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Kinto Future Cup, il Main Event di Rimini è dietro l’angolo: parola ai quattro tecnici delle macroaree

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Kinto Future Cup, il Main Event di Rimini è dietro l’angolo: parola ai quattro tecnici delle macroaree maschili
L’appuntamento con la terza edizione della Kinto Future Cup si sta avvicinando rapidamente. Dal 24 al 26 giugno, infatti, il PalaFlaminio di Rimini ospiterà la kermesse nella quale si esibiranno i migliori talenti del panorama nazionale. Suddivisi nelle selezioni delle quattro macroaree, tutti i giovani atleti disputeranno due partite, i migliori prospetti avranno la possibilità di vestire la maglia della Nazionale Sperimentale Under 19. I vari raduni sul territorio, con la regia dell’Area Tecnica della Divisione coadiuvata da Club Italia e dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, sono agli sgoccioli, e i tecnici delle squadre maschili si preparano al Main Event: Vanni Pedrini per il Nord, Massimiliano Neri per il Centro-Nord, Silvio Crisari per il Centro-Sud e Sebastiano Giuffrida per il Sud si contenderanno il titolo della manifestazione, con l’augurio di vivere una due giorni intensa ed emozionante all’insegna del futsal.

PEDRINI – “Siamo soddisfatti dei raduni, i ragazzi hanno mostrato grande impegno. Credo sia stato importante creare il giusto clima affinché i ragazzi potessero giocare serenamente e ricordare quest’esperienza come un momento di crescita e condivisione. La manifestazione è per loro una bella occasione per confrontarsi con i migliori giocatori del panorama nazionale: rappresenta una porta d’ingresso verso le squadre maggiori e, per alcuni di loro, verso la maglia azzurra. L’obiettivo è mettere tutti nelle condizioni di esprimere il loro grande potenziale durante le partite della fase finale. La volontà di relazionarsi con i compagni farà la differenza sulla prestazione di ogni singolo giocatore”.

NERI – “Prima di tutto, grazie alla Divisione che mi ha permesso di intraprendere questa stimolante avventura. I giovani mi stanno dando tantissimo, sia come approccio al lavoro che come disponibilità a seguire il percorso che indico loro. Magari all’inizio da parte loro c’è un po’ di timore, ma poco dopo il pallone e il campo mettono tutto a posto. Ho trovato un movimento in salute e, cosa molto importante, nelle situazioni in cui si è un po’ più indietro ho notato una grande energia per fare in modo di progredire al più presto. All’atto pratico, ci sono ottimi prospetti, sia nel maschile che nel femminile. Ci sono state, ad esempio, almeno due ragazze molto giovani che mi hanno lasciato a bocca aperta. Ogni volta che parlo con i ragazzi della Future Cup ricordo loro che, quando giocavo io, non ho mai avuto un’ opportunità come questa: basta dire che la selezione dei migliori del torneo vestirà la maglia azzurra. Da uomo di sport, non so cosa si possa desiderare di più”.

CRISARI – “Quella della Future Cup è un’attività fantastica. Andare in giro per il territorio sembra facile, ma non lo è. Abbiamo scoperto giovani che venivano dal calcio e che non avevano più grandi stimoli. Nei raduni, invece, si possono vedere all’opera giocatori con grandi potenzialità che devono ancora esplodere. Indossare una maglia prestigiosa dà motivazioni incredibili, non solo a loro, ma anche a tutti i ragazzi che gli sono vicini. Quando tornano nel club raccontano ai compagni le emozioni e vissute e si crea un circolo virtuoso di entusiasmo. Si tratta di un’iniziativa splendida. Non si può pensare solo di andare a vedere i ragazzi nelle loro squadre, ma bisogna vederli anche nei raduni, perché a volte perdono stimoli e non riescono a dare il massimo. Non è un caso che la percentuale di abbandono del calcio a 11 sia altissima già in giovane età. Nel futsal il discorso è diverso e hanno più possibilità di vivere delle emozioni fantastiche. La Future Cup, quindi, si conferma un’idea straordinaria proprio per questo motivo”.

GIUFFRIDA – “Ci tengo a ringraziare società e famiglie che hanno permesso ai ragazzi di partecipare ai raduni, nei quali fortunatamente abbiamo trovato tanti giocatori preparati. Ottimizzare il poco tempo a disposizione è forse l’aspetto più difficile, con l’obiettivo di creare un gruppo più omogeneo possibile che risalti le qualità di ogni singolo talento. Questo percorso potrebbe regalare ad alcuni di loro la maglia azzurra e sono tutti molto emozionati. Andremo a Rimini con la priorità di divertirci, ma daremo il massimo consapevoli che ogni momento può essere decisivo. Vogliamo far vivere ai ragazzi l’esperienza di una manifestazione professionale, con la speranza che questo possa essere il trampolino di lancio per la loro carriera”.

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