Serie A

Francesca Rasetti, la rossa del futsal su Sky con l’Audace: “Un sogno”

Rasetti

“Mentre parliamo, mi sto rivedendo su Sky”. Francesca Rasetti, la rossa del futsal, può accendere la TV e – grazie alle ultime novità di un movimento sempre più in espansione – trovarsi sul piccolo schermo, prima di un adrenalinico derby d’Italia tra Milan e Inter, magari. “E’ un sogno, sai? Ed è incredibile che sia capitato proprio nell’anno in cui sono sbarcata in Serie A con l’Audace Verona”. Rossonero, così come il Diavolo che poi è stato nel suo cuore per un breve periodo. “Fino alla sconfitta in Champions contro il Liverpool. Poi ho detto: “basta, scelgo una squadra che non mi faccia dannare. Col Torino non mi è andata meglio – ride – ma metà della mia famiglia è di Chieri e non poteva che andare a finire così. In pratica sono la cugina di Biasiolo – scherza -. Ogni anno vado a trovare i nonni, la tappa di Superga è sacra”.

Capisco solo ora che il cappello con cui arriva al campo prima di ogni partita per lei non sia bordeaux, bensì granata.
“Esatto, e non può mai mancare. Mi è stato regalato per Natale da una mia amica che ora gioca nel Chievo Women. È il mio unico “rito” legato al futsal”. Da 5 anni ha scelto la disciplina a rimbalzo controllato, lasciandosi alle spalle un lungo trascorso nel calcio a 11 al quale – ammette – non tornerebbe mai. E per una sorta di proprietà commutativa degli elementi, Francesca si è innamorata del futsal e il futsal si è innamorato di lei. Avete mai sentito, per esempio, i commenti di Mennini su Sky?
“Ho avuto dei bei feedback – sorride -. Io provo a giocare bene e ispirarmi al meglio, ma c’è ancora tanta strada da fare. Ecco – mi dice, mentre continua a guardarsi in TV – devo migliorare la difesa della palla, qui dovevo posizionare diversamente il corpo. Pecchiamo un po’ di inesperienza e poi, come è accaduto domenica, troviamo sempre la grande campionessa che tira fuori il coniglio dal cilindro. Inseguire costa più fatica, ma cercheremo di non farlo col Pescara: con il nostro pubblico a riempire il fortino di San Giovanni Lupatoto è tutto possibile”.
Di sicuro ci sarà papà Rasetti. “Detto Pennabianca perché ormai il rosso dei capelli è andato via… La mia famiglia mi ha sempre spinta a giocare. Anche mio fratello è stato portiere, ma mio padre veniva più spesso a vedere me. Lo prendo come un segno di apprezzamento”.

Non c’è una frase che non finisca in una risata con lei, eppure la giornata alle sue spalle è stata più dura del solito.
“Sono fisioterapista respiratoria – mi spiega – e lavoro nel reparto di fisioterapia con i pazienti critici nel reparto di terapia intensiva. Il mio compito è migliorare la loro funzione polmonare, perciò ho lavorato anche nei reparti Covid: è stato un periodo molto difficile sia a livello fisico, proprio per la condizione di dover lavorare bardati senza poter né mangiare né bere per tante ore consecutive, che a livello psicologico nel dover vedere in gravi condizioni persone, anche giovani, che fino a qualche giorno prima conducevano una vita normale. Ma c’è stata anche tanta soddisfazione ogni volta che abbiamo rimesso in piedi qualcuno dopo settimane di ricovero, curandone i progressi fino alla dimissione. Ancora oggi mi capita di ricevere messaggi di ringraziamento e un ex paziente è venuto a vedermi in una gara in casa: si ricordava, si è affezionato e mi ha fatto tanto piacere. Una storia a lieto fine che ha battuto il Covid”.

Se la sorte ti ha dato in dote di essere innamorato di una squadra come il Torino, beh allora avrai la ragionevole certezza che quel tuo amore non sarà mai angustiato dalla monotonia, ma da qualsiasi altra possibile condizione dell’animo, inevitabilmente sì. (F. Buffa)

Foto: Federica Arca (Audace Wave)

Comments

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Più Letti

To Top