Serie A

Federica Marino e il Bisceglie: “Carica di entusiasmo, qui sono a casa”

federica marino

Casa.
Dal latino casa, capanna, casupola.
Potrebbe non apparire un granché, ma tra tutte le parole latine che in qualche modo descrivono un’abitazione, è proprio questa ad aver assunto, nella nostra lingua, il senso più completo che si può associare a questo oggetto.

Non si ferma alla denotazione fisica, ma abbraccia la sfera sentimentale, emotiva, relazionale. E, a pensarci, rispetto a tipologie di abitazione più sfarzose, la casa intesa nel modo dei latini, è quella che meglio abbraccia l’idea di un luogo vissuto, che cambia e si modella in base alle esigenze, adatta a seguire plasticamente la vita.
Cambia, senza cambiare mai.

Così come il Bisceglie per Federica Marino: “Dopo tre anni insieme, per me, Bisceglie rappresenta proprio questo: casa. Di questa cornice, di questo sfondo, ne ha giovato tutta la mia vita. E’ infatti un momento più che positivo, sia dal punto di vista personale che sportivo“.
Non a caso, ma sicuramente a casa, Federica è considerata l’MVP della prima giornata di campionato che ha visto le neroazzure, proprio tra le mura amiche del Pala Dolmen, imporsi sulla Kick Off e guadagnare la prima vittoria e i primi tre punti della stagione.

Sono carica di entusiasmo per questo nuovo campionato- racconta – e mi auguro fortemente che la squadra possa disputare un’ottima competizione e raggiungere obiettivi importanti. Era fondamentale per noi fare punti domenica, sia per poter lavorare in maniera più serena in vista della lunga pausa e sia per confermare il nostro valore di squadra“.

Federica Marino

A metà tra un’analisi tecnica e un racconto di emozioni, la numero 8 analizza quanto visto ed espresso in campo. “Siamo riuscite ad esprimere un bel gioco, se non per tutta la gara, per buoni tratti della stessa. L’aspetto fondamentale però è aver saputo soffrire nei momenti più difficili della gara. Personalmente – continua Federica – ho vissuto appieno l’emozione della prima gara, quasi fosse un gusto da assaporare, cercando di seguire nel migliore dei modi le indicazione di mister Di Chiano. Ci stiamo abituando pian piano ad un nuovo modulo di gioco e sono certa che insieme faremo sempre meglio“.
In fondo, lo abbiamo detto, è intrinseco al concetto di casa: cambia in base alle esigenze, in maniera plastica, si trasforma pur rimanendo sempre la stessa.

Allargando gli orizzonti, è il futsal nella sua essenza il nucleo centrale dell’esistenza dell’universale calabrese, il modulo abitativo base, quello sul quale costruire tutto il resto. “Gioco a futsal da anni – continua -. All’inizio è stata una questione di necessita, non essendoci nella mia città una squadra di calcio a 11. Con il tempo però posso affermare che è stata la migliore scelta che potessi fare. E’ uno sport che ha riempito di valori la mia vita, mi ha fatto fare esperienze e incontri importanti ed ormai è parte integrante di me“.

Casa, in fondo, non è null’altro che appartenenza, il luogo dal quale nasce la propria identità, a prescindere dal contesto. Per questo, senza dubbio, per Federica Marino, il rimbalzo controllato di un pallone sul parquet significa essere a casa.

Foto Felice Nichilo

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