Serie A

Marcio Santos indica la via alla Rovigo Orange: “Tanto lavoro e nessuna paura”

marcio santos

Tre settimane di preparazione e poi subito in campo per l’esordio in un derby, che non è mai – né mai sarà – una partita come le altre. La Rovigo Orange lo vive sulla sua pelle e guadagna un punto in rimonta che è in ogni caso positivo per mister Marcio Santos.
“Abbiamo creato diverse occasioni dei gol. Nei primi minuti, dopo il gol, potevamo portarci anche più avanti, poi la partita si è rimessa in equilibrio e anche loro hanno avuto delle possibilità. Dopo il pareggio subito su calcio d’angolo subito a freddo, abbiamo remato un po’ controcorrente e alla fine siamo riusciti ad impattare di nuovo al primo giro palla con il portiere di movimento. Sia noi che loro potevamo chiuderla, ci sono stati begli interventi di Grandi e Carturan per cui credo è un risultato giusto: non due punti persi, ma uno guadagnato”.

È così che si amalgama un gruppo rinnovato con un nuovo tecnico alla guida: senza fretta e imparando dagli errori che capiterà di commettere.
“La pausa in questo senso sarà funzionale. Mi darà il tempo di introdurre concetti che fanno parte del mio modo di intendere il futsal e di far allenare in modo armonioso le giocatrici con più esperienza e le ultime arrivate in neroarancio. Solo tanto lavoro ci permetterà di esprimerci come realmente vogliamo. Se è presto per pensare al Pescara? Assolutamente no. Metà della loro rosa al momento è in ritiro con la Nazionale e questo dà idea del valore della nostra avversaria. Dobbiamo aggiustare quel che non ha funzionato e andare lì per competere e divertirci, con rispetto sì ma senza paura”.

Lo spirito di chi accetta sfide sul campo da una vita.
“È da quando ho 11 anni che affronto campionati diverso tipo. Fino ai 20 sono stato nel calcio a 4, poi sono passato nel professionismo col calcio a 11 e poi – sempre da professionista – sono tornato al calcio a 5. Ho conquistato 5 promozioni in Prima Divisione con altrettante squadre e 4 Coppa Galicia. A 38 anni ho appeso gli scarpini al chiodo e ho iniziato ad allenare: ho imparato dalla scuola brasiliana, da quella spagnola e in ultimo da quella italiana, ma non smetto mai di aggiungere qualcosa al mio bagaglio perché è molto utile vedere la stessa situazione da più punti di vista. Per me – continua Marcio – un bravo allenatore è quello capace di far esprimere liberamente le proprie giocatrici, riuscendo a far rendere all’ennesima potenza le qualità intrinseche di ognuna”.

La zona alta della classifica ha già delle ottime pretendenti, ma nulla impedisce alla Rovigo Orange di piazzarsi proprio lì dove l’aria è più salubre.
“Bitonto, Tiki Taka, Falconara, Pescara e Lazio, ad esempio. Poi la Kick Off che potrebbe essere una sorpresa e lo Statte che ha preso con sé Nona e Guti, pur dovendo fare a meno di altri validi elementi: sono queste le squadre che sembrano partire in vantaggio, ma – con 14 squadre al via – sarà un campionato aperto a tutti, di grande equilibrio e con un livello tecnico superiore rispetto allo scorso anno. Il nostro primo pensiero sarà la salvezza, senza mai rinunciare a combattere per qualcosa di più”.
Perché porsi limiti quando si guarda tutti nella stessa direzione?
“E’ il mio secondo anno in Italia. Sono grato al Bitonto, alle persone che ho avuto modo di conoscere e che porterò per sempre con me, e oggi sono grato a questa società dal cuore grande, che sa esattamente dove vuole arrivare e come fare per raggiungere la meta. Lavorare su obiettivi chiari renderà tutto meno faticoso”.

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