Serie A

Cely Gayardo tra regular season e playoff: analisi della Serie A

Non si è persa, dal vivo, un minuto della Final Eight e ha continuato a seguire ogni minuto della Serie A. Insieme a Cely Gayardo abbiamo ripercorso il cammino in regular season delle 12 protagoniste, con uno sguardo sui playoff. Seguendo la classifica dal basso, “condanne” quasi pronosticabili per Padova e Sassari.
“Sulla prima, avevo capito subito che avrebbe fatto fatica e purtroppo così è stato. La seconda sembrava avere qualcosa in più a livello di roster, con Will e Marques, ma col livello attuale si è visto che bisogna avere a disposizione più di un paio di giocatrici di esperienza. Poi l’Audace Verona, “che secondo me non poteva aspettarsi di più a livello di risultati, ma ha bisogno di poco altro ancora per poter fare un bel salto di qualità”.

Anno di ristrutturazione per la Kick Off. “Andare in Coppa Italia e non trovarla, mi ha fatto davvero uno strano effetto per la sua tradizione. Intanto, ha costruito una base per lavorare bene. Mi piace molto Vanelli, serve solo qualche tassello d’esperienza”. Meriterebbe quasi un discorso a parte il Bisceglie.
“La sua sfortuna è stata quella di incontrare il Falconara al primo turno di Coppa. Che partita! Dal Paradiso all’inferno in un minuto, ma ha lottato testa a testa con le campionesse. Ecco perché mi sarei aspettata qualcosa in più in regular season e probabilmente se lo sarebbero aspetto anche loro, che – con qualche punto in più – avrebbero potuto evitare le citizens almeno nei quarti playoff. La vedo come una squadra forte, ma che tuttavia non decolla. Chi, invece, quest’anno ha preso il volo è stato sicuramente il Granzette: solo applausi per un club che è stato anche al primo posto nel girone di andata e che si è qualificato come testa di serie in Puglia”. Statte dai due volti. “C’è quello da 10 in Coppa e quello che non riesce a conservare le 3 reti di vantaggio in gara -1 ed esce ai quarti. Un peccato perdere così”.

Serie A

Turno superato per il Tiki Taka Planet di Tampa e Vanin. “Due giocatrici che riescono a trasformare ogni azione da prevedibile ad imprevedibile. A livello di gioco, è la formazione che mi piace di più. L’unica pecca? Poche rotazioni. Per questo credo che per la semifinale sia avvantaggiato il Falconara, ma penso che ci sarà bisogno di gara -3. Non è escluso che le abruzzesi strappino almeno un pareggio”. Proprio con un pareggio si è chiusa la stagione di un Bitonto da record, soprattutto per numero di presenze sugli spalti. “Quando giocavo contro la Ternana, sapevo che avrei trovato tutta la loro incredibile tifoseria al seguito. Non solo in casa, ma anche in trasferta. E così è con le neroverdi. Considerati gli investimenti societari, avrei immaginato un Bitonto più avanti in Coppa e post-seson, ma ha avuto un difetto che l’ha penalizzata: anche all’interno di una stessa partita, ci sono stati momenti altissimi alternati a pericolosi black out. Incontrare sempre il Tiki Taka, poi non l’ha certamente aiutata”.

E saliamo finalmente sul podio, partendo dalla Lazio. “Credo sia l’anno della sua consacrazione: vederla avanti in Coppa, ormai, non sorprende più e anche in questa edizione si è piegata solo al Falconara a 7” dalla sirena. Ma il vero passo in avanti è stato nella rimonta con lo Statte, dopo un campionato in cui da una parte ha perso punti che non avrebbe dovuto e dall’altra è stata l’unica ad uscire imbattuta dal doppio confronto col Falconara”. Per le biancocelesti, ora, ci sarà il Pescara. “Anche in questo caso per me si andrà a gara -3. Chi la spunta? Premesso che la Lazio può tranquillamente lottare per la finale, vedo leggermente favorito il Pescara, ma solo per un fatto di esperienza delle sue giocatrici in questo tipo di partite. Non ci sarà Amparo, ma è rientrata Manieri che può dare quel qualcosa in più in attacco. Quel qualcosa che è sicuramente mancato in Coppa”.

Aida Xhaxho

10 punti di differenza tra la squadra di Morgado e quella di Neri, vincitrice della regular season. “Ci stanno. A livello di roster, il Falconara è più attrezzato e lo ha fatto valere. Il Pescara ha svolto il proprio compito, senza preoccuparsi di poter perdere un po’ di strada perché è abituato a giocarsi tutto nei playoff. Ma alla resa dei conti – chiude Gayardo – credo che sarà il Falconara a far festa: in Coppa ha sofferto, ma di questo tra un po’ non si ricorderà nessuno. Resta un titolo in bacheca e la possibilità di ripetersi con uno Scudetto: sia per il percorso in campionato che a livello di organico, ha dimostrato di essere la squadra più completa. La squadra da battere”.

Falconara

Falconara

 

 

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