La paura di non poter più giocare e il ritorno con due reti ravvicinate, la voglia di giocare e l’esordio tanto atteso nel club che l’ha vista crescere. Due portieri, Gabi Tardelli e Cristina Garcia, e una domenica – ognuna a modo proprio – indimenticabile.
Lo è stata di sicuro per l’estremo difensore della Marbel Bitonto: 33 anni e circa 25 reti in carriera, due delle quali con un peso specifico enorme perché arrivate dopo mesi di terapie e allenamenti che sono serviti a scongiurare il pericolo più grande: dover appendere gli scarpini al chiodo. La risposta l’ha data il campo, appena ha avuto la forza di rientrare: un gol contro l’Audace, quello che ha chiuso i giochi, e uno due gare dopo, nel derby contro il Bisceglie. Ora sono tre i centri stagionali, il numero perfetto di un rientro da favola.
E poi Cristina Garcia. Probabilmente non lo immaginava così l’esordio in Serie A, non con tot reti incassate dal Tiki Taka, ma chi se ne frega quando si ragiona con le emozioni e non con i numeri? Benedetto il giorno in cui ha visto lo scudo del Padova su un cartellone pubblicitario sul quale ha buttato lo sguardo in maniera distratta: la immagino al ritorno da scuola, con le cuffiette nelle orecchie e l’aria un po’ stanca di chi inizia a cercare il proprio destino. E il destino ti si para davanti così, una scritta bianca e rossa nel grigio di un mattino che fa spazio al pomeriggio.
Benedette (a volte anche maledette) siano le ore passate a provare quella presa che non usciva mai, quel tuffo che doveva cadere sempre qualche centimetro più lontano. Benedette siano tutte le sconfitte dalle quali si è rialzata, tutti i palloni raccolti in fondo al sacco e quelli bloccati proprio all’ultimo istante.
Se la ricorda, Gabi, la prima parata in Serie A? Probabilmente sì e allora può capire Cristina al suo primo giorno, con la stessa maglia con la quale ha iniziato nei campionati provinciali. E può capire il suo sorriso a fine gara, al di là del risultato. Cammini diversi, stesso sogno: uno da coltivare e uno sbocciato ieri.


