Il danno oltre alla beffa. La Futura Bitonto esce al primo turno dei playoff, eliminato proprio da quel Bitetto rimesso in corsa dall’ultimo pari delle neroverdi in casa San Savero (3-3). E il tutto, poi, è accaduto in modo abbastanza rocambolesco con una rimonta da 2-0 a 2-2, più il 2-3 subito a un minuto dalla fine dei supplementari “su una rimessa invertita”, sottolinea Giovanna Buono.
La rabbia è tanta. “Ma forse doveva ancora così. Purtroppo il futsal è strano, sembrava una partita chiusa e invece è arrivata la doccia fredda. Avremmo potuto attaccare di più? Senza dubbio, ma non è facile reggere 70’ sempre con lo stesso ritmo. Tutte abbiamo fatto il possibile in ogni circostanza, a prescindere da infortuni e defezioni: io ho giocato con una lesione al legamento intermeniscale, Spano è rientrata da poco da una distorsione del terzo grado alla caviglia e Pagone era out per una tallonite”.
Rimane comunque un terzo posto che rappresenta un salto di qualità, compiuto in appena pochi mesi. “Siamo dietro all’Atletico Città di Taranto, retrocesso l’anno scorso dalla Serie B e al Veglie, che vanta tre giocatrici straniere e di grande qualità, e a + 7 punti dal Bitetto. Quel che abbiamo fatto è stato davvero molto. Probabilmente in pochi si aspettavano che saremmo arrivate fin qui, e di questo dobbiamo dire grazie anche all’allenatrice Belcore perché non è semplice gestire delle ragazze con caratteri forti e ben definiti come i nostri. Ma ora che la strada è tracciata – continua bomber Buono, autrice di 19 reti tra campionato e Coppa – io spero che questo gruppo possa proseguire: fosse per me, giocherei sempre con ognuna di loro”.
Ancora una volta fedele a quei colori neroverdi che l’accompagnano ormai da anni. “Ne avevo 18 quando sono arrivata alla corte di Silvano Intini e ora ne ho 25. A parte un paio di stagioni disputate altrove, qui sono cresciuta e questa è casa mia. So che possiamo fare ancora tanto insieme”.




