Divisa a metà per creare un unico intero. Al limite del paradosso forse ma è la realtà giornaliera di Irene Pantano, giocatrice della Lazio Calcio a 5. Prima squadra e Under 19.
Un doppio percorso, un doppio ruolo, tesi ad un unico obiettivo: la crescita personale a servizio della squadra. In questa strada, tutto è utile. “Sono una persona e una giocatrice più consapevole rispetto allo scorso anno – dichiara Pantano – l’uscita ai quarti di finale con il Dueville è stata un’altra situazione che ci ha fatto male ma è stata utile per farci crescere. Oltre a questo, il costante allenamento con la prima squadra, mi permette di percorrere ogni giorno un centimetro in più sulla mia personale strada di crescita”.
E’ stato un esordio positivo quello dalla nuova Lazio Under 19 di mister Regni. Una squadra giovane e nuova, partita con uno 0-5 rifilato al Pelletterie. “E’ stata una buona partita – analizza la numero 2 – un buon banco di prova iniziale. Siamo un gruppo tutto nuovo, che si sta ancora formando. Stiamo però facendo un ottimo lavoro, sia per quel che riguarda l’intesa in campo che con il mister. L’unico rammarico che ho è il numero di reti segnate. In Coppa Italia la differenza reti è un elemento importante e per quello che abbiamo costruito potevamo realizzare di più. Però non posso esimermi dal fare i complimenti al portiere avversario perché ha davvero dato prova delle sue qualità parando tutto. Al netto di questo, lo ribadisco, sono contenta. Era la prima partita con la maglia della Lazio per diverse ragazze e non sapevamo proprio cosa aspettarci”.
Parla con il piglio del capitano, Irene. La fascia al braccio, per lei, era un traguardo da raggiungere, una meta intermedia personale per la quale lavorare. “E’ una grandissima soddisfazione perché era un obiettivo che mi ero posta. Non mi credo arrivata da nessuna parte ovviamente. Anzi, prendo tutto come un’occasione in più per poter dimostrare il mio valore. Il prossimo obiettivo da raggiungere sarà dare il massimo per apportare il mio contributo alla squadra il più possibile”.
Ne sarà felice mister Chilelli, alla guida di una squadra nella quale è fondamentale il contributo di ognuna e che, con la vittoria di domenica contro lo Statte, spera di aver superato il difficile inizio campionato. “Era una vittoria che volevamo, che abbiamo cercato con tutte le nostre forze e che abbiamo ottenuto”. Li vede così Irene Pantano i primi tre punti casalinghi. “Ci mancava davvero ed è importantissimo che sia arrivata, in casa soprattutto. “E’ stata una vittoria di squadra, arrivata con una grande prestazione. Ho visto nelle mie compagne tutta la voglia di vincere e di dimostrare che non siamo la Lazio che ha giocato e perso contro il Molfetta, ma quella che ha vinto contro lo Statte”.
L’occasione è presto fornita dall’imminente turno di campionato, trasmesso in diretta Sky contro il Rovigo Orange e il successivo primo turno di Coppa Italia contro il Verona. “Abbiamo due partite difficili davanti. Complicate e ravvicinate. Dobbiamo assolutamente continuare sulla scia dettata domenica. Non saranno certo partite facili, andranno giocate con grinta e determinazione fino alla fine. La differenza, a parer mio, la farà la concentrazione. In questo campionato non si possono fare pronostici, ogni gara può raccontare una storia a sè e stupire. Noi però dobbiamo entrare in campo con la voglia di vincere e mettercela tutta perché sono partite che potrebbero cambiare l’andamento del nostro campionato”.
Sembra quasi una veterana Irene Pantano, parla con consapevolezza ed estrema chiarezza. Non ha punti di riferimento in squadra, è una ragazza che tendenzialmente si fa da sola, come si suol dire. Però, un punto fisso fisso, un porto sicuro, quello si che c’è e si chiama Alessia Grieco (che con lo Statte ha anche raggiunto il traguardo personale dei 100 gol con l’aquila sul petto). “Mi trovo bene con tutta la squadra, tutte sono gentili e disponibili con me. Però, la persona più importante, è senza dubbio Alessia Grieco. Innanzitutto perchè la conosco a prescindere dal futsal e poi perché siamo molto simili caratterialmente. Molto molto meno calcisticamente sottolineerei – sorridendo alle sue parole – La nostra similitudine permette che lei mi capisca in ogni situazione sia in campo che fuori. Questo è bellissimo e importante, riesce sempre ad aiutarmi. Sono felice – conclude Pantano – di essere proprio qui”.




