Non ce l’ha fatta la difesa del Bo Ca Junior a contenerla, così come non ce l’ha fatta il destino a metterle il bastone tra le ruote. Solo rallentamenti di percorso. Ma Lisa Semolini si è sempre rimessa in marcia con tutte le forze che aveva, col sostegno del Real Grisignano. Non è facile avere due brutti infortuni alle spalle a soli 22 anni, ma la sua fortuna è stata prenderla con ironia.
“Crociato sinistro a 16 anni e destro l’anno scorso. In teoria, ora dovrebbero essere finiti”, ride. L’ultimo stop al Torneo delle Regioni di aprile poi vinto col Veneto. “Ho sperato fino all’ultimo che non fosse nulla di grave, ma la diagnosi mi ha purtroppo smentita. All’inizio ho pianto, poi però mi sono detta che ormai era successo: potevo solo affrontare la situazione e fare in modo che passasse presto. Sono rientrata poco prima della Supercoppa regionale, un’altra bella soddisfazione che mi sono tolta con questa maglia”.
La prima indossata nel futsal e – probabilmente – anche quella che continuerà ad indossare per molti anni ancora.
“Insieme al portiere Zaniolo, sono l’unica di Grisignano. Anche se ho iniziato nel calcio a 11 a 6 anni, o forse anche prima con mio fratello, è bastato poco a farmi passare al calcio a 5. Quando avevo 14 anni, Enrico Guidotti mi ha invitata a vedere una partita (“l’ho strappata dalla tribuna per venire a giocare un’amichevole”, confessa Guidotti), poi a fare un allenamento con mister Turcato ed eccomi ancora qua. Mio fratello, nel frattempo, si è dato alla pallavolo, io invece non potrei mai cambiare: nell’anno in cui mi si aprivano le porte della Primavera del Duemonti, io ho detto sì ad un gioco molto più veloce e tecnico. Il colpo di fulmine è stato immediato e la possibilità di poter giocare così piccola in una categoria nazionale ha fatto il resto”.
Il Grisignano domina la A2 guadagnando la promozione in A e Lisa si mette in mostra: è esile, ma coriacea. Timida, ma dalla forte personalità in campo. Tanto che la Nazionale Under 19 non esita ad accorgersi di lei. “Anche se dopo i raduni di Novarello e Roma non c’è stato seguito, è stata un’esperienza bellissima. Se penso alla Nazionale? Bè, quando è uscita la notizia del primo Mondiale ufficiale qualcosa si è riacceso in me. Mi sono detta: “Cavolo, spero di poterci arrivare anche io un giorno”.
Sogni da alimentare sul campo con prestazioni come quella di domenica: delle 6 reti realizzate all’esordio in Coppa, tre portano la sua firma. “Tutti gol facili”, si affretta a specificare cercando di evitare i riflettori. “Mi piace stare dietro le quinte, il lavoro sporco. Aiutare in modo silenzioso”. È la qualità delle sue giocate a parlare per lei. “In realtà non mi aspettavo chissà che… Ero tesa e si trattava di un derby molto sentito da entrambe le parti. Poi i mister mi hanno detto di entrare in campo, stare tranquilla e giocare come so, lasciando da parte le scorie mentali ancora da smaltire dopo l’infortunio. Sono felice perché tutte volevamo fortemente questi tre punti”.
E con la vittoria, è arrivato anche il primato del girone. “Sappiamo che ogni partita è a sé e che la categoria è dura, ma ci piacerebbe proseguire così perché la Coppa è la Coppa”. Questo non vuol dire che in campionato si vedrà meno impegno, anzi.
“Sapere di incontrare il Chiaravalle, probabilmente la favorita del girone, è solo una motivazione in più a far bene. Se saremo capaci di mantenere la giusta concentrazione, la prestazione sarà sicuramente buona, a prescindere dal risultato”.





