L’”Imperatore” o, se preferite, la Bibbia. I soprannomi di Cesare Rispoli la dicono lunga sulla sua carriera costellata di successi e iniziata nel lontano 1992. Ne ha scritta di storia, il nuovo tecnico della Soccer Altamura. Basilicata, Campania, Puglia, Abruzzo. Questi i punti di partenza di trasferte lunghe quasi come tutta l’Italia, “tempi di campionati altamente competitivi, tanti dei quali vinti. La passione non mi ha mai abbondato – mi dice –, pensa che ho smesso di giocare a 45 anni e ancora oggi mi alleno scendendo in campo con le mie ragazze”.
Tutto inizia con l’Amalfi e il double in C, poi due anni di Serie B e l’arrivo all’Avezzano. La stagione successiva è a Castellammare di Stabia con la Stabia Amalfi: lì Rispoli si laurea capocannoniere della Serie cadetta. Ha soli 25 anni, ma il suo futuro da mister si intravede già: dà indicazioni ai compagni, legge il gioco e lo dirige. Molto bene per di più, tanto che la sua squadra completa rapidamente la scalata fino alla A1. La ciliegina è la chiamata in Azzurro nel’97: sua la 3 della Nazionale italiana del CT Nuccorini, il sogno di qualsiasi giocatore è diventato realtà.
Altra chiamata, altra avventura: Nino Crapulli, una sorta di “padrino sportivo”, lo vuole al Matera in B e la scelta è giusta: è in Basilicata che Cesare diventa l’Imperatore contribuendo ad un altro double. Nel 2007, a 34 anni, un’altra maglia: quella del Modugno dell’allora 28enne Max Bellarte, proprio il futuro CT dell’Italia ora passato alla Nazionale della Lettonia. Col Modugno vince un campionato e perde in semi la Final Four di Coppa Italia, la quarta di fila che disputa. Siamo nel 2008 quando torna a Matera in C: campionato e Coppa in bacheca al primo anno, poi una Serie B fino ai playoff e successivamente il ritorno al Matera di Crapulli, seguito dal sì allo Scanzano Jonico per un’altra rapida scalata dalla B alla promozione in A2. Proprio contro lo Scanzano, l’anno dopo, vince la Serie B col Policoro, poi di nuovo una stagione a Scanzano, una a Matera (vincendo un’altra Coppa Italia in C), mezzo anno in B col Bernalda e l’altra metà all’Orsa Viggiano come giocatore-allenatore: alla fine del girone di andata la squadra aveva 4 punti, alla fine del girone di ritorno – con l’effetto Rispoli – i punti saranno 26. Nel secondo anno come allenatore raggiunge i playoff, poi altri due anni di A2 in panchina prima con il Viggiano e poi con il Bernalda. Quando decide di appendere gli scarpini al chiodo, Rocco Auletta non esita e gli affida il CMB Futsal Team femminile che vincerà il campionato di categoria e raggiungerà la finale di Coppa Italia.
Ora una nuova avventura al femminile, ma con i colori biancorossi dell’Altamura.
“Mi piace trasmettere la mia identità, la mia filosofia di gioco. Il futsal è uno sport scientifico, nel quale cerco di trovare tutte le linee di passaggio possibili ed immaginabili. E le ragazze da questo punto di vista sono straordinarie perché hanno tantissima voglia di imparare. Sono pochi gli allenatori che insegnano futsal: io me lo pongo come obiettivo, cerco di far capire loro che non solo si può vincere, ma lo si può fare divertendosi. I tanti attestati di stima ricevuti in pochi giorni qui sono un grande stimolo per me. All’Altamura porto la mia esperienza cercando di far crescere tutti: chi può dare 7, alla fine dell’anno dovrà dare 8. E così via. Ognuna ha un compito preciso, chi entra in campo sa cosa fare”.
I due test match con l’Irpinia hanno dato spunti interessanti, in programma c’è anche un’amichevole di lusso col Bitonto tricolore, poi sarà tempo di gare ufficiali. La “prima” di B coincide col riposo delle pugliesi, esordio quindi rimandato al 27 ottobre in trasferta contro il Nora.
“Ho un ottimo gruppo che può arrivare lontano, almeno tra le prime 4. La Roma è l’avversaria più dura, anche la Littoriana farà bene così come il Grottaglie di Bommino, che è stato mio allenatore a Matera. Le altre rivali saranno da scoprire, ma sono fiducioso perché c’è entusiasmo e tanta voglia di lavorare”.




