Futsal

Zeudi Papponetti: “Coppa carica di emozioni, spinta per i playoff”

Durante l’ultima final eight più di una persona si sarà ritrovata ad intonare nella sua testa il passaggio di una canzone di De Gregori, visto il gran numero di penalty andati in scena nel quarto di finale tra Statte e Tikitaka. Un classico.

“Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore”, anche se i rigori sono stati 24 e di cuori pieni di paura sportiva, venata dal desiderio di successo e dall’ansia di fallimento, se n’è vissuta tanta.
Come è accaduto a Zeudi Papponetti.

Settima in lista, dopo “le grandi”, a ventidue anni. “Oggi tiri ok? Ti metto in lista“. Queste le parole di Edgard Shurtz al termine dei 40′ regolari nei quali il Francavilla è riuscito ad agganciare il pareggio negli ultimi due palpitanti secondi a disposizione. “Cosa è stata quella partita” racconta la numero 17. “Non ho ancora metabolizzato per bene ciò che è accaduto. Nessuna di noi lo ha fatto credo“.

zeudi papponetti
Il mix emozionale vissuto nella quattro giorni pugliese, avrebbe prodotto fibrillazioni del cuore anche nella persona meno emotiva della terra. “Ci credevo, soprattutto dopo il gol del pareggio. Un po’ forse ce lo meritavamo il passaggio del turno, se solo Valentina Margarito non avesse deciso di arrivare su tutti i palloni che passavano anche solo per sbaglio davanti allo specchio della porta. E’ stata monumentale e sono molto contenta che il premio di mvp del torneo sia andato proprio a lei. Lo ha meritato senza ombra di smentita. Anche se mi ha parato il rigore“.

Il racconto si era fermato li, sul dischetto del PalaDolmen, Papponetti-Margarito. “Ero tutto sommato tranquilla. Mi ero allenata anche con i tiri in porta, potevo farcela. Certo, vedere Brenda Bettioli con le mani al volto dopo aver fallito il tentativo di trasformazione non è stato facile. Ricordo ancora la sua espressione nel breve tragitto che l’avrebbe riportata dalla sua squadra. Fortuna che non ho dovuto tirare subito dopo” sorride tirando un sospiro di sollievo come se il tavolino di Joia Caffè al quale siamo sedute si fosse trasformato di nuovo in quell’angolo blu di campo. “Il mio turno però è arrivato. Andava tutto bene. Ero motivata, convinta e concentrata. “Apri il piatto e tira forte in alto a desta”. Questo dovevo fare“.

zeudi papponetti

Fino a quando la palla non ha deciso di continuare a muoversi durante il posizionamento. “Ho poggiato la palla sul dischetto ma non si fermava. Continuavo a provare ma niente. E’ qui che forse l’ansia ha giocato un brutto scherzo, deconcentrandomi. Finalmente posizionata, mi sono tirata su, ho visto l’espressione di Margarito e mi è venuto da ridere“. Non se la prenda a male il portierone di Patù, era solo nervosismo da rigore. A volte prende a ridere. “All’improvviso è come se mi si fossero aperte le orecchie e ho sentito i fischi del pubblico lato Statte. Probabilmente devo farci ancora l’abitudine alla confusione da stadio.

A quel punto quasi non ricordavo come calciare. Ho alzato gli occhi al cielo e ho intravisto Sestari, ho poggiato di nuovo lo sguardo su Valentina e…niente. Ho tirato in basso a sinistra, ho visto lo Statte correre verso Margarito festeggiando. Mi si è gelato il cuore. Poi mi sono fatta due calcoli a mente e no, non era ancora finita.“.

Marco Tiberio direbbe che ciò dimostra solo una cosa: l’umanità e il cuore di Papponetti. “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”.
Sarà anche per questo che l’ha scelta come erede. Ha ventidue anni Zeudi, gioca a futsal da sempre ed ora sta imparando ad essere un’imprenditrice. Per questo motivo la nostra chiacchierata avviene alle 8:15 del mattino. Attitudini che torneranno sicuramente utili in entrambi gli ambiti. Nel frattempo, dal bancone del bar, arriva un’affermazione. “Puoi sottolineare che il Tikitaka o vince o impara?“.

Si, posso. E credo sia vero. E’ al suo primo anno di A, sta imparando ad essere una delle grandi della categoria. Un po’ come Zeudi nel mondo imprenditoriale in fondo. In pochi mesi ha dimostrato la forza e la volontà di giocare nella massima serie da protagonista e di certo l’esperienza della prima storica final eight non andrà perduta. Anzi, verrà capitalizzata ed utilizzata per prepararsi a fronteggiare qualsiasi situazione. Come quella dei playoff oramai imminenti. C’è un ultimo ostacolo prima della post season e prima della definizione della griglia di campionato: l’Audace Verona.

All’andata forse l’Audace non ha espresso il suo miglior futsal. Ho segnato una doppietta anche io – ironizza -. Abbiamo visto che è una squadra che riesce a creare difficoltà a chiunque, per questo non credo sarà una partita semplice. Anche perché loro giocano per raggiungere la salvezza aritmetica. Dovessero pareggiare o vincere, eviterebbero il playout. Le motivazioni saranno sicuramente tantissime. Ma lo saranno anche per noi – si appresta a sottolineare -. Siamo tante squadre a distanza di un punto e saranno gli ultimi quaranta minuti utili per decretare l’ordine di arrivo. A pensarci è una cosa bellissima. Vuol dire che il campionato è stato divertente, equilibrato, combattuto. E’ stato e sarà ancora uno spettacolo“.

zeudi papponetti

Ha ragione la classe ’99, il campionato post pandemia è stato, guardandolo nella sua interezza, estremamente articolato e divertente, così come la Coppa Italia, che sarà ricordata da tutti per anni e anni. E c’è ancora un tutto da vivere. Un futuro semplice, rappresentato dai playoff e dalla voglia di arrivare il più avanti possibile, e uno anteriore di cui quello semplice ne è alla base.

“Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette”.
Ho 22 anni, ho ancora tantissimo da imparare e sono fortunata di poterlo fare qui, con queste compagne di squadra. Il contributo, sia a livello di sviluppo del gioco e della squadra, così come di crescita personale, delle grandi campionesse con le quali condivido lo spogliatoio, è impagabile. Su tutte, Brenda Bettioli è come se fosse la mia seconda mamma. Con lei si è instaurato un rapporto speciale, che va oltre il campo. Sono una benedizione persone così“.

Ricaricate le batterie dopo la delusione a metà della Coppa Italia, è tempo di tornare in campo con uno stimolo in più, scaturito proprio dai giorni di Bisceglie. “Abbiamo visto che siamo una squadra capace, che non molla mai, che ci crede fino alla fine. Con questa rinsaldata consapevolezza ci approcciamo al finale di stagione, sperando di poter scrivere la prima di una lunga serie di bellissime pagine della storia del futsal giallorosso“.

“E allora mise il cuore dentro alle scarpe e corse più veloce del vento”

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