Serie A

Morgana Schubert e il Bitonto delle stelle: “Diana Santos il primo sì”

Morgana Schubert

Se all’ombra della Concattedrale di Bitonto possiamo vedere all’opera – tutte insieme – un Pallone d’Oro, un’altra giocatrice plurititolata con la maglia del Brasile e tante altre campionesse già ben note nel panorama nazionale, il merito va a due persone in particolare: il presidente Silvano Intini, cuore pulsante del dream team neroverde, e Morgana Schubert, che del primo è fidata consulente di mercato.
“La collaborazione è iniziata a tavola quasi per scherzo. Lui cercava giocatrici e io stavo parlando oltreoceano con Diana Santos, che è una mia cara amica. “Portiamola qui”, mi ha detto. E così mi sono mossa: io ho dato garanzie alla giocatrice, ma lui mi ha dato da subito totale fiducia e posso solo dirgli grazie infinite. Questo è diventato sì un lavoro, alla base di tutto però ci sono sempre rapporti di affetto e stima che rendono tutto più semplice, anche l’arrivo di una fuoriclasse che non era mai stata in Italia prima”.

E da Diana in poi, il Bitonto ha incassato solo risposte positive.
“Poi è stato il turno di Luciléia, che nessuno si aspettava potesse arrivare in una neo-promossa, e a seguire di Carol, che era già stata contattata da altre squadre ma aveva sempre sognato di giocare con le prime due. Se all’inizio ci sono state difficoltà, adesso – sorride Morgana – c’è gente che si è già prenotata per il prossimo anno, e lo fa sia per l’amicizia che ci lega che per la serietà della società. Ci sarà da fare delle scelte, ma il principio sarà sempre lo stesso: qui vogliamo giocatrici che siano prima di tutto umili e che capiscano cosa vorrà dire indossare questa maglia, e poi pronte a mettersi a disposizione così come hanno fatto le ultime arrivate Marfil Errico e De Camargo, che qui sta rivivendo i suoi inizi da calcettista, vissuti proprio con Diana accanto”.

Morgana Schubert

La prima con assetto “rinforzato” non è stata da ricordare, ma Morgana guarda ben oltre il derby.
“E’ stato meglio perdere a Statte, in una partita di campionato che ci permetterà di aggiustare il tiro, che più in là, quando inizierà un altro campionato – la fase della Final Eight – e poi un altro ancora, con la fase dei playoff. Renatinha è stata impressionante come al solito, mentre noi abbiamo offerto una prestazione opaca in tutti i nostri elementi: una vera spiegazione non c’, ma ci può stare. L’importante è che rimanga un episodio e che si riprenda subito la corsa col Sassari, lavorando a testa bassa: tutto può succedere perché in campo siamo sempre 5 contro 5 e ognuno vuole portare l’acqua al proprio mulino, ma devo dire che a Giovinazzo, col nostro pubblico, ci sentiamo sempre uno in più”. Un coinvolgimento da giocatrice, più che da membro della dirigenza.
“In fondo ho smesso da poco – sorride con un po’ di malinconia, ricordando le stagioni in A2 con Dona Five Fasano e Grottaglie. – Il futsal giocato mi manca e chissà che il prossimo anno non torni a far parte della mia vita, prima però cercherò di chiudere qualche altro colpo di mercato per rendere il Bitonto ancora più splendente”.

 

 

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