Chissà come sarebbe andata, contro la forte Jasna, con un Cus Cagliari al completo. Un po’ viene da chiederselo, ma Carlotta Scarcella prende il buono di quel che c’è e guarda avanti, convinta che il futuro sia sempre di chi crede nei propri sogni. E in Sardegna, lei ne ha appena iniziato uno bellissimo in rossoblu.
“Sono arrivata qui per una serie di vicissitudini, ma ci ho messo poco per capire che sarebbe stata un’isola felice. Il feeling con la squadra è stato immediato e qui ho la possibilità di giocare, mettendo in pratica tutto quel che ho imparato soprattutto nella scorsa stagione”.
Inizia col futsal a 14 anni con l’FB5 Team Rome e, dopo 4 anni tra le Gabbianelle, passa in prestito alla Lazio: qui, tra alti e bassi, vince il campionato Nazionale e arriva seconda in Coppa Italia con la prima squadra. Poi arriva la Kick Off per un anno di forte crescita, alle spalle di Tami Falconi.
“E’ stata l’esperienza che mi ha più cambiata – dice la giocatrice della Worldwide Futsal Project di Stefano Facchini -, sia perché era il primo anno fuori casa e mi ha fatto aprire gli occhi sotto tanti punti di vista, sia perché Tami mi ha molto aiutata dal punto di vista sportivo: i suoi consigli e i suoi insegnamenti sono fondamentali per me, la vedo come un punto cardine e una fonte di ispirazione”.
E’ ancora giovanissima, eppure ne è passato di tempo da quel settimo compleanno in cui il padre le regalò una porta per giocare a calcio in giardino.
“Ci facevamo tiri a vicenda, ma quando era il mio turno di stare tra i pali – non so perché – mi sentivo nel mio habitat naturale. Per anni ho continuato fuori dai pali, anche all’FB5 giocavo in campo, poi – dopo una storta – pur di non stare ferma in panchina, mi misi in porta. Da lì il preparatore dei portieri mi notò e poi è tutto cambiato: mi disse che avevo la giusta dose di pazzia e fu una specie di benedizione – sorride. – Potevo davvero essere un portiere”.
Ed oggi, quei sogni di bambina, l’hanno portata proprio al Cus Cagliari in Serie A2. Domenica la seconda trasferta di stagione contro il Cus Milano e Carlotta è pronta a stringere i denti.
“L’unico problema è che siamo corte. Tra problemi burocratici, infortuni e un cartellino preso nello scorso match da una di noi, andremo lì con un organico ridotto e questo alla lunga incide sulla lucidità. Dobbiamo andare in Lombardia consapevoli dei nostri mezzi: in difesa siamo forti, ma dobbiamo cercare di incidere di più in attacco. A prescindere da come andrà, comunque, qui c’è tanta voglia di imparare e il tempo ci darà ragione”.
Foto copertina: Marco Dughetti



