Oltre ogni più rosea previsione. Anche grazie al contributo della stella Renatinha, l’Italia del futsal femminile vola all’Elite Round dopo una spedizione perfetta in cui le Azzurre hanno messo in fila Lituania, Croazia e le padrone di casa della Serbia. “È vero che il livello della nostra Nazionale era più altro rispetto alle avversarie, ma – commenta la numero 9 – un conto è saperlo sulla carta e un altro è la dimostrazione sul campo: siamo entrate in partita preparate a qualsiasi evenienza, è stato questo a fare davvero la differenza”.
Tanti gol fatti e nessuno subito. Un’Italia molto simile al Bitonto disegnato da Marzuoli. Ma se il Mondiale ora è più vicino, per raggiungerlo definitivamente ci sarà bisogno di un altro sforzo (ben più duro) nell’Elite Round che si svolgerà a marzo in Italia.
“Giocare qui sarà speciale e ci darà un’ulteriore motivazione, ora aspettiamo il sorteggio della testa di serie e poi penseremo a come fare bene anche il passo successivo. Chi è più temibile tra Spagna e Portogallo? In questo momento vedo le lusitane un po’ più concrete, mentre le iberiche sono in una fase di rinnovazione che ha bisogno di tempo per essere completamente assorbita. Ma, a prescindere da quale sarà lo scoglio finale, noi dobbiamo pensare a raggiungere l’obiettivo qualificazione facendo vedere la migliore versione di noi stesse. Le Filippine? Mai viste, andarci con la maglia Azzurra sarebbe meraviglioso”, sorride.
Intanto, però, i colori che è tornata ad indossare sono quelli neroverdi del Bitonto. E gli occhi le brillano allo stesso modo.
“Quel che più mi piace di noi è che non vogliamo perdere neanche a pari o dispari – ride -. Siamo capaci di litigare per tutto, quando c’è una posta in palio. Nessuna molla un centimetro davanti alla compagna di squadra, figuriamoci davanti ad un’avversaria come la Lazio, orgogliosa come noi”.
Va preso con le pinze, secondo Renatinha, il 2-2 in rimonta delle biancocelesti al PalaPoli.
“Il Molfetta è una squadra bugiarda, nel senso che da fuori potrebbe apparire meno forte di quel che è, come la Lazio, che potrà aver cambiato volto ma rimane sempre la Lazio. C’è da aggiungere, poi, il ritorno di Barca: Cecilia difende benissimo e aiuta tanto la squadra, e occhio anche al carattere di Vanessa che tutti conosciamo. Servirà concentrazione, ma l’ho già detto: il Bitonto ama vincere”.
E dopo aver iniziato la stagione con la seconda Supercoppa, l’anno solare potrebbe chiudersi con la ciliegina Champions.
“Casa nostra, il nostro pubblico e un trofeo da “riscattare” dopo quel ko ai rigori che continua a bruciare… Vogliamo riprovarci. Abbiamo tanti stimoli e il rientro di Paka, ormai un punto di riferimento per noi, ci sta dando ancora più carica”. E se i momenti più belli sono fissati con l’inchiostro sulla pelle, Renatinha ha già in mente il prossimo tatuaggio. “Io di sognare non smetto mai. Se dovesse essere, ci sarebbe spazio per tutto: sia la Coppa della Champions che un simbolo legato al Mondiale”.




