorderò come i più intensi della mia vita.
Grazie per avermi dato l’opportunità di essere circondata di professionisti e professioniste , opportunità che spero di aver sfruttato nel migliore dei modi.
Grazie per avermi insegnato quanto importante sia il lavoro.
Grazie per avermi accolta, per avermi reso attivamente parte integrante della tua magnifica storia.
Grazie per avermi insegnato prima a perdere, poi a vincere.
Grazie falconara per avermi dato tifosi che quando perdi urlano il doppio. Conserverò gelosamente i vostri volti, i vostri gesti e le vostre braccia braccia al cielo. I vostri boati rimarranno sempre lo stimolo più bello che potessi avere.
Per quante cose dovrei dirti grazie… e se è vero che Falconara non dimentica, allora di certo non lo farò io.
Rimarrai un segno indelebile scolpito nel mio cuore e nella mia anima.
Qualsiasi mia conquista, personale e poi sportiva, sarà sempre inevitabilmente anche vostra.
Spero un giorno di poterti ripagare a dovere.
E Falconara, non me ne volere se, per me, non sarà mai un addio”.
Foto: Imatjion


