Tutto è ripartito appena il Covid ha allenato un po’ la sua morsa, ma da allora il Cus Padova non si è più fermato. Una squadra di Serie C composta da ben 15 atlete, un’ancora più ampia formazione universitaria e un nutrito settore giovanile (circa 12 ragazze Under 15, più una quindicina dai 5 ai 10 anni) sono i tre cardini alla base di un progetto fortemente radicato sul territorio, ma in cerca di espansione.
BAU’ – “L’anno scorso è stato un po’ un esperimento, culminato a maggio con un bel triangolare al quale ha partecipato anche il Cus Trento di Serie C. Nel frattempo – spiega la responsabile Laura Baù, ex giocatrice – abbiamo organizzato una marea di eventi rispetto ai quali abbiamo ricevuto ottime risposte e da inizio settembre siamo ufficialmente a lavoro per la nuova stagione, nei vari campi comunali disponibili su Padova”.
La sfida che attende all’orizzonte è doppia, anzi tripla: Coppa Veneto dall’8 ottobre (contro il Boca Junior) e successivo campionato per quanto riguarda la prima esperienza nel regionale e Tuttocampo Cup (un nuovo campionato nazionale amatoriale) per il team universitario.
“La serie C conta 8 unità, ma il livello si è alzato parecchio. Noi affronteremo ogni partita per vincere: lo dobbiamo alle ragazze, che stanno mettendo in campo la massima dedizione possibile, e lo dobbiamo allo staff, che sta lavorando con competenza. Gli elementi per far bene sicuramente non mancano: Gloria Prando (calcettista che è stata anche nel giro della Nazionale italiana di futsal), Lidya Silva (ex Grisignano e Padova in A), Laura Perozzo, Francesca Rovea, Tatiana Marulli e capitan Silvia Cerato ci garantiscono qualità e a loro affiancheremo giovani leve che avranno la possibilità di maturare accanto a giocatrici con più esperienza. Voglio sottolineare, poi, il ruolo di Camilla Capelletto, coinvolta come tecnico sia nella prima squadra che nel settore giovanile. In generale abbiamo uno staff giovanissimo, con un’età media tra i 30-35 anni: ci piace l’idea di poter far crescere i giovani anche dal punto di vista dirigenziale”.
E a muoversi di pari passo, ci sarà il solido settore universitario curato dal tecnico Cristofer Smaniotto: l’impegno richiesto è sicuramente inferiore, ma l’intento è ugualmente nobile.
“Formare le atlete così da avere un bacino dal quale eventualmente attingere per il rafforzamento della prima squadra e far conoscere la realtà del Cus Padova a quelle studentesse che siano in zona o abbiano intenzione di continuare da queste parti il percorso accademico, affiancandolo ad un’attività che non porti via loro troppo tempo”.
Insomma, al Cus Padova lo sport è sempre più inclusivo, grazie anche al supporto di RNP (Ragazze nel Pallone) per quanto riguarda la comunicazione.
“Il nostro è un ambiente multiculturale ed eterogeneo e pensiamo che l’attività sportiva non sia mai fine a se stessa, ma sia piuttosto uno strumento per veicolare anche all’esterno valori e messaggi nei quali crediamo fortemente, come la parità di genere e l’importanza dello sport al femminile per sviluppare competenze anche nel mondo del lavoro. La città di Padova che rappresentiamo è stata avanguardista in Veneto firmando la Carta Etica dello Sport Femminile: nel documento promosso da Assist si parla di un mondo sportivo più accessibile e senza stereotipi, proprio quello che sogniamo noi del Cus Padova”.




