Serie B

Pelletterie, Pia Gomez e la Serie A: “Traguardo meritato, dedica alla mia famiglia”

Pia Gomez

Il Pelletterie e Pia Gomez tornano in Serie A, il palcoscenico più importante del futsal femminile, al quale si affacciano a braccetto passando per la porta principale: una promozione conquistata con due giornate d’anticipo, grazie ad un cammino che in regular season ha fatto registrare zero sconfitte, 5 pareggi e 17 vittorie. La più bella? Proprio l’ultima in casa contro una Jasnagora mai doma.
“Sapevamo che sarebbe stata molto difficile – racconta Pia – perché conosco bene Alejandra Argento, una brava allenatrice che tiene tanto alla squadra, ma alla fine il risultato a nostro favore è stato giusto per quanto visto in campo e poi ci siamo lasciate andare ad una lunghissima festa. Questo traguardo mi rende felice perché gioco in una società che merita di averlo raggiunto: dopo alcuni casi Covid c’era stato un periodo di flessione, ma volevamo fortemente il salto di categoria e alla fine ci siamo riusciti”.

Gomez, Argento, Blanco, e via dicendo: vengono quasi tutte da Mendoza le argentine più forti mai viste in Italia.
“Con Gimena ho giocato anche a calcio a 11, con Alejandra ho legato in Italia e poi abbiamo giocato insieme anche in Nazionale. A causa della pandemia, non torno a casa da 3 anni, ma quest’estate finalmente potrò farlo: lì sarà inverno, ma poco importa perché ad aspettarmi ci sarà la mia famiglia”.
Papà e fratello Osvaldo, sua sorella Elina e mamma Graciela, che purtroppo non c’è più, eppure è sempre presente: è a loro che Pia Gomez dedica un anno di lavoro e successi.
“Mio fratello ha 10 anni meno di me, ma ha sempre seguito le mie orme: io ho iniziato a giocare a calcio a 11 nel River Plate e lui ha fatto lo stesso in una squadra della mia città e tuttora gioca, poi sono passata al calcio a 5 nel Racing Club e anche lui si è dato al futsal, io mi sono laureata in Scienze Motorie e lui si è iscritto alla stessa facoltà. Ma la mia tifosa più grande, però, è stata sempre la mamma, argentina con origini italiane, che mi ha accompagnata ovunque. Quando è venuta a mancare, 4 anni fa, abbiamo girato l’Italia in suo onore, partendo proprio dalla Sicilia e dai luoghi del mio bisnonno materno, nato a Francofonte, vicino Siracusa: a soli 10, per sfuggire alla prima guerra mondiale, la sua famiglia lo imbarcò su una nave diretta in Argentina. Era solo un bambino, ma poi ha costruito la sua vita da grande uomo. Per noi è stato un viaggio molto toccante”.

Ce l’ha nel sangue, Pia, la voglia di realizzarsi. E con il Pelletterie ci è riuscita un’altra volta, dopo le esperienze nell’elite del futsal già vissute con Ternana, Statte e Noci.
“L’unico rammarico è quello di non aver vinto anche la Coppa, perché – rivedendo le immagini – avremmo meritato in finale. La sconfitta con l’Irpinia ci ha fatto male, ma l’obiettivo primario è stato sicuramente centrato. Cosa mi aspetto dalla Serie A? Ho avuto la fortuna di giocare accanto a tante calcettiste forti e di incontrarne da avversarie altre ugualmente forti, sarà un livello altissimo in cui spero che il Pelletterie possa dire la sua facendo un buon campionato e permettendo alla società di rimanere lì dove le spetta il più a lungo possibile”.
Nella sua lingua mi direbbe “ilusión”: un desiderio che intende trasformare in realtà con passione e dedizione, così come fa a livello personale, oltre che di squadra.
“Voglio giocare ancora tanto, ma a 37 anni penso anche a quello che potrebbe esserci dopo: sono allenatrice di calcio a 11, mi occupo di una squadra giovanile e farò un corso come allenatrice di calcio a 5. Pamela Presto? Mi piacerebbe diventare come lei – dice sorridendo Pia – perché é un leader che ha fatto la differenza. Se siamo arrivate fin qui, è stato grazie alla preparazione di una grandissima allenatrice: sono contenta che il movimento italiano abbia una donna che si è messa in gioco con tutto il suo bagaglio di esperienza e sono sicura che il suo futuro sarà sempre più brillante”.

Foto: Marco Bilenchi

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